Nm
6,22-27: Invocheranno il mio nome sugli
israeliti e io li benedirò
Sal 66
Gal 4,4-7: Inviò suo figlio,
nato da donna
Lc 2,16-21: Trovarono Maria, Giuseppe
e il bambino
Liturgicamente,
oggi è la festa di "Santa
Madre di Dio"; è anche l'ottava
del natale e pertanto il ricordo della
circoncisione di Gesù, celebrazione
giudaica nella quale si dava il nome
ai bambini. Per l'uomo della strada
queste tre componenti della festività
liturgica sono molto lontani, tanto
nel linguaggio con cui sono espressi
come nell'immaginario che evocano...
Ma oggi è anche il primo giorno
dell'anno civile e la giornata mondiale
per la pace, che sebbene originariamente
fu un'iniziativa ecclesiastica cattolica,
ha ottenuto una notevole citazione nella
società, godendo già di
un certo statuto civile.
Come
si può vedere, c'è una
grande distanza tra la commemorazione
liturgica e i motivi "moderni"
della celebrazione. Questa notevole
distanza, che si ripete frequentemente,
parla da se stessa della necessità
di attualizzare il calendario liturgico
e, fintanto questo non avverrà
sarà importante che gli agenti
di pastorale abbiano creatività
e audacia sufficienti per reinterpretare
lo spirito delle celebrazioni.
Nm
2,22-27 è la cosiddetta benedizione
aronitica (di Aronne), perché
si afferma che Dio la rivelò
a Mosé perché questi a
sua volta la indicasse ad Aronne e ai
suoi figli, i sacerdoti d'Israele, perché
con essa benedicessero il popolo. Sicuramente
fu usata ampiamente nell'antico Israele.
Si è trovata persino incisa su
delle placche metalliche da portare
al collo o appiccicata in qualche modo
al corpo, come una specie di amuleto.
Archeologicamente queste placche datano
l'epoca del secondo tempio, cioè
dal 538 a.C. in poi. Propizia ci viene
una benedizione da parte di Dio all'inizio
dell'anno: che il suo volto amorevole
brilli su tutti noi come pegno di pace.
La pace tanto anelata dall'umanità
intera e lamentevolmente tanto schiva.
Ma non basta che Dio ci benedica per
mezzo dei sacerdoti. Non basta che egli
ci mostri il suo volto. Qui non si tratta
di benedizioni magiche, ma di un appello
ad impegnarci anche noi nella costruzione
della pace: con noi stessi, nell'ambito
famigliare, con i vicini e i lontani,
con la natura tanto maltrattata; pace
con Dio, pace di Dio.
Questa
benedizione è un buon inizio
dell'anno. Il proverbio popolare ha
consacrato questo desiderio di "tornare
a cominciare", che avvertiamo tutti
in questa data: "anno nuovo, vita
nuova". Uno vorrebbe quasi dimenticare
gli errori, ripulirsi dalle colpe che
molestano questa coscienza, iniziare
una pagina nuova del libro della sua
vita e iniziarla con il piede giusto,
dando corso ai migliori desideri del
proprio cuore. Per questo è bene
iniziare l'anno con una benedizione
sulle labbra, dopo aver ascoltato la
benedizione di Dio nella sua Parola.
Benediciamo
il Signore per tutto ciò che
abbiamo vissuto fino ad ora e per il
nuovo anno che ci mette davanti: nuove
opportunità, altro tempo a vostra
disposizione... Lodiamo il Signore per
la misericordia che ha avuto fin ora
con noi. E anche perché ci permette
di essere a nostra volta una benedizione
per il nuovo anno che inizia: benedizione
per i fratelli e benedizione per Dio
stesso.
Gal
4,4-7: E' una stringata sintesi di ciò
che San Paolo ci insegna in tanti altri
passi delle sue lettere: anzitutto ci
dice che il tempo in cui viviamo è
quello della pienezza, perché
in esso Dio ci ha inviato il figlio,
non in un modo qualsiasi, ma "nato
da donna, sotto la legge" cioè
come tutti noi, nella nostra umanità
e nei nostri condizionamenti storici.
Ma questo abbassamento del Figlio di
Dio, ci ha procurato la più grande
delle grazie: quella di diventare, noi
tutti esseri umani, senza esclusione
alcuna, figli di Dio, capaci di chiamarlo
"Abba" cioè papà.
La nostra condizione filiale fonda una
nuova dignità da uomini liberi,
eredi dell'amore di Dio. Sembrerebbero
belle parole, nient'altro, di fronte
a tante sofferenze e miserie che ancora
sperimentiamo, ma si tratta di metterci
la nostra parte perché questa
opera di Cristo diventi realtà.
Si tratta di imparare ad appropriarci
della nostra dignità di figli
liberi, rifiutando i mali, personali
e sociali, che ci affliggono, lottando
contro di essi. Ciò implica un
compito e una missione: quella di farci
veri figli di Dio, noi e i nostri fratelli
che non sono coscienti della propria
dignità.
"Nato
da donna, nato sotto la legge",
ci ricorda Paolo. Nato nella debolezza,
nella povertà, fuori dalla città,
nella grotta, perché non c'era
posto per loro nell'albergo... Nasce
nella stessa situazione del popolo,
dei semplici, degli umili dei senza
potere.
Questa
nascita reale e concreta è assunta
da Dio con amore verso tutti coloro
che la tradizione aveva lasciato fuori.
