Domenica 27 giugno 2010
13ª Domenica per Annum C


1Re 19,16b.19-21: Eliseo si alzò e seguì Elia
Sal 15: Tu o Signore sei la mia parte di eredità
Gal 5,1.13-18: Non sottomettetevi di nuovo al giogo della schiavitù
Lc 9,51-62: Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme

La prima lettura racconta la vocazione di un profeta. E' un ricco contadino. Stava arando la sua proprietà con dodici paia di buoi quando lo incontra Elia. Costui gli getta addosso il suo mantello e con ciò acquisisce su di lui un certo diritto. Eliseo non sa negarsi; sacrifica le paia di buoi con cui stava arando, abbandona la sua famiglia e si mette al servizio di Dio. Nel caso di Eliseo si danno le condizioni di una vocazione speciale: chiamata di Dio, risposta alla chiamata, rottura con il passato e nuovo genere di vita al servizio della missione.

Mai come oggi l'uomo è stato tanto sensibile alla libertà; l'uomo preferisce la povertà e la miseria piuttosto che la mancanza di libertà. Paolo, a proposito di ciò dice che il cristiano è libero: la vocazione cristiana è vocazione alla libertà e questa ci è stata conquistata da Cristo; la libertà si esprime e raggiunge la sua pienezza nell'amore. Di fronte al pericolo che molti uomini cadano nel libertinaggio con il pretesto della libertà, Paolo li avverte che la vera libertà, quella che viene dallo Spirito libera dalla schiavitù della carne e dell'egoismo (dove per carne non si intende la sfera della sessualità, ma tutto ciò che si oppone allo spirito, nella dialettica legge-spirito).

Il tema fondamentale del Vangelo è la presentazione di tre vocazioni. Luca la colloca nel contesto del viaggio di Gesù e dei suoi discepoli verso Gerusalemme. Gesù,a chi vuole seguirlo, chiede libertà dai beni e dalle comodità materiali, perché il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo; rottura con il passato e il presente, persino con la propria famiglia, e di seguirlo. Tutto ciò perché il discepolo sia libero e disponibile per poter annunciare il Regno di Dio.

Le letture di oggi hanno un tema comune: le esigenze della vocazione. In esse scopriamo come soggiacente la necessità del distacco, della rinuncia, dell'abbandono delle cose e delle persone, come esigenza per seguire Gesù. Perciò non esiste risposta alla chiamata per mettersi al servizio del Regno di Dio in coloro che antepongono a Gesù condizioni o interessi personali.

Il Vangelo ci dice che il distacco che Gesù esige dai tre candidati alla sua sequela è radicale e immediato. Si ha persino l'impressione di una certa durezza da parte di Gesù. Ma tutto è sotto il segno dell'urgenza. Gesù ha iniziato il "viaggio verso Gerusalemme". Questa "salita" interminabile (che occupa 10 capitoli nel Vangelo di Luca) non s'inquadra in una dimensione strettamente geografica, ma teologica: Gesù s'incammina decisamente verso il compimento della sua missione.

Il viaggio di Gesù a Gerusalemme non è un viaggio turistico. Perciò il maestro esige dai discepoli la coscienza del rischio che comporta quest'avventura: "l'offerta della propria vita".

Si direbbe che Gesù fa tutto il possibile per scoraggiare i tre che vogliono seguirlo nel cammino. Sembra che la sua intenzione sia più di rifiutare che di attrarre, di disilludere che di sedurre. In realtà, egli non spegne l'entusiasmo, ma le false illusioni e i trionfalismi messianici. I discepoli devono essere coscienti della difficoltà dell'impresa, dei sacrifici che comporta e della gravità degli impegni che si assumono con quella decisione.

Pertanto seguire Gesù comporta:

- Disponibilità a vivere nell'insicurezza: "non avere niente, non portare niente". Non si pone l'accento sulla povertà assoluta, ma sull'itineranza. Il discepolo, come Gesù, non può programmare, organizzare la propria vita secondo i criteri delle esigenze personali, del "confort" individuale.
- Rottura col passato, con le strutture sociali, politiche, economiche e culturali che attanagliano e uccidono. E' necessario che i nuovi discepoli guardino avanti, che annuncino il Regno, perché scompaia il passato e viva il progetto di Gesù.
- Decisione irrevocabile. Nessuna titubanza, nessun accomodamento, nessuna concessione alla nostalgia e ai ricordi del passato: l'impegno è totale e definitivo, la scelta è irrevocabile.

