2Sam
7,1-5.8b-12.14.16: Un bambino consacrato
al Signore
Sal 88,2-5.27-29: Canterò per
sempre le tue misericordie, Signore
Rm 16,25-27: La speranza imperitura
Lc1,26-38: L'Annunciazione
Commento
La lettura del secondo libro di Samuele
ci racconta che, quando Davide desiderava
edificare una casa a Jahweh in Gerusalemme,
Jahweh rivolse una parola al profeta
Natan per comunicargli che non sarebbe
stato Davide a edificare una casa a
lui, ma che lui avrebbe edificato una
casa (casato) a Davide. In quei tempi
"casa" si intendeva in vari
modi: come tempio, come dimora, come
discendenza. Questa profezia vuole dire
che sarà Dio a dare una discendenza
a Davide, cioè la permanenza
della dinastia di Davide sul trono d'Israele.
Questa è la promessa che Jahweh
fa a Davide e che la tradizione posteriore
interpreterà nella relazione
con il Messia come figlio-discendente
di Davide. La Chiesa primitiva intese
queste parole in relazione a Gesù,
come il vero Messia. Matteo e Luca si
sforzano di presentare, nelle loro genealogie,
Gesù come discendente di Davide
diverse volte lo si chiama Figlio di
Davide. E' chiaro: Gesù è
il Messia sperato, in lui si compiono
le promesse di Dio.
I
versetti che abbiamo letto, dal lunghissimo
salmo 88, sono utilizzati dalla liturgia
per mostrarci la relazione di Gesù
con Dio. Il salmo è un inno al
creatore seguito da un oracolo messianico.
In questo oracolo il salmista mette
in bocca a Dio queste parole: "io
lo nominai mio primogenito, il più
alto tra i re della terra". Si
riferisce al Messia, al salvatore sperato,
che noi cristiani leggiamo veramente
in riferimento a Gesù. Egli è
il Figlio, la primizia per cui tutti
saremo salvati, il primogenito tra tutti
gli uomini. Per la sua predicazione,
per la sua semplicità e il servizio
ai più piccoli, per il suo sì
incondizionato a Dio fino alla morte,
Dio lo resuscitò facendolo il
più grande tra i re della terra.
La
seconda lettura tratta dalla lettera
di Paolo ai romani ci presenta una preghiera
di lode a Dio (dossologia) con cui si
chiude la lettera. L'orazione è
rivolta a Cristo, nel quale si rivela
il mistero che Dio aveva tenuto segreto
per secoli, ma che ora, grazie alla
Scrittura e alla predicazione dello
stesso Gesù, fu fatto conoscere
a tutti, ma specialmente ai gentili
per l'obbedienza della fede. Termina
con una benedizione presa dalle abitudini
giudaiche. Riconosciamo che il mistero
nascosto per secoli è Gesù
stesso che ora ci rivela il volto del
padre e che si trasforma in salvezza
per tutti gli uomini.
Nel
Vangelo leggiamo l'annuncio dell'angelo
a Maria, circa la nascita di Gesù,
che la trasforma nella prima discepola
ed evangelizzata: ascolta la parola
di Dio, è capace di riconoscere
che l'azione di Dio passa attraverso
i più piccoli e umili. Maria
era una donna giovane e povera di un
villaggio molto piccolo al nord del
paese. Lei riceve l'annuncio dell'angelo,
che la sorprende ma nel quale sa riconoscere
l'azione di Dio sotto forma di annuncio.
Lei dice di sì a Dio. A differenza
di Zaccaria, il segno che chiede Maria
non parte dall'incredulità, ma
dalla necessità di realizzare
le parole dell'angelo.
L'evangelista
mette in modo consecutivo l'annuncio
a Zaccaria e quello a Maria per manifestare
che l'azione di Dio si manifesta fuori
dal tempio, fuori dal luogo sacro, in
mezzo ai poveri e agli abbandonati,
come lo è Maria triplamente esclusa
per essere donna, povera e giovane.
Ed è in questo luogo di emarginazione
e povertà dove il progetto di
Dio per l'umanità va a fruttificare,
grazie al sì cosciente di Maria
e di tutti quelli che si identificano
con lei.
Il
bambino che nascerà da Maria
sarà il Salvatore, il Messia,
un "Figlio di Dio". Dio si
fa uomo nella persona di Gesù
perché essendo come lui, l'uomo
sia simile a Dio. Ma non lo fa contro
la volontà degli uomini. Maria
con il suo "sì" al
progetto di Dio introduce Gesù
nella storia, come uomo povero e credente.
Avvento
è tempo di preparazione, di attesa
della festa del Natale, della manifestazione
del Messia. Partecipare a questa festa
significa assumere la stessa dinamica
di Maria che dice di sì a Dio
e lo stesso atteggiamento di Dio che
si fa povero per la nostra salvezza
nella persona di Gesù di Nazareth.
Per
la revisione di vita
Come vivo questi ultimi giorni di avvento-natale?
Come accolgo il mistero del "Dio
tanto umano" che Gesù ci
mostra?
Come vivere ed esprimere a tutti quelli
che mi circondano la tenerezza di Dio?
Per
l'incontro di gruppo
- Natale: torna a nascere Gesù,
o si tratta di un simbolo, di una metafora?
Cos'è che realmente celebriamo?
- Il Natale e la Notte Santa sono carichi
di simboli, di ricchezza culturale,
di tradizioni famigliari, di un immaginario
sociale, di una tradizione sociale piena
di pubblicità commerciale...
Si può distinguere il grano dalla
paglia? Quale sarebbe l'essenziale cristiano
del Natale?
- Cosa vuol dire veramente il fatto
della nascita verginale di Gesù?
Di quale genere di affermazione si tratta:
fisica, biologica, storica, teologica...?
- Come conciliare la nascita verginale
di Gesù, tanto speciale, e la
volontà di Dio d'incarnarsi,
"passando come uno dei tanti"?
Stanno in contraddizione?
Per
la preghiera dei fedeli
- Per tutti gli uomini e le donne del
mondo, specialmente per i più
bisognosi, perché accolgano con
amore e gioia il Dio che va incontro
a tutti, a ciascuno secondo la propria
tradizione religiosa...
- Perché la nascita di Gesù
ci dia la fiducia e l'ottimismo di sapere
che Dio non abbandona l'umanità
e che la guida e conduce...
- Perché l'ambiente sociale natalizio
sia accompagnato nelle nostre vite da
un'intensa esperienza del mistero del
Natale, con preghiera e contemplazione
piena di pace e gratitudine...
- Per tutti quelli che sono lontani
dalle loro case, o non hanno famiglia,
o sono nella solitudine obbligata o
volontaria, perché sperimentino
con gioia la comunione e l'amore al
di sopra del cerchio di solitudine che
li circonda...
- Perché l'ambiente del Natale
propizi nelle nostre case il necessario
clima di amore e tenerezza che durante
la vita quotidiana ci è più
difficile...
Orazione
comunitaria
Guarda con pietà o Dio ai migranti
e a coloro che non hanno un tetto dove
rifugiarsi, perché trovino presto
la casa desiderano e impegna tutti gli
uomini e le donne di cuore generoso
per la trasformazione delle ingiuste
leggi sull'immigrazione attualmente
vigenti in tanti paesi. Per Cristo nostro
Signore.