Gn
18,1.10a: Signore, non stare lontano
dal tuo servo
Sal 14,2-3ab. 3cd-4ab.5: Signore chi
può stare nel tuo santuario?
Col 1,24-28: Il mistero nascosto da
secoli è rivelato ai santi
Lc 10,38-4: Marta e Maria
Il
testo della prima lettura ci presenta
una scena familiare. Abramo, seduto
davanti alla tenda, riceve la visita
del Signore. Abramo lo accoglie con
ospitalità. Dio lo premia con
la fecondità di Sara.
Tre
tratti fondamentali caratterizzano il
testo: la fede di Abramo nel riconoscere
il Signore. L'ospitalità con
cui viene ricevuto il Signore e la familiarità
di Dio con Abramo e la sua famiglia.
E' un bel esempio della relazione e
dell'accoglienza di Dio da parte dell'essere
umano, la sola possibile per camminare.
Nella
seconda lettura di oggi incontriamo
nuovamente il pensiero di Paolo sul
mistero di Dio e sulla rivelazione per
mezzo della predicazione e ciò
che Paolo apporta a questa rivelazione
a partire dalla sofferenza. Cristo rivela
la ricchezza di Dio nella povertà
della croce e l'apostolo sarà
il distributore della stessa agli uomini
e alle donne.
Un
primo commento al vangelo di oggi:
Luca
ci presenta un aneddoto appartenente
alle tradizioni ricevute dall'evangelista
nel circolo dei discepoli, specialmente
donne. Marta e Maria, sorelle di Lazzaro,
ricevono il Signore nella loro casa.
Il
caso di Marta e Maria è sfruttato,
una volta di più, da Luca per
sottolineare il valore dell'ascolto
della parola di Dio. Senza entrare nella
teoria del valore della contemplazione
sull'azione, che si è voluto
vedere nei diversi atteggiamenti di
Marta e Maria, la cosa certa dell'aneddoto
è che il Regno di Dio non può
lasciarsi distrarre da una preoccupazione
esageratamente esclusiva delle realtà
terrene. D'altra parte ascoltare la
parola di Dio è tutto meno che
occasionale.
Ci
incontriamo con un quadro familiare
nel quale Gesù visita nella loro
casa alcune amiche. Loro, Marta e Maria,
lo ricevono nella loro casa. Marta si
faceva in quattro per provvedere al
servizio dell'ospite, e Gesù
la riprende perché è inquieta
"per tante cose"
Marta
non ha la collaborazione di nessuno.
La sorella infatti si è seduta
ai piedi di Gesù ed è
completamente occupata nell'ascolto
della sua parola.
Il
Maestro non approva l'affanno, l'agitazione,
la dispersione, l'andare in mille direzioni
della padrona di casa. Qual è
dunque l'errore di Marta? Il non comprendere
che la venuta di Cristo significa principalmente
la grande occasione che non bisogna
perdere e di conseguenza la necessità
di sacrificare ciò che è
urgente a ciò che è importante.
Ma
la svasatura nel comportamento di Marta
risulta soprattutto dal contrasto rispetto
alla posizione assunta dalla sorella.
Maria, di fronte a Gesù, preferisce
"riceverlo", Marta, al contrario,
prende decisamente la strada del dare,
dell'agire; Maria si colloca nel piano
dell'essere e privilegia l'ascolto.
Marta
si precipita a "fare" e questo
"fare" non parte da un ascolto
attento della parola di Dio e conseguentemente
corre il pericolo di trasformarsi in
uno sterile girare a vuoto. Marta si
limita, nonostante tutte le sue buone
intenzioni ad accogliere Gesù
in casa. Maria lo accoglie "dentro",
si fa suo recipiente. Gli offre ospitalità
in quello spazio interiore, segreto,
che è stato preparato per lui,
e che è riservato a lui. Marta
offre a Gesù delle cose, Maria
offre se stessa.
Secondo
il giudizio di Gesù, Maria ha
scelto immediatamente "la parte
migliore" (che, nonostante le apparenze,
non è la più comoda: è
molto più facile muoversi che
"comprendere la parola").
