Is
40,1-5.9-11: Preparate la via del Signore
Sal 84,9-14: Mostraci Signore la tua
misericordia
2Pt 3,8-14: Le promesse dei profeti
Mc 1,1-8: Il ministero di Giovanni il
Battista
Commento
Al tempo in cui scriveva il profeta
Isaia, il popolo d'Israele si trovava
in esilio a Babilonia ed era imminente
un possibile ritorno nella terra d'Israele.
Isaia incoraggia il suo popolo dicendogli
che ha scontato la pena dovuta alle
sue colpe; pena scontata attraverso
la schiavitù e i lavori forzati
che aveva subito a Babilonia. Ora verrà
un messaggero, del quale lo scrittore
non dice il nome, proclamando che ogni
monte sarà abbassato, spianato,
per fare una strada dritta al loro Dio
che torna trionfante a Gerusalemme,
conducendo il suo popolo come in altri
tempi aveva fatto uscendo dall'Egitto
con gli israeliti. Lo scrittore ha ripreso
un'abitudine della sua epoca secondo
la quale quando un re vinceva una guerra
o una battaglia si facevano percorsi
cerimoniali nei quali si celebrava il
trionfo del re sui suoi nemici. Allo
stesso modo, Jahweh è il Signore,
il Dio d'Israele che torna glorioso
e trionfante a Gerusalemme per un cammino
preparato da lui stesso. Il messaggero
annuncia a tutto il popolo questa notizia,
notizia di speranza e di gioia, per
una comunità che soffre l'emarginazione
e lo sfruttamento. Gli evangelisti hanno
associato questo messaggero che prepara
il ritorno di Jahweh con Giovanni il
Battista.
Il
salmo canta la speranza del popolo esiliato
che ora ritorna. Loro si domandano fino
a quando Dio resterà lontano
da loro e la risposta è unanime:
egli dimora in coloro che gli sono fedeli.
In quel giorno Jahweh sarà presente.
La giustizia e la pace regneranno e
i raccolti, che fin ora non hanno prodotto
quanto desiderato, prospereranno. E'
un inno al Dio compassionevole che ora
ritorna nella sua terra per farla fruttificare.
E' la speranza e la speranza di un futuro
migliore.
La
seconda lettura dalla lettera di Pietro,
ci colloca dentro il dibattito sul giorno
della venuta del Signore. La comunità
a cui è rivolta la lettera di
Pietro si domandava quando sarebbe stato
questo giorno in cui Gesù Cristo
risorto sarebbe tornato. Da prima gli
era stato detto presto, ma il tempo
passava e non tornava. L'apostolo gli
risponde dicendogli che il Signore non
ritarda nel compimento della promessa
come loro credono, ma che usa della
pazienza degli uomini volendo che tutti
giungano a salvezza; perché "un
giorno è come mille anni e mille
anni come un giorno" per il Signore.
In questo giorno si inaugureranno un
nuovo cielo e una terra nuova. Ciò
che noi dobbiamo fare è di sforzarci
per essere trovati in pace davanti a
lui e questo deve essere un atteggiamento
permanente, perché non sappiamo
il giorno in cui verrà. Pietro
incoraggia alla speranza una comunità
impaziente, di più, l'incoraggia
a vivere con speranza in un futuro migliore.
Non nega che nella comunità esistano
problemi (divisioni, persecuzioni),
ma ciò che ci deve identificare
come cristiani è la fiducia in
un futuro migliore.
Il
Vangelo di Marco si concentra sulla
predicazione di Giovanni il Battista.
In lui si compie la profezia di Malachia,
secondo la quale verrà un messaggero
davanti al Messia (che sarebbe Elia);
e del profeta Isaia che esprime la missione
del precursore: "preparare la strada
a colui che deve venire". Giovanni
proclamava un battesimo di conversione,
che era segno del perdono dei peccati
e che implicava l'impegno ad un cambiamento
di vita. Predicava un castigo imminente
da parte di Dio e di fronte a questa
minaccia i suoi contemporanei dovevano
riconoscersi peccatori deboli gente
che aveva sbagliato, per cui il battesimo
era espressione di un reale cambiamento
di vita e non un semplice rito. Questa
predicazione era molto accettata dalla
gente di Gerusalemme e della Giudea,
specialmente dai più poveri (poi
gli evangelisti ci diranno che i farisei
e i dottori della legge, persone importanti,
non credettero in lui). Caratterizza
Giovanni il suo vestito e la sua dieta,
che esprimevano un aspetto profetico.
