Gn
15,5-12.17-18: Dio fa alleanza con il
fedele Abramo
Sal 26
Fil 3,17-4,1: Procurate di imitarmi.
Siamo cittadini del cielo
Lc 9,28-36: La trasfigurazione
Gesù
è tanto strano! Dopo aver demolito
tutte le aspettative proprie del suo
tempo e aver ribadito che in quanto
Messia lo uccideranno e così
salverà tutti, dice che i suoi
seguaci devono camminare per la sua
stessa strada, subire le stesse croci
e persino lo stesso martirio, e questo
ogni giorno!
Cosa intende? Ma
quando tutto sembra quasi un invito
al masochismo, ci si manifesta trasfigurato...
Ciò è quello che sperano!
Croce e resurrezione vanno tanto per
mano che è impossibile separarli.
La resurrezione da un senso nuovo e
fruttuoso a una vita che vuole offrirsi,
come il frutto da senso alla piantagione
del grano. Ma anche la morte da un senso
nuovo alla resurrezione, perché
l'amore mai è tanto generoso
come quando da la vita e Gesù
non sarà un Messia "sulle
nubi", ma uno che cammina sui nostri
passi, uno che passò per la croce
e si dirigendosi a Gerusalemme, terra
della Pasqua e terra che è punto
di partenza della missione.
La
trasfigurazione è un anticipo,
è una "eclisse al contrario":
una luce in mezzo alla notte. Da un
senso completamente nuovo alla vita,
e alla morte! Rende comprensibile la
meraviglosa riflessione di Helder Camara:
"chi non ha una ragione per vivere,
non ha una ragione per morire".
Poveri
noi se vogliamo imborghesirci, sistemarci
o accomodarci! Il "come stiamo
bene qui" è, evidente, "non
sapere cosa si sta dicendo". "Cambia,
tutto cambia" dice una canzone
la Quaresima è "tempo di
cambiamento" dice la chiesa
Al contrario, Pietro vuole fermarsi:
"fermiamoci qui"
Molti,
non vogliono sapere nulla dei cambiamenti:
"chi lascia la strada vecchia per
la nuova, sa quel che lascia e non sa
quel che trova", sentenziano. Che
differenza!
La
trasfigurazione ci dice "questo
è ciò che si spera",
ci dice che "vale la pena di dare
la vita". Ogni processo di conversione
e cambiamento a senso perché
abbiamo una roccia ferma, abbiamo uno
che non cambia e garantisce la nostra
vita feconda, un risorto che è
il crocefisso. Da ciò l'importanza
che ha "ascoltare" Gesù.
E' la voce del profeta dei tempi ultimi,
del profeta come Mosè, che ci
insegna il cammino della vita, il cammino
dell'esodo che è cammino di Pasqua.
Ciò
che celebriamo della Quaresima non è
un fatto "pietoso" nel senso
comune del termine, è un fatto
vitale, di vita, un giocarsi e compromettersi,
un dare la vita. E' un tornare a Cristo
presente nei fratelli. Come tutte le
alleanze della Bibbia, l'alleanza con
Abramo viene sigillata col sangue; Gesù
sigillò - nel suo sangue - un'alleanza
"nuova ed eterna"
ora
non è sangue di animali quello
che da la vita ed è seme dell'alleanza,
ora è il sangue di Cristo, il
suo amore, la sua vita unita al sangue
di tanti martiri che, con la loro morte
trasfigurata, danno vita a tanti morti
per la violenza e l'ingiustizia. Non
è che Dio voglia sangue, certamente,
ma che l'amore è mai più
veritiero come quando giunge alla fine,
e nel caso di Gesù fino a dare
la vita che è il segno d'amore
per eccellenza. Siamo di fronte ad una
alleanza che è amore offerto
in generosità e che ciascun credente
conferma e riafferma "ogni giorno"
nel suo spargimento di sangue, sia nell'amore
quotidiano, come nel martirio doveroso
di tanti nostri fratelli latinoamericani.
E, se la morte è il più
grande degli assurdi, da Cristo, dalla
sua morte e resurrezione (oggi intravista
nella Trasfigurazione), giocarsi la
vita spenderla nella lotta per la giustizia
e per la solidarietà, per la
verità e la vita, è l'avvenimento
fruttifero per eccellenza, giacché
Cristo associa a se una moltitudine
di fratelli
Non è che Dio
voglia - bisogna ripeterlo - che qualcuno
muoia, Egli è il Dio della vita
e non della morte, però non c'è
nulla che dia più vita che l'amore,
perciò è Dio d'amore.
