1Re
19,16b.19-21: Eliseo si alzò
e seguì Elia
Sal 15: Tu o Signore sei la mia parte
di eredità
Gal 5,1.13-18: Non sottomettetevi di
nuovo al giogo della schiavitù
Lc 9,51-62: Gesù si diresse decisamente
verso Gerusalemme
La
prima lettura racconta la vocazione
di un profeta. E' un ricco contadino.
Stava arando la sua proprietà
con dodici paia di buoi quando lo incontra
Elia. Costui gli getta addosso il suo
mantello e con ciò acquisisce
su di lui un certo diritto. Eliseo non
sa negarsi; sacrifica le paia di buoi
con cui stava arando, abbandona la sua
famiglia e si mette al servizio di Dio.
Nel caso di Eliseo si danno le condizioni
di una vocazione speciale: chiamata
di Dio, risposta alla chiamata, rottura
con il passato e nuovo genere di vita
al servizio della missione.
Mai
come oggi l'uomo è stato tanto
sensibile alla libertà; l'uomo
preferisce la povertà e la miseria
piuttosto che la mancanza di libertà.
Paolo, a proposito di ciò dice
che il cristiano è libero: la
vocazione cristiana è vocazione
alla libertà e questa ci è
stata conquistata da Cristo; la libertà
si esprime e raggiunge la sua pienezza
nell'amore. Di fronte al pericolo che
molti uomini cadano nel libertinaggio
con il pretesto della libertà,
Paolo li avverte che la vera libertà,
quella che viene dallo Spirito libera
dalla schiavitù della carne e
dell'egoismo (dove per carne non si
intende la sfera della sessualità,
ma tutto ciò che si oppone allo
spirito, nella dialettica legge-spirito).
Il
tema fondamentale del Vangelo è
la presentazione di tre vocazioni. Luca
la colloca nel contesto del viaggio
di Gesù e dei suoi discepoli
verso Gerusalemme. Gesù,a chi
vuole seguirlo, chiede libertà
dai beni e dalle comodità materiali,
perché il Figlio dell'Uomo non
ha dove posare il capo; rottura con
il passato e il presente, persino con
la propria famiglia, e di seguirlo.
Tutto ciò perché il discepolo
sia libero e disponibile per poter annunciare
il Regno di Dio.
Le
letture di oggi hanno un tema comune:
le esigenze della vocazione. In esse
scopriamo come soggiacente la necessità
del distacco, della rinuncia, dell'abbandono
delle cose e delle persone, come esigenza
per seguire Gesù. Perciò
non esiste risposta alla chiamata per
mettersi al servizio del Regno di Dio
in coloro che antepongono a Gesù
condizioni o interessi personali.
Il
Vangelo ci dice che il distacco che
Gesù esige dai tre candidati
alla sua sequela è radicale e
immediato. Si ha persino l'impressione
di una certa durezza da parte di Gesù.
Ma tutto è sotto il segno dell'urgenza.
Gesù ha iniziato il "viaggio
verso Gerusalemme". Questa "salita"
interminabile (che occupa 10 capitoli
nel Vangelo di Luca) non s'inquadra
in una dimensione strettamente geografica,
ma teologica: Gesù s'incammina
decisamente verso il compimento della
sua missione.
Il
viaggio di Gesù a Gerusalemme
non è un viaggio turistico. Perciò
il maestro esige dai discepoli la coscienza
del rischio che comporta quest'avventura:
"l'offerta della propria vita".
Si
direbbe che Gesù fa tutto il
possibile per scoraggiare i tre che
vogliono seguirlo nel cammino. Sembra
che la sua intenzione sia più
di rifiutare che di attrarre, di disilludere
che di sedurre. In realtà, egli
non spegne l'entusiasmo, ma le false
illusioni e i trionfalismi messianici.
I discepoli devono essere coscienti
della difficoltà dell'impresa,
dei sacrifici che comporta e della gravità
degli impegni che si assumono con quella
decisione.
Pertanto
seguire Gesù comporta:
-
Disponibilità a vivere nell'insicurezza:
"non avere niente, non portare
niente". Non si pone l'accento
sulla povertà assoluta, ma sull'itineranza.
Il discepolo, come Gesù, non
può programmare, organizzare
la propria vita secondo i criteri delle
esigenze personali, del "confort"
individuale.
- Rottura col passato, con le strutture
sociali, politiche, economiche e culturali
che attanagliano e uccidono. E' necessario
che i nuovi discepoli guardino avanti,
che annuncino il Regno, perché
scompaia il passato e viva il progetto
di Gesù.
- Decisione irrevocabile. Nessuna titubanza,
nessun accomodamento, nessuna concessione
alla nostalgia e ai ricordi del passato:
l'impegno è totale e definitivo,
la scelta è irrevocabile.
