Domenica 7 marzo 2010
3ª Domenica di Quaresima C


Es 3,1-8.13-15: "Io sono" mi invia a voi
Sal 102,1-2.3-4.6-7.8.11
1Cor 10,1-6.10-12: La vita del popolo nel deserto fu scritta per vostra edificazione
Lc 13,1-9: Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo

Nel testo di oggi Gesù ci insegna ad ascoltare la voce di Dio negli avvenimenti della storia. Di fatto anche i suoi interlocutori lo facevano e perciò gli andarono a raccontare alcuni fatti, ma ascoltavano male, Dio non diceva quello che essi intendevano. E' vero che Dio parla, ma bisogna imparare ad ascoltarlo. Dio non ci dice che i morti di questi avvenimenti drastici erano peccatori, di fatto tutti lo sono. Ciò che Dio ci dice è che essendolo dobbiamo convertirci e dare frutti di conversione. I frutti sono la parola di Dio per questa tappa della storia.

La vite e il fico, rappresentano frequentemente nella Bibbia il popolo d'Israele. Riferendosi a questo il passo della parabola ci parla di un fico piantato in una vigna. Ma in questi casi il problema, con moltissima frequenza sono i frutti, o, per essere precisi i frutti cattivi, la mancanza di essi… A cosa serve un fico se non da' frutti? Se non da' frutti continuamente il problema si aggrava: non solo non da' frutti ma occupa il terreno che potrebbe essere usato per un'altra pianta. Dio preparò il terreno, fece tutto il necessario, prese tempo, ma i frutti? Il popolo che Dio aveva preparato con tanto affetto come risponde all'affetto di Dio? Il tempo finisce e il fico può essere tagliato. Solo l'intercessione dei lavoratori può prolungare il taglio per un breve tempo.

Viviamo in una società chiamata cristiana. "Occidentale e cristiana" si diceva e i frutti furono torture, sparizioni, assassini, delazioni, timore, disperazione… e altro ancora: fame, disoccupazione, analfabetismo, mancanza di salute e di casa… e "dai frutti si conosce la pianta". Oggi, molti cosiddetti cristiani continuano a vincere la loro fede molto lontano dai frutti di amore e giustizia che ci chiede il Vangelo: partecipano alla spartizione del denaro, alla tirannia del mercato, pagano soldi "strettamente "giusti" e naturalmente bassi, sono affiliati a partiti che non hanno nulla a che vedere con la Dottrina Sociale della chiesa (si può - per esempio - essere cristiano e neoliberale? Certamente no!). E i frutti? Individualismo, fame, povertà… così, per esempio, vediamo che uno dei problemi che abbiamo in America Latina per il riconoscimento "ufficiale" dei nostri martiri è che chi li ha uccisi "si dicevano anche loro cristiani" e questo sconcerta molti. Quanti si dicono cristiani tra di noi! Quanti sono "cristiani impegnati" partecipanti a campagne e movimenti… ma anche quanto è lo scandalo!

"Dio mio: voglio chiederti perdono oggi per essermi dimenticato della cosa più importante: che sei mio padre; Signore, mai voglio avere paura di Te, sono tuo figlio e non tuo schiavo. Da oggi in poi voglio che tu sia contento di me. Voglio dimostrarti con fatti e non con mere parole, che ti amo… Voglio amarti in ciascun uomo che mi venga incontro, perché questa è la tua volontà. Voglio soffrire con i miei fratelli che sono senza lavoro, voglio sentire come mia l'angoscia di migliaia di pensionati… Fa, Signore che come te passi per la mia vita spargendo amore" (Carlos Mugica).

Non bastano le parole. Non serve a niente un fico sterile. Un fico deve dare frutti, perché per questo è stato piantato. un popolo redento da Cristo, deve edificare con la sua vita (e con la sua morte se fosse necessario) un Regno che dia frutti di verità, di giustizia e di pace, di libertà, di vita e di speranza… Siamo lontani, molto lontani, dal raggiungerlo. E' vero che in decine di comunità ci sono anche frutti molto vivi di solidarietà, di pace, di orazione, di giustizia e di vita, di celebrazione e di speranza… e potremmo moltiplicare i frutti che vediamo nelle comunità; ma è vero anche tutto quello che abbiamo detto prima. Mancano molti frutti da dare, manca molta vita da raccogliere e allegria da festeggiare. Il continente della violenza, dell'ingiustizia e della fame reclama i frutti dei cristiani. E questi frutti devono darsi nella storia. Gli avvenimenti quotidiani, di dolore e di morte, che tanto frequentemente viviamo in America Latina ci danno una parola di Dio, una parola che dobbiamo imparare ad ascoltare, che dobbiamo comprendere per non credere che Dio ci dica quello che non sta dicendo. Gesù ci insegna la "dinamica del frutto" per imparare a riconoscere lì un Dio che continua a parlare e che continua a chiamarci a conversione, non ad una conversione individuale e personale, ma che dia frutti per i fratelli, per la storia e per la vita. E la Quaresima è un tempo opportuno per iniziare a darli…

Per la revisione di vita

Quante volte - in cosa concretamente, in che modo… - è venuto Dio a cercare frutti sul mio fico senza trovarli? Sto' approfittando della "pazienza di Dio"? Sarà necessaria una potatura nella mia vita perché si rinnovi e rivitalizzi?

Incontro di gruppo

- Nella nostra visione inconscia siamo abituati ad avere un immagine di Dio meccanicista: se ci comportiamo bene ci riusciranno bene le cose, e se ci vengono male pensiamo di aver fatto qualche cosa di male… Come se fosse Dio ad inviare il male al mondo… Quali tipi di male possiamo incontrare nel mondo e quali sarebbero le sue origini (male naturale, commesso dall'uomo, provocato da lui…)!
- Si dice che la scena dell'esodo che oggi leggiamo sia la prima presentazione di Dio nella storia, la prima volta che Dio entra in essa in modo deciso… Quale immagine di Dio riflette questo testo biblico?

Per la preghiera dei fedeli

- Perché nella nostra fede abbiamo un'immagine di Dio conforme a quella che ci manifesta la Parola di Dio: un Dio che interviene nella storia, ascolta il clamore del suo popolo e senza restare passivo decide di agire…
- Perché anche noi abbiamo una spiritualità che corrisponda al Dio biblico: aperta a cogliere i segni della Sua presenza nel mondo, nella storia e soprattutto disposta ad ascoltare il clamore dei fratelli che soffrono…
- Perché non attribuiamo a Dio il male che noi stessi provochiamo…
- Perché non deludiamo il Signore che viene a raccogliere i frutti che si aspetta da noi ma che con tensione e speranza produciamo frutti di amore impegnato…
- Per l'umanità, perché si faccia sempre più cosciente che deve custodire questo mondo, le sue ricchezze naturali, le sue acque i suoi boschi, la sua cappa di ozono…come la casa che c'è stata data e che dobbiamo conservare per le future generazioni, invece che distruggerlo semplicemente per l'ambizione e l'affanno irrazionale del lucro…

Orazione comunitaria

Dio, mistero infinito. siamo abituati ad attribuire alla tua azione tutto ciò che non sappiamo spiegare, soprattutto il male il cui senso non riusciamo a cogliere. Vogliamo esprimerti la nostra volontà di essere adulti, di assumerci le nostre responsabilità di fronte al male, e di preferire con maturità il silenzio e l'adorazione del mistero, alla risposta facile di attribuirti i nostri limiti e deficienze. Noi lo impariamo dall'esempio di Gesù, nostro fratello e tuo figlio amato. Amen.