Dio ci chiede sempre, ogni giorno, di
dare la vita, sebbene di fronte all'ingiustizia,
la violenza e il peccato, questa ricerca
di dare la vita possa implicare di sacrificare
la vita. Ma come sempre, sono la vita
e l'amore ciò che conta, è
la vita per il Regno, è un dare
la vita perché gli altri vivano.
Una morte che da la vita, da senso a
tante vite morte
Per
la revisione di vita
-
Nella mia vita, come in quella di ogni
uomo, ho avuto tempi o momenti privilegiati,
pieni di sentimento, ebbri d'amore,
di felicità piena. Mi farà
bene rivivere questi momenti o tempi:
quali furono, come si dierono, come
li vissi, cosa provai, perché
finirono
Fare un momento di preghiera
rivisitando nella mia coscienza queste
esperienze di "Trasfigurazione".
Di più: dovrei tornare al "entusiasmo",
al "fervore del primo amore"?
- "Questo è il mio figlio
prediletto, ascoltatelo": posso
dire che il progetto fondamentale della
mia vita è un accoglimento della
proposta di Gesù, nella quale
incontriamo la parola di Dio che ci
parla?
Per
l'incontro di gruppo
-
L'uomo non è solo un "animale
razionale", come diceva Aristotele,
ma un "animale di senso".
Ha bisogno di un senso per vivere, e
ne ha bisogno tanto quanto o di più
che i beni materiali necessari per la
sua vita. Senza senso, la sua vita si
rende semplicemente insopportabile.
Quale relazione hanno la cultura e la
religione con questa necessità
antropologica fondamentale?
- L'inquietudine di Abramo di assicurarsi
il possesso della terra che Dio gli
promette per il popolo che nascerà
da Lui può essere letta in relazione
alla problematica della terra che attualmente
si vive nel terzo mondo. Un esempio:
in Brasile ci sono tre milioni di proprietà
immobili rurali. Di queste il 62% sono
mini fondi e occupano l'8% dell'area
totale. Al contrario il 2,8% di queste
proprietà sono latifondi che
occupano il 57% dell'area totale. Il
Brasile è il secondo paese al
mondo per la maggior concentrazione
di proprietà della terra al mondo.
L'INCRA brasiliano considera che, come
media nazionale, il 62,4% dell'area
totale degli immobili rurali sia improduttiva.
Forse per questo negli ultimi anni in
Brasile è sorto il MST (Movimento
dei Senza Terra, www.mst.org.br), la
forza organizzativa popolare di più
grande peso nel paese e nel continente,
nella quale molti dei partecipanti sono
cristiani convinti della necessità
di rivendicare (tanto per ragioni etiche
come religiose) il diritto alla terra
che Dio creò per tutti.
Per
la preghiera dei fedeli
-
Perché purificando il nostro
cuore ed educando i nostri occhi siamo
capaci di trasfigurare il nostro sguardo
sulla realtà di ciascun giorno
e vedere il senso divino che l'abita
- Perché il Signore sostenga
la nostra fede, ci renda degni di questo
dono e non ci lasci cadere nel disorientamento
o nel non senso della vita
- Per tutti gli uomini e le donne che
cercano e non trovano il senso per le
loro vite, perché Dio si faccia
loro incontro e raggiungano la felicità
a cui sono destinati
- Perché siamo testimoni di speranza
di fronte ai nostri fratelli, ma sempre
con l'umiltà di chi offre un
dono gratuito e non un merito proprio
- Perché siamo persone contemplative,
che si abituino ad assaporare questa
presenza di Dio che si nasconde nella
realtà ma si scopre nella preghiera
Orazione
comunitaria
Dio
Padre nostro, come l'evangelista Luca,
anche noi crediamo che di fatto, nella
vita di Gesù tu stesso ci hai
rivolto la tua parola. Fa che illuminati
da essa, possiamo trasfigurare e guardare
in modo nuovo le realtà che dobbiamo
anche trasformare uniti a tutti gli
uomini e le donne che, illuminati anche
loro in mille modi diversi dalla tua
parola, camminano verso lo stesso "altro
mondo possibile" che tu vuoi aiutarci
a costruire tra tutti i popoli dell'umanità
mondializzata. Te lo chiediamo per Gesù
tuo Figlio e nostro Fratello. Amen.