At
5,27-32,40-41: Testimoni di ciò
siamo noi e lo Spirito Santo
Sal 29
Ap 5,11-14: L'agnello sgozzato è
degno di ricevere il potere e la lode
Gv 21,1-19: Gesù si avvicinò,
prese il pane e glielo offrì;
lo stesso fece col pesce
Questa
domenica la liturgia ci offre ancora
echi della testimonianza apostolica
tratti dalla prima sezione del libro
degli Atti. Questa testimonianza appartiene
al blocco 5,17-42. E' importante che
la liturgia ci ricordi questa testimonianza
apostolica, poiché è il
fondamento di tutto il movimento di
Gesù nei trent'anni che seguirono
alla resurrezione di Gesù, prima
che si istituzionalizzassero le diverse
chiese. Tutto si fonda su questa testimonianza.
In
questo testo si pone due volte il tema
dell'obbedienza. Obbedienza a Dio prima
che agli uomini e lo Spirito Santo come
dono di Dio a coloro che gli obbediscono.
Gli apostoli in forma pubblica e solenne
dis-obbediscono alle autorità
del tempio che gli hanno proibito di
insegnare nel nome di Gesù e
testimoniare la sua resurrezione. L'obbedienza
a Dio lì porta alla dis-obbedienza
alle autorità del tempio. La
testimonianza apostolica cozza con le
autorità del tempio. La testimonianza
è simultaneamente degli apostoli
e dello Spirito Santo. Il movimento
di Gesù, rappresentato qui dagli
apostoli, entra in contraddizione frontale
con le autorità del tempio. La
fedeltà degli apostoli alla testimonianza
lì rende meritevoli dello Spirito
Santo che Dio da soltanto a quelli che
gli obbediscono. In At 4,1-22 vediamo
una testimonianza simile di Pietro e
Giovanni davanti al Sinedrio. Li gli
apostoli aggiungono: "non possiamo
tacere ciò che abbiamo visto
e udito" (4,20). Ciò che
essi videro fu che le autorità
del tempio e del Sinedrio misero a morte
Gesù inchiodandolo al legno della
croce e che Dio lo resuscitò
e lo esaltò.
La
testimonianza apostolica è la
testimonianza di questa realtà
di morte e di resurrezione di Gesù.
Gli apostoli devono parlare di questa
realtà, sebbene le autorità
glielo proibiscano. Devono essere fedeli
e obbedienti alla realtà di Gesù
assassinato e risorto. Questa è
l'obbedienza che li rende meritevoli
dello Spirito Santo. Sono portatori
dello Spirito per la loro obbedienza
a Dio e dis-obbedienza alle autorità
del tempio che gli proibivano di parlare
della morte e resurrezione di Gesù.
La testimonianza degli apostoli è
inoltre ineludibile, perché "Dio
esaltò Gesù come capo
e salvatore per concedere a Israele
la conversione e il perdono dei peccati"
(v.31). La reazione delle autorità
del tempio di fronte alla testimonianza
apostolica è terribile: "essi
a sentire ciò, si consumavano
di rabbia e cercavano di ucciderli"
(v.33,non incluso nel testo di oggi).
Questa
situazione vissuta dagli apostoli si
ripeterà lungo tutta la storia
del cristianesimo. Molte volte la testimonianza
apostolica sulla morte e resurrezione
di Gesù entra in conflitto con
le autorità del tempio".
In queste situazioni l'obbedienza a
Dio si impone contro la volontà
del tempio. Sono i testimoni i portatori
dello Spirito di Dio ed è loro
che dobbiamo ascoltare.