Marta, disgraziatamente, che non vuole
che manchi nulla all'ospite importante,
che pretende di arrivare a tutto, lascia
passare clamorosamente "la sola
cosa necessaria". Marta reclama
con Gesù, non sa ciò che
lui vuole. Il problema è precisamente
questo: scoprire poco a poco ciò
che vuole Gesù da ciascuno di
noi. Perciò è necessario
fermarsi, cessare di andare e venire
e trovare tempo per ascoltare la parola
di Gesù e comprendere quale sia
realmente la volontà di Dio sulla
nostra vita.
Un
secondo commento:
Nel
Vangelo di Luca il cammino di Gesù
a Gerusalemme segna una progressiva
manifestazione del Regno. Nella misura
in cui avanza va formando i discepoli
e le discepole ad atteggiamenti di misericordia,
di abbandono delle pretese di potere
e all'ascolto attento della parola.
In questo cammino, come i missionari
che sono venuti ad annunciare la sua
presenza, Gesù è ricevuto
da due donne in una casa familiare.
Lì
s'incontra con due atteggiamenti diversi.
Uno di totale attenzione e di ascolto,
l'altro di affanno per il da farsi abituale
e di distrazione. Le faccende della
vita quotidiana avevano schiacciato
Marta e probabilmente l'avevano resa
sorda alla parola di Dio. Riceve Gesù
ma non lo ascolta. Sebbene Gesù
entra nella sua casa lei lo lascia sulla
porta. Gesù propone un piano
finalizzato a formare veri ascoltatori
della parola - autentici discepoli -
che Marta non è disposta a curare.
Maria,
al contrario, comprende bene il progetto
di Gesù e rompe con i pregiudizi
culturali della sua epoca. Invece di
affaticarsi con le faccende domestiche
"proprie delle donne" (i "lavori
propri del loro sesso", come si
è detto e pensato per tanto tempo)
si pone "ai piedi del Signore per
ascoltare la sua parola". Questo
gesto allora riservato culturalmente
ai discepoli uomini, l'accredita come
discepola.
Marta,
affaticandosi con l'interminabile lavoro
di casa, mette in discussione il contraddittorio
atteggiamento di Maria e interpella
il maestro perché "rimetta
la donna al suo posto". Gesù
le da una risposta inattesa: si complimenta
con Maria per la sua scelta e rimprovera
Marta per lasciarsi sommergere dalle
preoccupazioni quotidiane senza curarsi
di ciò che è più
importante. Effettivamente, Maria ha
fatto la scelta migliore, l'unica necessaria
per porsi sul cammino di Gesù
ed essere suo discepolo: ha deciso d'imparare
ad ascoltare la parola e si lascia interpellare
dalla presenza del maestro.
Nel
suo cammino quindi Gesù va formando
i suoi seguaci agli atteggiamenti indispensabili
per diventare veri discepoli. Uno di
questi atteggiamenti è quello
di ascoltare attentamente e serenamente
la sua parola. Attitudine che esige
di rompere con il ritmo pazzo e interminabile
della vita quotidiana per porsi, serenamente
e attentamente, ai piedi del maestro.
Questa scelta che agli occhi dell'efficienza
può sembrare superficiale e inutile
è una condizione fondamentale
per diventare un autentico discepolo.
Oggi
ci scontriamo con un ritmo di vita più
agitato che quello delle epoche anteriori.
I mezzi offerti dalla tecnologia per
risparmiare tempo
moltiplicano
anche le occupazioni e finiscono per
farci cadere in un attivismo sfrenato.
L'eccesso della preoccupazioni ci porta
a dimenticarci di ciò che è
fondamentale
Il
nostro cristianesimo si trasforma così
in un timido compimento di alcuni obblighi
religiosi, senza spazio per l'ascolto
della parola. Siamo esortati, bombardati
continuamente con messaggi che ci invitano
ad essere "efficaci, produttivi
e competitivi"
ma con Marta
e Maria, Gesù ci interpella e
ci chiama a rispettare la gerarchia
dei valori e a mettere al proprio posto
la "opzione per il fondamentale":
metterci ai suoi piedi e ascoltare la
sua parola. Gesù ci invita perché
il nostro cristianesimo sia un vero
discepolato.
