Es
3,1-8.13-15: "Io sono" mi
invia a voi
Sal 102,1-2.3-4.6-7.8.11
1Cor 10,1-6.10-12: La vita del popolo
nel deserto fu scritta per vostra edificazione
Lc 13,1-9: Se non vi convertirete perirete
tutti allo stesso modo
Nel
testo di oggi Gesù ci insegna
ad ascoltare la voce di Dio negli avvenimenti
della storia. Di fatto anche i suoi
interlocutori lo facevano e perciò
gli andarono a raccontare alcuni fatti,
ma ascoltavano male, Dio non diceva
quello che essi intendevano. E' vero
che Dio parla, ma bisogna imparare ad
ascoltarlo. Dio non ci dice che i morti
di questi avvenimenti drastici erano
peccatori, di fatto tutti lo sono. Ciò
che Dio ci dice è che essendolo
dobbiamo convertirci e dare frutti di
conversione. I frutti sono la parola
di Dio per questa tappa della storia.
La
vite e il fico, rappresentano frequentemente
nella Bibbia il popolo d'Israele. Riferendosi
a questo il passo della parabola ci
parla di un fico piantato in una vigna.
Ma in questi casi il problema, con moltissima
frequenza sono i frutti, o, per essere
precisi i frutti cattivi, la mancanza
di essi
A cosa serve un fico se
non da' frutti? Se non da' frutti continuamente
il problema si aggrava: non solo non
da' frutti ma occupa il terreno che
potrebbe essere usato per un'altra pianta.
Dio preparò il terreno, fece
tutto il necessario, prese tempo, ma
i frutti? Il popolo che Dio aveva preparato
con tanto affetto come risponde all'affetto
di Dio? Il tempo finisce e il fico può
essere tagliato. Solo l'intercessione
dei lavoratori può prolungare
il taglio per un breve tempo.
Viviamo
in una società chiamata cristiana.
"Occidentale e cristiana"
si diceva e i frutti furono torture,
sparizioni, assassini, delazioni, timore,
disperazione
e altro ancora: fame,
disoccupazione, analfabetismo, mancanza
di salute e di casa
e "dai
frutti si conosce la pianta". Oggi,
molti cosiddetti cristiani continuano
a vincere la loro fede molto lontano
dai frutti di amore e giustizia che
ci chiede il Vangelo: partecipano alla
spartizione del denaro, alla tirannia
del mercato, pagano soldi "strettamente
"giusti" e naturalmente bassi,
sono affiliati a partiti che non hanno
nulla a che vedere con la Dottrina Sociale
della chiesa (si può - per esempio
- essere cristiano e neoliberale? Certamente
no!). E i frutti? Individualismo, fame,
povertà
così, per
esempio, vediamo che uno dei problemi
che abbiamo in America Latina per il
riconoscimento "ufficiale"
dei nostri martiri è che chi
li ha uccisi "si dicevano anche
loro cristiani" e questo sconcerta
molti. Quanti si dicono cristiani tra
di noi! Quanti sono "cristiani
impegnati" partecipanti a campagne
e movimenti
ma anche quanto è
lo scandalo!
"Dio
mio: voglio chiederti perdono oggi per
essermi dimenticato della cosa più
importante: che sei mio padre; Signore,
mai voglio avere paura di Te, sono tuo
figlio e non tuo schiavo. Da oggi in
poi voglio che tu sia contento di me.
Voglio dimostrarti con fatti e non con
mere parole, che ti amo
Voglio
amarti in ciascun uomo che mi venga
incontro, perché questa è
la tua volontà. Voglio soffrire
con i miei fratelli che sono senza lavoro,
voglio sentire come mia l'angoscia di
migliaia di pensionati
Fa, Signore
che come te passi per la mia vita spargendo
amore" (Carlos Mugica).
