Domenica 18 luglio 2010
16ª Domenica per Annum C


Gn 18,1.10a: Signore, non stare lontano dal tuo servo
Sal 14,2-3ab. 3cd-4ab.5: Signore chi può stare nel tuo santuario?
Col 1,24-28: Il mistero nascosto da secoli è rivelato ai santi
Lc 10,38-4: Marta e Maria

Il testo della prima lettura ci presenta una scena familiare. Abramo, seduto davanti alla tenda, riceve la visita del Signore. Abramo lo accoglie con ospitalità. Dio lo premia con la fecondità di Sara.

Tre tratti fondamentali caratterizzano il testo: la fede di Abramo nel riconoscere il Signore. L'ospitalità con cui viene ricevuto il Signore e la familiarità di Dio con Abramo e la sua famiglia. E' un bel esempio della relazione e dell'accoglienza di Dio da parte dell'essere umano, la sola possibile per camminare.

Nella seconda lettura di oggi incontriamo nuovamente il pensiero di Paolo sul mistero di Dio e sulla rivelazione per mezzo della predicazione e ciò che Paolo apporta a questa rivelazione a partire dalla sofferenza. Cristo rivela la ricchezza di Dio nella povertà della croce e l'apostolo sarà il distributore della stessa agli uomini e alle donne.

Un primo commento al vangelo di oggi:

Luca ci presenta un aneddoto appartenente alle tradizioni ricevute dall'evangelista nel circolo dei discepoli, specialmente donne. Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, ricevono il Signore nella loro casa.

Il caso di Marta e Maria è sfruttato, una volta di più, da Luca per sottolineare il valore dell'ascolto della parola di Dio. Senza entrare nella teoria del valore della contemplazione sull'azione, che si è voluto vedere nei diversi atteggiamenti di Marta e Maria, la cosa certa dell'aneddoto è che il Regno di Dio non può lasciarsi distrarre da una preoccupazione esageratamente esclusiva delle realtà terrene. D'altra parte ascoltare la parola di Dio è tutto meno che occasionale.

Ci incontriamo con un quadro familiare nel quale Gesù visita nella loro casa alcune amiche. Loro, Marta e Maria, lo ricevono nella loro casa. Marta si faceva in quattro per provvedere al servizio dell'ospite, e Gesù la riprende perché è inquieta "per tante cose"… Marta non ha la collaborazione di nessuno. La sorella infatti si è seduta ai piedi di Gesù ed è completamente occupata nell'ascolto della sua parola.

Il Maestro non approva l'affanno, l'agitazione, la dispersione, l'andare in mille direzioni della padrona di casa. Qual è dunque l'errore di Marta? Il non comprendere che la venuta di Cristo significa principalmente la grande occasione che non bisogna perdere e di conseguenza la necessità di sacrificare ciò che è urgente a ciò che è importante.

Ma la svasatura nel comportamento di Marta risulta soprattutto dal contrasto rispetto alla posizione assunta dalla sorella. Maria, di fronte a Gesù, preferisce "riceverlo", Marta, al contrario, prende decisamente la strada del dare, dell'agire; Maria si colloca nel piano dell'essere e privilegia l'ascolto.

Marta si precipita a "fare" e questo "fare" non parte da un ascolto attento della parola di Dio e conseguentemente corre il pericolo di trasformarsi in uno sterile girare a vuoto. Marta si limita, nonostante tutte le sue buone intenzioni ad accogliere Gesù in casa. Maria lo accoglie "dentro", si fa suo recipiente. Gli offre ospitalità in quello spazio interiore, segreto, che è stato preparato per lui, e che è riservato a lui. Marta offre a Gesù delle cose, Maria offre se stessa.

Secondo il giudizio di Gesù, Maria ha scelto immediatamente "la parte migliore" (che, nonostante le apparenze, non è la più comoda: è molto più facile muoversi che "comprendere la parola"). Marta, disgraziatamente, che non vuole che manchi nulla all'ospite importante, che pretende di arrivare a tutto, lascia passare clamorosamente "la sola cosa necessaria". Marta reclama con Gesù, non sa ciò che lui vuole. Il problema è precisamente questo: scoprire poco a poco ciò che vuole Gesù da ciascuno di noi. Perciò è necessario fermarsi, cessare di andare e venire e trovare tempo per ascoltare la parola di Gesù e comprendere quale sia realmente la volontà di Dio sulla nostra vita.

Un secondo commento:

Nel Vangelo di Luca il cammino di Gesù a Gerusalemme segna una progressiva manifestazione del Regno. Nella misura in cui avanza va formando i discepoli e le discepole ad atteggiamenti di misericordia, di abbandono delle pretese di potere e all'ascolto attento della parola. In questo cammino, come i missionari che sono venuti ad annunciare la sua presenza, Gesù è ricevuto da due donne in una casa familiare.

Lì s'incontra con due atteggiamenti diversi. Uno di totale attenzione e di ascolto, l'altro di affanno per il da farsi abituale e di distrazione. Le faccende della vita quotidiana avevano schiacciato Marta e probabilmente l'avevano resa sorda alla parola di Dio. Riceve Gesù ma non lo ascolta. Sebbene Gesù entra nella sua casa lei lo lascia sulla porta. Gesù propone un piano finalizzato a formare veri ascoltatori della parola - autentici discepoli - che Marta non è disposta a curare.

Maria, al contrario, comprende bene il progetto di Gesù e rompe con i pregiudizi culturali della sua epoca. Invece di affaticarsi con le faccende domestiche "proprie delle donne" (i "lavori propri del loro sesso", come si è detto e pensato per tanto tempo) si pone "ai piedi del Signore per ascoltare la sua parola". Questo gesto allora riservato culturalmente ai discepoli uomini, l'accredita come discepola.