Per
imparare la lezione del maestro, dobbiamo
formarci all'ascolto attento della parola
nella Bibbia e nella vita. La Bibbia
non può restare conservata in
un cassetto mentre noi affondiamo nel
turbine del da fare quotidiano. La parola
di Dio è fatta per camminare
con noi, passo a passo, giorno per giorno,
minuto per minuto. Per insegnarci a
vivere in comunità la solidarietà
che rende effettivo, qui ed ora, il
Regno di Dio. Per aiutarci ad ascoltare
la parola che Dio ci rivolge nella difficile
realtà dei nostri popoli: nelle
condizioni inumane delle grandi città,
nella solitudine e nell'isolamento dei
campi. Dobbiamo quindi optare per i
comportamenti che ci trasformano in
veri discepoli di Gesù e autentici
cristiani.
La
spiritualità latinoamericana
ha molto chiara l'intrinseca unità
tra "azione e contemplazione":
vedi "Espiritualidad de la Liberación"
di Casaldaliga - Vigil, ai capitoli
"Contemplativos en la Liberación",
"Santidad politica"
(il libro può essere scaricato
dalla pagina di Pedro Casaldaliga: http://servicioskoinonia.org/pedro
o nella biblioteca di Koinonia: http://servicioskoinonia.org/biblioteca
Evidentemente,
sarebbe sbagliato interpretare il testo
in un senso dualista (una o l'altra
cosa): "o contemplazione e ascolto
passivo della parola, da una parte
o, dall'altra, azione caritativa senza
orazione né contemplazione".
Marta e Maria non devono essere simboli
di estremi parziali; se lo fossero,
l'elezione non sarebbe per nessuna di
loro in particolare, ma per entrambe
insieme.
Per
la revisione di vita
-
Nelle faccende quotidiane abbiamo tempo
per ascoltare attentamente e serenamente
la parola che Dio ci rivolge nella Bibbia
e nella vita?
- Siamo critici di fronte al nostro
attivismo e affanno di efficacia, o
sono nuovamente, in qualche modo, degli
"assoluti" nella nostra vita?
Per
l'incontro di gruppo
-
Marta, Maria
e l'altra Maria.
Maria, la sorella di Marta scelse "la
parte migliore". Maria, la madre
di Gesù, non scelse qualcosa
di meglio che "la parte migliore"?
Cosa scelse? Commentare, tanto da una
prospettiva teologica come spirituale,
sulle relazioni tra "la contemplazione
e l'azione".
Per
la preghiera dei fedeli
-
Per tutta la chiesa di Dio, perché
sia sempre tanto servizievole e samaritana
quanto orante e contemplativa
- Perché non seguiamo i passi
di Marta né di Maria, ma quelli
di Gesù, che visse in armonia
e in sintesi perfetta l'orazione e l'azione
- Per gli uomini e le donne che vivono
in comunità e monasteri il carisma
della contemplazione: perché
le loro comunità siano sintonizzate
sempre con le necessità del mondo
e si aprano come scuola di orazione
e contemplazione per tutta la comunità
umana
- Per le molte comunità che hanno
riscoperto la preghiera, perché
essa le porti ad un impegno di servizio
e solidarietà
- Per tutti coloro che vivono il servizio
e la solidarietà, perché
l'alimentino con l'orazione e sappiano
"contemplare" Dio nel volto
dei poveri
Orazione
comunitaria
Dio
Padre nostro, che in Gesù ci
hai mostrato "la via", aiutaci
a trovare come Lui la sintesi armoniosa
tra l'orazione e l'azione, tra il contemplarti
e l'obbedirti, tra il servire Te ed
il servire i fratelli. Per Cristo nostro
Signore.