Domenica 16 maggio 2010
Ascensione del Signore C


At 1,1-11: Lo videro levarsi
Sal 4: Dio ascende tra le acclamazioni
Ef 1,17-23: Lo fece sedere accanto a se
Lc 24,46- 53: Mentre li benediceva fu portato in cielo

Celebriamo oggi l'ascensione del Signore. La scena dell'ascensione è unica di Luca. Sebbene Mc 16,19 ci offra un racconto simile, il racconto di Marco non è considerato originale, perché i versetti 9-20 di questo capitolo, che chiudono il suo Vangelo, sebbene canonici, non sono ritenuti né originali di Marco né della sua epoca.

I primi 11 versetti del primo capitolo del Libro degli Atti suscitano varie riflessioni. Anzitutto l'insistenza di Luca sulle istruzioni che Gesù da ai discepoli prima della sua partenza: istruzioni che concludono tanto il periodo del suo ministero pubblico come il tempo post-pasquale, che Luca, come Matteo e Giovanni, "certifica" con le notizie delle apparizioni del Risorto. Queste apparizioni hanno lo scopo di affermare la continuità della presenza di Gesù nella comunità e, da'altra parte, fare pressione sulla comunità apostolica perché inizi la propagazione del Vangelo "ad ogni creatura" (Mc 16,15).

Soltanto la pazienza pedagogica di Gesù riuscì poco a poco a far si che i discepoli intendessero di avere un compito da realizzare e che tale compito spettasse ormai all'intera comunità dei discepoli. "Perché guardate al cielo?". Gesù ha compiuto un ciclo di "formazione" e "accompagnamento" per il gruppo dei discepoli; è ciò che potremmo definire il "tempo di Gesù"; ora nella sequenza della storia salvifica che Luca narra alla sua comunità, viene il "tempo della comunità", nel quale si potrà certamente continuare a sperimentare la presenza di Gesù: ormai non più fisicamente, ma attraverso il suo spirito.

Ciò nonostante, la comunità non può realizzare "il suo tempo" in un atteggiamento di mera contemplazione; deve intraprendere il suo cammino, lo stesso del maestro. Ora è evidente che Gesù non sarà presente in termini fisici, materiali, con grande attenzione pedagogica, Luca illustra questa "separazione" con il racconto dell'ascensione. Gesù ha portato a termine la sua parte nel piano di Dio e torna al Padre: "ascende". I discepoli non possono starsene a guardare il cielo, come aspettando in modo passivo o contemplativo di essere anche loro portati in cielo. Anche loro "ascenderanno", ma solo quando avranno realizzato la parte della missione che il Signore gli ha indicato. Questa parte della missione che spetta a loro è ben definita nel Vangelo: "andare in tutto il mondo ad annunciare la buona notizia" con un solo obiettivo: risvegliare la coscienza e la fede degli ascoltatori, che devono essere battezzati, cioè incorporati alla famiglia dei figli di Dio.

Se leggiamo la resurrezione dall'apparizione degli angeli dell'ascensione che richiamano l'attenzione degli apostoli, scuotendoli da una contemplazione alienata del cielo, comprendiamo il desiderio di Cristo risorto che la sua Chiesa guardi verso la terra, dove resta la sua grande missione: annunciare la redenzione a tanti uomini schiavi nel corpo e nello spirito e contestare ai potenti una vita consumata dall'ambizione e tanto sangue sparso dalla loro violenza. è verso la terra che devono guardare, perché è qui che si trova il compito della liberazione. E' questo che ci dice il racconto degli Atti.

Se leggiamo la resurrezione dalla prospettiva della Lettera agli Efesini, troviamo una grande parola di incoraggiamento e la straordinaria promessa che rafforza la nostra speranza: Gesù è nell'eterna compagnia del Padre e dello Spirito, ma ci sta come fratello maggiore di una grande famiglia che si riunirà o come il capo di un grande corpo che già inizia a sentirsi risorto, perché inizia già a sentirsi trasformato dal grande desiderio di appartenere al suo maestro, che offrì la sua vita per tutti i fratelli del mondo.

Con l'ascensione si chiude il ciclo delle apparizioni del Risorto. Se le leggiamo insieme per comprendere il loro contenuto simbolico ci renderemmo conto che ci parlano delle diverse esperienze della Chiesa sul Risorto. Ma l'ascensione ha una particolarità: da ad una piccola Chiesa, nascente la certezza che a partire dalla sua piccolezza può conquistare il mondo, come fece Gesù morendo, nell'impotenza della croce. Solo per essere passato attraverso la croce Gesù acquista potere su ogni "principato, potestà, virtù e dominazione" ascoltiamolo bene: solo dopo essere passato dalla croce! Celebrare l'ascensione implica il tenere lo sguardo fisso sul crocefisso; il sapere che la gloria non è patrimonio di questo mondo, ma del mondo che inizia con l'ascensione.

Per la revisione di vita

- Sto assumendo la missione propria della mia identità di battezzato/a in Cristo Gesù? In cosa do vera "testimonianza" di Gesù e della sua Causa; e in cosa ancora non la do?
- Cosa mi manca per maturare ulteriormente nella fede? Conosco sufficientemente il progetto di Gesù? Cerco di vivere per la sua Causa, con la forza del suo Spirito?
- Quali segnali do d'interesse agli altri e alla loro liberazione dalle schiavitù, dalle sofferenze, dall'emarginazione, dall'oppressione o dalla depressione?

Per l'incontro di gruppo

- L'ascensione del Signore fu un fatto storico, fisico, spirituale, teologico…?
- Qual è il messaggio fondamentale del mistero dell'ascensione?
- La terra è l'unica via che abbiamo per andare in cielo… Commentare questa famosa frase del celebre missionologo P.Charles

Per la preghiera dei fedeli

- Perché i cristiani non perdano di vista il Signore Gesù, il fratello maggiore che vogliono seguire. Preghiamo.
- Per tutti i cristiani che stanno "li impiantati a guardare il cielo", dimenticando i problemi della terra, e pensando che i compiti di questo mondo li distraggano dai beni celesti; perché superino questo spiritualismo dualista. Preghiamo.
- Per gli uomini e le donne che guardano solo alla terra, perché la nostra testimonianza di fede che non aliena ma che libera, li porti a scoprire che la fede è capace di umanizzare e dare profondità alle loro vite. Preghiamo.
- Perché noi cristiani sappiamo combinare adeguatamente il cielo e la terra, l'aldilà e l'al di qua, la trascendenza e l'immanenza, la fede e le opere, la speranza e l'impegno qui e ora. Preghiamo.
- Perché la fede nella vittoria della vita sulla morte ci dia una riserva di speranza incalcolabile che contagia i nostri fratelli. Preghiamo.

Orazione comunitaria

O Dio, Padre nostro e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, dacci il tuo spirito di sapienza e illumina gli occhi del nostro cuore, perché comprendiamo qual è la speranza alla quale ci chiami, qual è la ricchezza di gloria che dai in eredità ai santi, e qual è la straordinaria grandezza del tuo potere per noi. Per Cristo nostro Signore.