Domenica 9 maggio 2010
6ª Domenica di Pasqua C


At 15,1-2. 22-29: Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo
Sal 66: Ti lodino tutti i popoli
Ap 21,10-14.22-23: Mi ha indicato la città santa
Gv 14,23-29: Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto quanto vi ho detto

Il libro degli Atti ci presenta una nuova controversia degli apostoli con alcune persone del popolo che dicevano che i non circoncisi non potevano entrare nel Regno di Dio. Gli apostoli rifiutavano infatti la necessità giudaica della circoncisione. Questa avveniva otto giorni dopo la nascita del bambino, a cui solo così venivano assicurate tutte le benedizioni promesse ai membri del popolo eletto e ai partecipanti dell'Alleanza con Dio. Ogni maschio non circonciso secondo questa tradizione doveva essere espulso dal popolo, dalla terra giudaica, perché non fedele alla promessa di Dio (Gn 17,9-12).

L'atto rituale della circoncisione era caricato - e ancora lo è - di significato culturale e religioso per il popolo giudaico. Era legato anche al peso storico - culturale dell'esclusione delle donne, le quali non partecipavano ad alcun rito d'iniziazione alla vita del popolo: loro non erano concepite come cittadine.

Per i cristiani, la circoncisione non è importante. Questo rito e tradizione hanno perso ogni valore. Ora non è necessario compiere riti esterni lontani dalla giustizia e dall'amore misericordioso di Dio. Nel cristianesimo uomini e donne sono uguali e nel battesimo acquistiamo tutti la dignità di figli di Dio e membri del corpo di Cristo, che è la Chiesa. Crediamo necessario realizzare una costante "circoncisione del cuore" (Dt 10,16) perché tanto gli uomini come le donne riescano a purificarsi dall'egoismo, dall'odio, dalla menzogna e da tutto ciò che ci degenera.

Anche l'Apocalisse ci presenta una critica alla tradizione giudaica emarginante. Nelle sue rivelazioni, Giovanni vide la nuova Gerusalemme che scende dal cielo agghindata per il suo sposo, il Cristo risorto. Questa nuova Gerusalemme è la Chiesa, trionfante e immacolata, che è stata fedele all'agnello e non si è lasciata traviare dalle strutture che spesso generano morte. Qui sta la critica del cristianesimo contro il giudaismo che si era lascito accaparrare dal Tempio, nel quale gli uomini - e tra questi specialmente gli osservanti della legge - erano gli unici che potevano relazionarsi con Dio; un tempio che era segno di esclusione verso i piccoli del popolo e non giudei.

La nuova Gerusalemme che Giovanni descrive nel suo libro non ha bisogno del Tempio, perché Dio stesso sta lì, manifestando la sua gloria e il suo potere in mezzo a quanti hanno lavato le proprie vesti nel sangue dell'agnello. Ora non ci sarà più esclusione - né puri, né impuri - perché Dio sarà tutto in tutti, senza distinzione alcuna.

Nel Vangelo di Giovanni, all'interno del contesto dell'ultima cena e del grande discorso di congedo, Gesù insiste sul vincolo fondamentale che deve sempre prevalere tra lui e i discepoli: l'amore. Giuda Taddeo ha fatto una domanda a Gesù: "come è successo che ti devi rivelare a noi e non al mondo?". Ovviamente Gesù, il suo messaggio, il suo progetto del Regno, sono per tutti; ma non dimentichiamo che per Giovanni la categoria "mondo" è tutto ciò che si oppone al piano o volere di Dio e pertanto rifiuta apertamente Gesù; quindi il senso che Giovanni attribuisce alla manifestazione di Gesù è quello di un esperienza esclusiva di un ridotto numero di persone che devono acquisire una formazione tale d'arrivare ad assimilare il proprio maestro e la sua proposta, ma con lo scopo d'essere luce per il "mondo"; e il primo mezzo che garantisce la continuità della persona e dell'opera di Gesù incarnato in una comunità al servizio del mondo è l'amore. Amore a Gesù e al suo progetto, perché qui si parla di Gesù e del Regno come di una realtà necessariamente inseparabile.

Ora, Gesù sa che non potrà accompagnare per molto tempo i suoi discepoli; ma sa anche che c'è un altro modo, non necessariamente fisico, di stare con loro. Perciò li prepara perché imparino a sperimentarlo non più come una realtà materiale, ma in un'altra dimensione, nella quale potranno contare sulla forza, la luce, la consolazione e la guida necessaria per restare fermi e affrontare il cammino quotidiano con fedeltà. Gli promette quindi lo Spirito Santo, l'anima e motore della vita e del suo stesso progetto, perché accompagni il discepolo e la comunità.

In fine Gesù offre ai suoi discepoli il dono della pace: "vi lascio la pace, vi do la mia pace", testamento spirituale che il discepolo dovrà cercare di coltivare come un progetto che permette di realizzare nel mondo la volontà del Padre, manifestata in Gesù. Nella sacra scrittura e nel progetto di vita cristiana la pace non si riduce a mera assenza di armi e violenza; la pace riassume tutte le dimensioni della vita umana e si traduce in un impegno permanente per i seguaci di Gesù.

Per la revisione di vita

- Qual' è la costante circoncisione del cuore che devo praticare nella mia vita?
- La Pace vi lascio, vi do la mia pace… vivo in Pace?

Per la riunione di gruppo

- Gli apostoli, i presbiteri e i fratelli… Abbiamo deciso per unanimità… Che caratteristiche rivelano queste parole - e tutto il libro degli Atti degli Apostoli - circa il regime di governo che aveva la chiesa primitiva?
- Abbiamo deciso di non imporvi nessun obbligo oltre quelli necessari… Che caratteristiche rivelano queste parole - e tutto il libro degli Atti degli Apostoli - circa l'atteggiamento che aveva la chiesa primitiva verso i fratelli che venivano da diverse culture?
- In alcuni paesi del medio oriente i fondamentalisti hanno preso la decisione di eliminare tutti i movimenti buddisti anteriori alla apparizione della loro religione. Ha qualche cosa in comune questo atteggiamento con l'opinione teologica di coloro che dicono che "fuori della chiesa non c'è salvezza"?

Per la preghiera dei fedeli

- Per la chiesa intera, perché distingua sempre ciò che è essenziale al Vangelo e ciò che è semplicemente culturale, occidentale e accidentale. Preghiamo.
- Perché la chiesa favorisca la partecipazione di tutti nelle decisioni che gli riguardano, e accettiamo lo spirito partecipativo che il Concilio Vaticano II avviò nella chiesa. Preghiamo.
- Perché la chiesa attuale, illuminata dall'esempio della chiesa primitiva, continui a camminare - in fretta e senza pausa - nella direzione che porta verso un'uguaglianza effettiva di diritti tra uomo e donna. Preghiamo.
- Per la pace del mondo, perché sia una pace come quella di Gesù. Preghiamo.
- Perché lo Spirito continui a condurre la chiesa e ha ricordarle tutto ciò che Gesù le disse, portandola alla verità completa. Preghiamo.

Orazione comunitaria

Dio Padre e Madre: invia su noi il tuo Spirito di sapienza, perché, conformemente a quanto promise Gesù, ci ricordi tutto quello che il tuo Figlio ci insegnò, e ci faccia scoprire molte altre possibilità che quegli stessi insegnamenti comportano per vivere la fede in modo nuovo, con fedeltà creativa, in questo mondo anch'esso nuovo in cui ci è toccato di vivere. Per Cristo nostro