At
1,1-11: Lo videro levarsi
Sal 4: Dio ascende tra le acclamazioni
Ef 1,17-23: Lo fece sedere accanto a
se
Lc 24,46- 53: Mentre li benediceva fu
portato in cielo
Celebriamo
oggi l'ascensione del Signore. La scena
dell'ascensione è unica di Luca.
Sebbene Mc 16,19 ci offra un racconto
simile, il racconto di Marco non è
considerato originale, perché
i versetti 9-20 di questo capitolo,
che chiudono il suo Vangelo, sebbene
canonici, non sono ritenuti né
originali di Marco né della sua
epoca.
I
primi 11 versetti del primo capitolo
del Libro degli Atti suscitano varie
riflessioni. Anzitutto l'insistenza
di Luca sulle istruzioni che Gesù
da ai discepoli prima della sua partenza:
istruzioni che concludono tanto il periodo
del suo ministero pubblico come il tempo
post-pasquale, che Luca, come Matteo
e Giovanni, "certifica" con
le notizie delle apparizioni del Risorto.
Queste apparizioni hanno lo scopo di
affermare la continuità della
presenza di Gesù nella comunità
e, da'altra parte, fare pressione sulla
comunità apostolica perché
inizi la propagazione del Vangelo "ad
ogni creatura" (Mc 16,15).
Soltanto
la pazienza pedagogica di Gesù
riuscì poco a poco a far si che
i discepoli intendessero di avere un
compito da realizzare e che tale compito
spettasse ormai all'intera comunità
dei discepoli. "Perché guardate
al cielo?". Gesù ha compiuto
un ciclo di "formazione" e
"accompagnamento" per il gruppo
dei discepoli; è ciò che
potremmo definire il "tempo di
Gesù"; ora nella sequenza
della storia salvifica che Luca narra
alla sua comunità, viene il "tempo
della comunità", nel quale
si potrà certamente continuare
a sperimentare la presenza di Gesù:
ormai non più fisicamente, ma
attraverso il suo spirito.
Ciò
nonostante, la comunità non può
realizzare "il suo tempo"
in un atteggiamento di mera contemplazione;
deve intraprendere il suo cammino, lo
stesso del maestro. Ora è evidente
che Gesù non sarà presente
in termini fisici, materiali, con grande
attenzione pedagogica, Luca illustra
questa "separazione" con il
racconto dell'ascensione. Gesù
ha portato a termine la sua parte nel
piano di Dio e torna al Padre: "ascende".
I discepoli non possono starsene a guardare
il cielo, come aspettando in modo passivo
o contemplativo di essere anche loro
portati in cielo. Anche loro "ascenderanno",
ma solo quando avranno realizzato la
parte della missione che il Signore
gli ha indicato. Questa parte della
missione che spetta a loro è
ben definita nel Vangelo: "andare
in tutto il mondo ad annunciare la buona
notizia" con un solo obiettivo:
risvegliare la coscienza e la fede degli
ascoltatori, che devono essere battezzati,
cioè incorporati alla famiglia
dei figli di Dio.
Se
leggiamo la resurrezione dall'apparizione
degli angeli dell'ascensione che richiamano
l'attenzione degli apostoli, scuotendoli
da una contemplazione alienata del cielo,
comprendiamo il desiderio di Cristo
risorto che la sua Chiesa guardi verso
la terra, dove resta la sua grande missione:
annunciare la redenzione a tanti uomini
schiavi nel corpo e nello spirito e
contestare ai potenti una vita consumata
dall'ambizione e tanto sangue sparso
dalla loro violenza. è verso
la terra che devono guardare, perché
è qui che si trova il compito
della liberazione. E' questo che ci
dice il racconto degli Atti.
Se
leggiamo la resurrezione dalla prospettiva
della Lettera agli Efesini, troviamo
una grande parola di incoraggiamento
e la straordinaria promessa che rafforza
la nostra speranza: Gesù è
nell'eterna compagnia del Padre e dello
Spirito, ma ci sta come fratello maggiore
di una grande famiglia che si riunirà
o come il capo di un grande corpo che
già inizia a sentirsi risorto,
perché inizia già a sentirsi
trasformato dal grande desiderio di
appartenere al suo maestro, che offrì
la sua vita per tutti i fratelli del
mondo.
Con
l'ascensione si chiude il ciclo delle
apparizioni del Risorto. Se le leggiamo
insieme per comprendere il loro contenuto
simbolico ci renderemmo conto che ci
parlano delle diverse esperienze della
Chiesa sul Risorto. Ma l'ascensione
ha una particolarità: da ad una
piccola Chiesa, nascente la certezza
che a partire dalla sua piccolezza può
conquistare il mondo, come fece Gesù
morendo, nell'impotenza della croce.
Solo per essere passato attraverso la
croce Gesù acquista potere su
ogni "principato, potestà,
virtù e dominazione" ascoltiamolo
bene: solo dopo essere passato dalla
croce! Celebrare l'ascensione implica
il tenere lo sguardo fisso sul crocefisso;
il sapere che la gloria non è
patrimonio di questo mondo, ma del mondo
che inizia con l'ascensione.
Per
la revisione di vita
-
Sto assumendo la missione propria della
mia identità di battezzato/a
in Cristo Gesù? In cosa do vera
"testimonianza" di Gesù
e della sua Causa; e in cosa ancora
non la do?
- Cosa mi manca per maturare ulteriormente
nella fede? Conosco sufficientemente
il progetto di Gesù? Cerco di
vivere per la sua Causa, con la forza
del suo Spirito?
- Quali segnali do d'interesse agli
altri e alla loro liberazione dalle
schiavitù, dalle sofferenze,
dall'emarginazione, dall'oppressione
o dalla depressione?
Per
l'incontro di gruppo
-
L'ascensione del Signore fu un fatto
storico, fisico, spirituale, teologico
?
- Qual è il messaggio fondamentale
del mistero dell'ascensione?
- La terra è l'unica via che
abbiamo per andare in cielo
Commentare
questa famosa frase del celebre missionologo
P.Charles
Per
la preghiera dei fedeli
-
Perché i cristiani non perdano
di vista il Signore Gesù, il
fratello maggiore che vogliono seguire.
Preghiamo.
- Per tutti i cristiani che stanno "li
impiantati a guardare il cielo",
dimenticando i problemi della terra,
e pensando che i compiti di questo mondo
li distraggano dai beni celesti; perché
superino questo spiritualismo dualista.
Preghiamo.
- Per gli uomini e le donne che guardano
solo alla terra, perché la nostra
testimonianza di fede che non aliena
ma che libera, li porti a scoprire che
la fede è capace di umanizzare
e dare profondità alle loro vite.
Preghiamo.
- Perché noi cristiani sappiamo
combinare adeguatamente il cielo e la
terra, l'aldilà e l'al di qua,
la trascendenza e l'immanenza, la fede
e le opere, la speranza e l'impegno
qui e ora. Preghiamo.
- Perché la fede nella vittoria
della vita sulla morte ci dia una riserva
di speranza incalcolabile che contagia
i nostri fratelli. Preghiamo.
Orazione
comunitaria
O
Dio, Padre nostro e Padre del Signore
nostro Gesù Cristo, dacci il
tuo spirito di sapienza e illumina gli
occhi del nostro cuore, perché
comprendiamo qual è la speranza
alla quale ci chiami, qual è
la ricchezza di gloria che dai in eredità
ai santi, e qual è la straordinaria
grandezza del tuo potere per noi. Per
Cristo nostro Signore.