Si veste così perché le
tradizioni della sua epoca identificavano
con questi tratti i profeti. La venuta
imminente di colui che battezzerà
in Spirito, è la speranza che
il gruppo dei seguaci di Giovanni porta
nel cuore.
Come
si vede, la liturgia di oggi ci invita
alla speranza, a credere che in mezzo
alle difficoltà, alle persecuzioni,
alle realtà più dure della
vita, è possibile un futuro migliore,
perché il Signore è fedele
a quanti assumono i valori della verità,
della giustizia, della fraternità.
Tutte queste speranze, a cui ci invitano
le letture, come cristiani, le ritroviamo
in Gesù, soprattutto in questo
tempo di attesa gioiosa del Natale,
attesa di un mondo nuovo. Che la nostra
speranza sappia dare testimonianza di
fronte al mondo che un futuro migliore,
in mezzo alle difficili condizioni della
nostra realtà, è possibile.
Per
la revisione di vita
Il Signore Gesù, e il regno che
lui annunciò, si vedranno solo
per effetto di un accumulo incontenibile
di desiderio che egli venga
La mia vita, ha fatto della Causa di
Gesù, la propria causa? Posso
dire che il centro delle mie illusioni,
che la sostanza delle speranze che implicano
la mia vita sta nell'utopia del Regno
annunciata da Gesù? E' questa
utopia ciò che mi sostiene, ciò
che da ragione d'essere e senso alla
mia vita?
Per
l'incontro di gruppo
- Siamo in tempo di esilio o di esodo,
di profezia o di sapienza? Ci sono tempi
di una cosa o dell'altra? Pericoli che
possono avere una opinione o l'altra.
- Ha senso essere persone di "speranza"
in una società che ormai non
crede ufficialmente nei "grandi
racconti", che ha rifiutato ogni
concezione utopico-messianica della
storia? Ha spazio la presenza cristiana
in questa società? deve ottenerlo?
Come?
- Chi assume e come il ruolo di Giovanni
Battista (o di Elia) come voce profetica
che anche nel deserto grida e si scontra
con i grandi, reclamando la giustizia
per e con i piccoli popoli? Il cristianesimo,
nel suo insieme, sta esercitando oggi
questo ruolo, in questo mondo sempre
più imperiale? E cosa compete
fare, a noi, al nostro gruppo o comunità?
- A volte possiamo cadere nella tentazione
di pensare che le cose non si evolvano,
non cambino, che Dio si sia dimenticato
di noi
Mantengo viva la speranza
che il Regno di Dio arriva giorno per
giorno, nonostante le apparenze e ho
fede che Dio compirà la sua promessa?
Per
la preghiera dei fedeli
- Per il popolo di Dio, perché
dia testimonianza di fronte a tutti
della speranza che lo incoraggia
- Per la società di oggi, perché
recuperi la speranza, il senso profondo
del vivere, al di là del consumismo
individualista e dell'edonismo della
vita
- Per tutti noi che ci proclamiamo discepoli
di Gesù, perché ci impegniamo
nella costruzione di un mondo più
giusto e fraterno
- Per tutti coloro che hanno perso la
speranza, perché recuperino il
coraggio e le speranza
- Per tutti noi, perché la parola
di Dio ci trasformi e ci incoraggi a
lottare per la giustizia e l'uguaglianza
tra tutti
- Per tutti noi cristiani, perché
siamo coscienti che la "preparazione
delle strade del Signore" non è
solo una questione personale o privata,
ma comunitaria e sociale
Orazione
comunitaria
Dio, Padre nostro, ti chiediamo che
ci aiuti a comprendere che il modo migliore
di disporci a celebrare la nascita del
tuo Figlio è quello di preparare e spianare
le strade che possono far giungere alla
nostra società la giustizia e la pace
che lui annunciò. Per Cristo nostro
Signore.