Oggi come ieri, Gesù continua a chiamare uomini e donne che, lasciando tutto, s'impegnano con la causa del Vangelo e prendendo l'aratro senza guardarsi indietro, offrono la propria vita nella costruzione di un mondo nuovo, dove regni la giustizia e l'uguaglianza tra tutti.

D'altra parte, nel Vangelo di oggi osserviamo anche una nota di tolleranza e pazienza pedagogica. Lo zelo appassionato dei discepoli arriva a pensare di far cadere un fuoco sulla terra per consumare tutti quelli che non accettano Gesù… Trasportati dal loro zelo, non ammettono che altri pensino in maniera diversa, né rispettano il processo personale o di gruppo che essi portano. Gesù "gli rimprovera" questo zelo. semplicemente va verso un altro villaggio, senza condannarli e, tanto meno, senza mandargli il fuoco.

La sequela di Gesù è un invito e un dono di Dio, ma al tempo stesso esige la nostra risposta. E' quindi un dono e una conquista. Un invito di Dio e una meta che dobbiamo proporci con tensione. Ma solo per amore, per innamoramento della Causa di Gesù, potremo progredire in questa sequela. Né le prescrizioni legali, né gli inquadramenti giuridici, né le prescrizioni ascetiche possono supplire il ruolo che l'amore - l'amore diretto alla Causa di Gesù e a Dio stesso, attraverso la persona di Gesù - deve giocare insostituibilmente nelle nostre vite chiamate.

Una volta che questo amore si è istallato nelle nostre vite, tutto ciò che è legale continua ad avere il proprio senso, ma è messo al suo giusto posto: relegato in secondo piano. "Ama e fa ciò che vuoi" diceva Sant'Agostino, perché se ami non fai "ciò che vuoi", ma ciò che è bene e che Dio si aspetta da te. E' la libertà dell'amore, con i suoi dolci doveri.

Un'omelia per la celebrazione di oggi potrebbe concentrarsi sulla questione della libertà religiosa. Gesù non accetta l'intolleranza dei discepoli, che vorrebbero imporre col fuoco l'accettazione del maestro. E Paolo ci ricorda la vocazione universale (dei cristiani e di tutti) alla libertà, a vivere senza coercizioni della propria libertà, della propria cultura e religione… Il Vaticano II assunse decisioni storiche rispetto alla libertà religiosa. Le posizioni di "cristianità", di unione con il potere politico, non sono ritenute conformi con il Vangelo. Ciò esige da noi cristiani alcuni atteggiamenti nuovi dal profondo del nostro cuore.

Per la revisione di vita

- Lascia che vada prima a seppellire mio padre… Permettimi di congedarmi dai miei… Quali occupazioni mi impediscono di seguire Gesù?
- Sono di quelli che vorrebbero "fare scendere fuoco dal cielo"?

Per l'incontro di gruppo

- Vogliamo comandare che scenda un fuoco dal cielo e lì consumi? Utilizzazione religiosa del potere. Mettere Dio e i suoi poteri. Imporre la nostra verità religiosa. Stare in una posizione di potere… C'è qualcuno di questi atteggiamenti nella nostra azione ecclesiale locale?
- Vedere le condizioni o le esigenze del discepolato che appaiono in questo passaggio del Vangelo o in altri passi. Fare una sintesi sull'esigenze della sequela nel testo del Vangelo. Cercare tra tutte le applicazioni al contesto attuale: quali sono oggi le principali esigenze della sequela nel nostro mondo?
- Siete stati chiamati a Libertà… Qual è la situazione della libertà oggi nella vita dei cristiani? La fede cristiana è un potenziamento reale della libertà umana? In cosa? Perché?

Per la preghiera dei fedeli

- Per quei cristiani che vogliono seguire Gesù solo dopo essersi occupati di molte altre cose, perché sappiano prendere finalmente una decisione radicale…
- Per tutti coloro che, convinti della propria verità religiosa, vorrebbero imporla al mondo e per tutti coloro che hanno sofferto le conseguenze di un proselitismo religioso compulsivo; perché, dopo gli insegnamenti del Vaticano II, "mai più" noi cristiani imponiamo la nostra fede a popoli o persone…
- Per coloro che interpretano il potere religioso come potere mondano, di forza e coercizione, di privilegio, perché comprendano che il potere di Gesù consiste nel servizio e nell'offerta di se…

Orazione comunitaria

Dio, Padre nostro, aiuta anche noi che vogliamo essere seguaci del tuo figlio a assumerci risolutamente come lui la scelta di offrire ogni giorno la nostra vita al servizio della causa del Regno. Per Cristo nostro Signore.