E' la visita reale di colui che, per
semplice misericordia, ci da la grazia
di poter chiamare Dio con famigliarità
(Abba) e la possibilità di considerare
tutti come fratelli.
In
Gesù nato da Maria - la donna
che accettò di essere strumento
nelle mani di Dio per iniziare una nuova
storia - tutti gli uomini sono stati
dichiarati figli e non schiavi, coeredi
per volontà di Dio. La benedizione
o benevolenza di Dio per gli uomini
segna un grande passo: ora Dio non benedice
più a parole, ora benedice tutti
gli uomini e la stessa creazione con
la persona del Figlio che si fa fratello
universale. E nessuno resta emarginato
dal suo amore. "Ho sperimentato
la bontà di Dio" in Gesù
e questa è un ora di gioia estrema,
per far conoscere al mondo - e alla
stessa creazione - che Dio è
fiorito sulla nostra terra e tutti siamo
depositari di quest'eredità di
felicità.
Lc
2,16-21 traduce in fatti reali ciò
che Paolo esprime in concetti elevati:
il bambino curato da Maria e Giuseppe
e visitato dai pastori che lo adorano
è il figlio inviato per renderci
figli. Il figlio che non cerca anzitutto
i grandi ed i potenti del mondo ma,
molto nella linea di Luca, i piccoli
e gli umili; come i pastori di Betlemme,
che non sono mere figure decorative
dei nostri presepi, ma che al tempo
di Gesù erano persone malviste,
con la fama d'essere ladri ignoranti
e incapaci di compiere la legge religiosa
giudaica. A loro in primo luogo si rivolgono
gli angeli per invitarli ad incontrare
e adorare il neonato Salvatore. Loro
si trasformano in banditori delle meraviglie
di Dio che avevano potuto vedere e sentire
a proprio favore. Qualcosa di simile
avviene con Maria e Giuseppe: non erano
una coppia di nobili né di potenti,
erano un umile famiglia di artigiani,
senza potere né prestigio alcuno.
Ma Maria, la madre, conservava e meditava
questi avvenimenti nel suo cuore e si
rallegrava e rendeva grazia a Dio per
questi, disposta a testimoniarli agli
altri, come fece con Elisabetta, intonando
il Magnificat. Celebrare il primo giorno
dell'anno la festività della
divina maternità della Vergine
Maria significa impegnare come lei la
nostra fede nel cantare questo progetto
rivoluzionario di Dio sul nuovo tempo
che ci è dato e impegnarsi a
realizzarlo lungo lo scorrere dei giorni
di questo nuovo anno.
Per
la revisione di vita
-
Faccio un ritiro personale (o almeno
un po' di tempo) per un esame della
mia vita dell'anno passato.
- Partecipo a qualche celebrazione penitenziale
comunitaria, per riconciliarmi con Dio
e con i fratelli.
- Mi faccio un piano di vita per l'anno
nuovo.
- Continuo a vivere lo spirito del Natale
nei diversi ambienti: famiglia, quartiere,
lavoro, luogo d'impegno...
Per
l'incontro di gruppo
-
Vedere: come sta il mondo, il nostro
paese, il quartiere... in pace? Quali
sono i principali ostacoli per la pace
oggi? Qual'è oggi la più
grande fonte di instabilità nell'ordine
internazionale? Il terrorismo è
una causa originale o derivata? La violenza,
la sospensione dei diritti civili, le
guerre preventive... saranno davvero
il miglior modo di combattere il terrorismo?
Ci sarebbe un modo migliore?
- Giudicare: come giudicare la situazione
del mondo alla luce della fede? Qual'è
il ruolo del cristiano in un mondo in
tensione come il nostro?
- Agire: come dovrà evolversi
il mondo per rendere possibile la pace?
Cosa possiamo fare noi, io?
Per
la preghiera dei fedeli
-
Per la pace nel mondo, perché
lo Spirito di Dio muova il cuore di
tutti alla riconciliazione, la tolleranza,
l'uguaglianza, il rispetto delle differenze
culturali e la giustizia di cui è
frutto la pace...
- Per le istituzioni internazionali
e i governi dei singoli paesi perché
sviluppino forme adeguate ai nostri
tempi per costruire la pace mediante
strumenti che siano consoni al fine
proposto...
- Perché nella società
si estenda la coscienza della necessità
di un ordine internazionale unificato
sotto il segno della giustizia, e perché
tutte le nazioni lo accettino senza
eccezioni, né privilegi, né
atti di forza...
- Per il Forum Mondiale Sociale, che
in questo mese si celebrerà in
diverse parti del mondo, con la partecipazione
dei rappresentanti di migliaia di organizzazioni
della società civile, sotto il
tema "un altro mondo è possibile",
tanto vicino all'ideale cristiano di
un mondo migliore e più fraterno:
perché i cristiani non perdano
l'occasione di parteciparvi, di appoggiarlo
e realizzarlo...
Orazione
comunitaria
Dio
della pace, Padre e Madre di tutti gli
uomini e le donne che vogliono vivere
come fratelli in unità. In questo
primo giorno del nuovo anno, Giornata
Mondiale della Pace, ti chiediamo con
tutto il cuore di concederci la pace,
che è dono del tuo Spirito e
frutto della giustizia, e fa di noi
dei costruttori infaticabili della pace,
per meritare la beatitudine di Gesù,
Tuo Figlio e nostro fratello per i secoli
dei secoli. Amen.