Oggi
come ieri, Gesù continua a chiamare
uomini e donne che, lasciando tutto,
s'impegnano con la causa del Vangelo
e prendendo l'aratro senza guardarsi
indietro, offrono la propria vita nella
costruzione di un mondo nuovo, dove
regni la giustizia e l'uguaglianza tra
tutti.
D'altra
parte, nel Vangelo di oggi osserviamo
anche una nota di tolleranza e pazienza
pedagogica. Lo zelo appassionato dei
discepoli arriva a pensare di far cadere
un fuoco sulla terra per consumare tutti
quelli che non accettano Gesù
Trasportati dal loro zelo, non ammettono
che altri pensino in maniera diversa,
né rispettano il processo personale
o di gruppo che essi portano. Gesù
"gli rimprovera" questo zelo.
semplicemente va verso un altro villaggio,
senza condannarli e, tanto meno, senza
mandargli il fuoco.
La
sequela di Gesù è un invito
e un dono di Dio, ma al tempo stesso
esige la nostra risposta. E' quindi
un dono e una conquista. Un invito di
Dio e una meta che dobbiamo proporci
con tensione. Ma solo per amore, per
innamoramento della Causa di Gesù,
potremo progredire in questa sequela.
Né le prescrizioni legali, né
gli inquadramenti giuridici, né
le prescrizioni ascetiche possono supplire
il ruolo che l'amore - l'amore diretto
alla Causa di Gesù e a Dio stesso,
attraverso la persona di Gesù
- deve giocare insostituibilmente nelle
nostre vite chiamate.
Una
volta che questo amore si è istallato
nelle nostre vite, tutto ciò
che è legale continua ad avere
il proprio senso, ma è messo
al suo giusto posto: relegato in secondo
piano. "Ama e fa ciò che
vuoi" diceva Sant'Agostino, perché
se ami non fai "ciò che
vuoi", ma ciò che è
bene e che Dio si aspetta da te. E'
la libertà dell'amore, con i
suoi dolci doveri.
Un'omelia
per la celebrazione di oggi potrebbe
concentrarsi sulla questione della libertà
religiosa. Gesù non accetta l'intolleranza
dei discepoli, che vorrebbero imporre
col fuoco l'accettazione del maestro.
E Paolo ci ricorda la vocazione universale
(dei cristiani e di tutti) alla libertà,
a vivere senza coercizioni della propria
libertà, della propria cultura
e religione
Il Vaticano II assunse
decisioni storiche rispetto alla libertà
religiosa. Le posizioni di "cristianità",
di unione con il potere politico, non
sono ritenute conformi con il Vangelo.
Ciò esige da noi cristiani alcuni
atteggiamenti nuovi dal profondo del
nostro cuore.
Per
la revisione di vita
-
Lascia che vada prima a seppellire mio
padre
Permettimi di congedarmi
dai miei
Quali occupazioni mi
impediscono di seguire Gesù?
- Sono di quelli che vorrebbero "fare
scendere fuoco dal cielo"?
Per
l'incontro di gruppo
-
Vogliamo comandare che scenda un fuoco
dal cielo e lì consumi? Utilizzazione
religiosa del potere. Mettere Dio e
i suoi poteri. Imporre la nostra verità
religiosa. Stare in una posizione di
potere
C'è qualcuno di
questi atteggiamenti nella nostra azione
ecclesiale locale?
- Vedere le condizioni o le esigenze
del discepolato che appaiono in questo
passaggio del Vangelo o in altri passi.
Fare una sintesi sull'esigenze della
sequela nel testo del Vangelo. Cercare
tra tutte le applicazioni al contesto
attuale: quali sono oggi le principali
esigenze della sequela nel nostro mondo?
- Siete stati chiamati a Libertà
Qual è la situazione della libertà
oggi nella vita dei cristiani? La fede
cristiana è un potenziamento
reale della libertà umana? In
cosa? Perché?
Per
la preghiera dei fedeli
-
Per quei cristiani che vogliono seguire
Gesù solo dopo essersi occupati
di molte altre cose, perché sappiano
prendere finalmente una decisione radicale
- Per tutti coloro che, convinti della
propria verità religiosa, vorrebbero
imporla al mondo e per tutti coloro
che hanno sofferto le conseguenze di
un proselitismo religioso compulsivo;
perché, dopo gli insegnamenti
del Vaticano II, "mai più"
noi cristiani imponiamo la nostra fede
a popoli o persone
- Per coloro che interpretano il potere
religioso come potere mondano, di forza
e coercizione, di privilegio, perché
comprendano che il potere di Gesù
consiste nel servizio e nell'offerta
di se
Orazione
comunitaria
Dio,
Padre nostro, aiuta anche noi che vogliamo
essere seguaci del tuo figlio a assumerci
risolutamente come lui la scelta di
offrire ogni giorno la nostra vita al
servizio della causa del Regno. Per
Cristo nostro Signore.