Nel
Vangelo, Gesù si presenta nuovamente
agli apostoli, questa volta insieme
sul lago di Tiberiade, e gli si presenta
nel mezzo della vita ordinaria, in mezzo
ai lavori ai quali erano abituati gli
apostoli. Essi avevano cessato di essere
pescatori di uomini nuovi e di donne
nuove, a cui li aveva chiamati Gesù,
ed erano tornati al loro compito di
sempre
E' li dove si presenta
nuovamente Gesù, servendosi di
ciò che gli era famigliare. Li
Dio manifesta il suo potere e la sua
gloria, attraverso il simbolo della
pesca e del pranzo. Il Risorto li invita
a ritirare le reti, reti che raccolgono
una pesca miracolosa, una pesca di moltitudini,
rete che è simbolo della Chiesa
e della pesca che avrebbero fatto i
seguaci di Gesù dopo questo incontro
quando sarebbero tornati a riprendere
il cammino che avevano perso. Il discepolo
che più amava il Signore lo riconosce
nel miracolo dell'abbondanza dei pesci,
e Pietro si sente nulla di fronte a
colui che gli aveva lasciato un compito
specifico che aveva abbandonato. La
chiesa passa costantemente per momenti
nei quali si può perdere il cammino,
ma lo Spirito, che è la forza
e la presenza reale di Dio in mezzo
a noi, ci fa nuovamente ritrovare la
direzione e ci aiuta a continuare a
vivere in fedeltà a Dio.
Per
la revisione di vita
-
Obbedire a Dio prima che agli uomini
forse io non sono in situazione di conflitto
con le autorità, però
possono esserci molte piccole o grandi
cose nella mia vita in cui obbedisco
più alla legge, ai precetti,
alle pressioni, alle abitudini, alle
influenze
umani, che a ciò
che sento che Dio mi chieda. Devo esaminarlo.
- La lettura dell'Apocalisse parla della
lode cosmica, di tutte le creature,
verso il Dio creatore, per mezzo dell'Agnello
Vivo la mia fede in sintonia di amore
e armonia con tutte le forze della creazione?
Per
l'incontro di gruppo
-
Il conflitto che visse di fronte alle
autorità giudaiche la prima comunità
cristiana è molto eloquente e
merita un'analisi: perché erano
perseguitati? Per semplice "odio
religioso"? Per la stessa Causa
per la quale Gesù fu giustiziato?
Per la stessa scelta di Gesù
per i poveri che in essi si prolungava?
- Dopo l'esecuzione di Gesù,
perché la predicazione della
sua resurrezione risultava sovversiva?
- Se oggi tornasse Gesù e predicasse
ciò che predicò allora,
incontrerebbe l'approvazione o il rifiuto
da parte del sistema socio-economico-politico
dominante nella nostra società?
- E oggi: i cristiani sono perseguitati
o appoggiati dai potenti?
Per
la preghiera dei fedeli
-
Per i cristiani che sono perseguitati
a causa della loro fede, perché
restino fedeli ad essa nonostante le
difficoltà. Preghiamo.
- Per i cristiani che sono perseguitati
per le conseguenze della loro fede,
del loro impegno per la giustizia, della
loro scelta dei poveri, della loro valorosa
denuncia dei peccati sociali
,
perché si mantengano fermi in
questa scelta di obbedire a Dio piuttosto
che agli uomini
- Per i cristiani che sono ammirati
e lodati da coloro che hanno potere
in questo mondo, perché confrontino
la loro situazione con quella di Gesù
e operino di conseguenza
- Per le nostre assemblee eucaristiche
domenicali, perché siano sempre
un incontro privilegiato con Gesù
risorto
- Perché viviamo nella nostra
vita l'armonia con tutta la creazione,
facendoci portatori della lode divina
che tutte le creature proclamano
Orazione
comunitaria
Riuniti
nella celebrazione eucaristica domenicale
ti chiediamo, Signore, che, per la fede,
sentiamo sempre in mezzo alla comunità
la presenza di Gesù risorto,
che divide per noi il pane e il vino
e ci spiega le scritture per rafforzare
le nostre vite e rinnovare la nostra
allegria. Per Cristo nostro Signore.