Marta, affaticandosi con l'interminabile lavoro di casa, mette in discussione il contraddittorio atteggiamento di Maria e interpella il maestro perché "rimetta la donna al suo posto". Gesù le da una risposta inattesa: si complimenta con Maria per la sua scelta e rimprovera Marta per lasciarsi sommergere dalle preoccupazioni quotidiane senza curarsi di ciò che è più importante. Effettivamente, Maria ha fatto la scelta migliore, l'unica necessaria per porsi sul cammino di Gesù ed essere suo discepolo: ha deciso d'imparare ad ascoltare la parola e si lascia interpellare dalla presenza del maestro.

Nel suo cammino quindi Gesù va formando i suoi seguaci agli atteggiamenti indispensabili per diventare veri discepoli. Uno di questi atteggiamenti è quello di ascoltare attentamente e serenamente la sua parola. Attitudine che esige di rompere con il ritmo pazzo e interminabile della vita quotidiana per porsi, serenamente e attentamente, ai piedi del maestro. Questa scelta che agli occhi dell'efficienza può sembrare superficiale e inutile è una condizione fondamentale per diventare un autentico discepolo.

Oggi ci scontriamo con un ritmo di vita più agitato che quello delle epoche anteriori. I mezzi offerti dalla tecnologia per risparmiare tempo… moltiplicano anche le occupazioni e finiscono per farci cadere in un attivismo sfrenato. L'eccesso della preoccupazioni ci porta a dimenticarci di ciò che è fondamentale…

Il nostro cristianesimo si trasforma così in un timido compimento di alcuni obblighi religiosi, senza spazio per l'ascolto della parola. Siamo esortati, bombardati continuamente con messaggi che ci invitano ad essere "efficaci, produttivi e competitivi"… ma con Marta e Maria, Gesù ci interpella e ci chiama a rispettare la gerarchia dei valori e a mettere al proprio posto la "opzione per il fondamentale": metterci ai suoi piedi e ascoltare la sua parola. Gesù ci invita perché il nostro cristianesimo sia un vero discepolato.

Per imparare la lezione del maestro, dobbiamo formarci all'ascolto attento della parola nella Bibbia e nella vita. La Bibbia non può restare conservata in un cassetto mentre noi affondiamo nel turbine del da fare quotidiano. La parola di Dio è fatta per camminare con noi, passo a passo, giorno per giorno, minuto per minuto. Per insegnarci a vivere in comunità la solidarietà che rende effettivo, qui ed ora, il Regno di Dio. Per aiutarci ad ascoltare la parola che Dio ci rivolge nella difficile realtà dei nostri popoli: nelle condizioni inumane delle grandi città, nella solitudine e nell'isolamento dei campi. Dobbiamo quindi optare per i comportamenti che ci trasformano in veri discepoli di Gesù e autentici cristiani.

La spiritualità latinoamericana ha molto chiara l'intrinseca unità tra "azione e contemplazione": vedi "Espiritualidad de la Liberación" di Casaldaliga - Vigil, ai capitoli "Contemplativos en la Liberación", "Santidad politica"… (il libro può essere scaricato dalla pagina di Pedro Casaldaliga: http://servicioskoinonia.org/pedro o nella biblioteca di Koinonia: http://servicioskoinonia.org/biblioteca

Evidentemente, sarebbe sbagliato interpretare il testo in un senso dualista (una o l'altra cosa): "o contemplazione e ascolto passivo della parola, da una parte… o, dall'altra, azione caritativa senza orazione né contemplazione". Marta e Maria non devono essere simboli di estremi parziali; se lo fossero, l'elezione non sarebbe per nessuna di loro in particolare, ma per entrambe insieme.

Per la revisione di vita

- Nelle faccende quotidiane abbiamo tempo per ascoltare attentamente e serenamente la parola che Dio ci rivolge nella Bibbia e nella vita?
- Siamo critici di fronte al nostro attivismo e affanno di efficacia, o sono nuovamente, in qualche modo, degli "assoluti" nella nostra vita?

Per l'incontro di gruppo

- Marta, Maria… e l'altra Maria. Maria, la sorella di Marta scelse "la parte migliore". Maria, la madre di Gesù, non scelse qualcosa di meglio che "la parte migliore"? Cosa scelse? Commentare, tanto da una prospettiva teologica come spirituale, sulle relazioni tra "la contemplazione e l'azione".

Per la preghiera dei fedeli

- Per tutta la chiesa di Dio, perché sia sempre tanto servizievole e samaritana quanto orante e contemplativa…
- Perché non seguiamo i passi di Marta né di Maria, ma quelli di Gesù, che visse in armonia e in sintesi perfetta l'orazione e l'azione…
- Per gli uomini e le donne che vivono in comunità e monasteri il carisma della contemplazione: perché le loro comunità siano sintonizzate sempre con le necessità del mondo e si aprano come scuola di orazione e contemplazione per tutta la comunità umana…
- Per le molte comunità che hanno riscoperto la preghiera, perché essa le porti ad un impegno di servizio e solidarietà…
- Per tutti coloro che vivono il servizio e la solidarietà, perché l'alimentino con l'orazione e sappiano "contemplare" Dio nel volto dei poveri…

Orazione comunitaria

Dio Padre nostro, che in Gesù ci hai mostrato "la via", aiutaci a trovare come Lui la sintesi armoniosa tra l'orazione e l'azione, tra il contemplarti e l'obbedirti, tra il servire Te ed il servire i fratelli. Per Cristo nostro Signore.