Non
bastano le parole. Non serve a niente
un fico sterile. Un fico deve dare frutti,
perché per questo è stato
piantato. un popolo redento da Cristo,
deve edificare con la sua vita (e con
la sua morte se fosse necessario) un
Regno che dia frutti di verità,
di giustizia e di pace, di libertà,
di vita e di speranza
Siamo lontani,
molto lontani, dal raggiungerlo. E'
vero che in decine di comunità
ci sono anche frutti molto vivi di solidarietà,
di pace, di orazione, di giustizia e
di vita, di celebrazione e di speranza
e potremmo moltiplicare i frutti che
vediamo nelle comunità; ma è
vero anche tutto quello che abbiamo
detto prima. Mancano molti frutti da
dare, manca molta vita da raccogliere
e allegria da festeggiare. Il continente
della violenza, dell'ingiustizia e della
fame reclama i frutti dei cristiani.
E questi frutti devono darsi nella storia.
Gli avvenimenti quotidiani, di dolore
e di morte, che tanto frequentemente
viviamo in America Latina ci danno una
parola di Dio, una parola che dobbiamo
imparare ad ascoltare, che dobbiamo
comprendere per non credere che Dio
ci dica quello che non sta dicendo.
Gesù ci insegna la "dinamica
del frutto" per imparare a riconoscere
lì un Dio che continua a parlare
e che continua a chiamarci a conversione,
non ad una conversione individuale e
personale, ma che dia frutti per i fratelli,
per la storia e per la vita. E la Quaresima
è un tempo opportuno per iniziare
a darli
Per
la revisione di vita
Quante
volte - in cosa concretamente, in che
modo
- è venuto Dio a cercare
frutti sul mio fico senza trovarli?
Sto' approfittando della "pazienza
di Dio"? Sarà necessaria
una potatura nella mia vita perché
si rinnovi e rivitalizzi?
Incontro
di gruppo
-
Nella nostra visione inconscia siamo
abituati ad avere un immagine di Dio
meccanicista: se ci comportiamo bene
ci riusciranno bene le cose, e se ci
vengono male pensiamo di aver fatto
qualche cosa di male
Come se fosse
Dio ad inviare il male al mondo
Quali tipi di male possiamo incontrare
nel mondo e quali sarebbero le sue origini
(male naturale, commesso dall'uomo,
provocato da lui
)!
- Si dice che la scena dell'esodo che
oggi leggiamo sia la prima presentazione
di Dio nella storia, la prima volta
che Dio entra in essa in modo deciso
Quale immagine di Dio riflette questo
testo biblico?
Per
la preghiera dei fedeli
-
Perché nella nostra fede abbiamo
un'immagine di Dio conforme a quella
che ci manifesta la Parola di Dio: un
Dio che interviene nella storia, ascolta
il clamore del suo popolo e senza restare
passivo decide di agire
- Perché anche noi abbiamo una
spiritualità che corrisponda
al Dio biblico: aperta a cogliere i
segni della Sua presenza nel mondo,
nella storia e soprattutto disposta
ad ascoltare il clamore dei fratelli
che soffrono
- Perché non attribuiamo a Dio
il male che noi stessi provochiamo
- Perché non deludiamo il Signore
che viene a raccogliere i frutti che
si aspetta da noi ma che con tensione
e speranza produciamo frutti di amore
impegnato
- Per l'umanità, perché
si faccia sempre più cosciente
che deve custodire questo mondo, le
sue ricchezze naturali, le sue acque
i suoi boschi, la sua cappa di ozono
come
la casa che c'è stata data e
che dobbiamo conservare per le future
generazioni, invece che distruggerlo
semplicemente per l'ambizione e l'affanno
irrazionale del lucro
Orazione
comunitaria
Dio,
mistero infinito. siamo abituati ad
attribuire alla tua azione tutto ciò
che non sappiamo spiegare, soprattutto
il male il cui senso non riusciamo a
cogliere. Vogliamo esprimerti la nostra
volontà di essere adulti, di
assumerci le nostre responsabilità
di fronte al male, e di preferire con
maturità il silenzio e l'adorazione
del mistero, alla risposta facile di
attribuirti i nostri limiti e deficienze.
Noi lo impariamo dall'esempio di Gesù,
nostro fratello e tuo figlio amato.
Amen.