At
10,34.37-43: Abbiamo mangiato e bevuto
con Lui dopo la sua resurrezione
Sal 27
Col 3,1-4: Cercate i beni di lassù
Gv 20,1-9: Egli doveva resuscitare dai
morti
Ciò
che non è la resurrezione di
Gesù
In
teologia si suole dire che la resurrezione
di Gesù non è un fatto
"storico": con ciò
non si vuole dire che sia un fatto irreale,
ma che la sua realtà sta al di
la di ciò che è fisico.
La resurrezione di Gesù non è
un fatto registrabile nella storia;
nessuno avrebbe potuto fotografare quella
resurrezione. La resurrezione di Gesù
oggetto della nostra fede è più
che un fenomeno fisico. Di fatto, gli
evangeli non ci narrano la resurrezione:
nessuno la vide. Le testimonianze che
ci offrono sono quelle di credenti che,
dopo, "sentono vivo" il risorto,
ma non sono testimonianze del fatto
stesso della resurrezione.
La
resurrezione di Gesù non ha alcuna
similitudine con la "reviviscienza"
di Lazzaro. Quella di Gesù non
consistette in un ritorno a questa vita,
ne nella rianimazione di un cadavere
(di fatto, in teoria, non ripugnerebbe
credere nella resurrezione di Gesù
sebbene il suo cadavere fosse rimasto
tra noi, perché il corpo resuscitato
non è il cadavere). La resurrezione
(tanto quella di Gesù come la
nostra) non è un ritorno all'indietro,
ma un passo avanti, un passo verso un'altra
forma di vita, quella di Dio.
E'
importante ricalcare questo aspetto
per renderci conto che la nostra fede
nella resurrezione non è l'adesione
a un "mito", come avviene
in tante religioni, che hanno miti di
resurrezione. La nostra affermazione
della resurrezione non ha per oggetto
un fatto fisico, ma una verità
di fede con un senso molto profondo,
che è ciò che vogliamo
approfondire.
La
"Buona notizia" della resurrezione
fu conflittuale
Una
prima lettura degli atti degli apostoli
suscita un certo stupore: perché
la notizia della resurrezione suscitò
l'ira e la persecuzione da parte dei
giudei? Notizie di resurrezione erano,
in quel mondo religioso, meno infrequenti
e strane che nel nostro. Nessuno si
sarebbe dovuto offendere, in linea di
principio, dalla notizia che qualcun
altro fosse stato resuscitato da Dio.
Ciò nonostante, la resurrezione
di Gesù fu recepita con un'aggressività
estrema da parte delle autorità
giudaiche. Fa pensare il forte contrasto
con la situazione attuale: oggi nessuno
si irrita nell'ascoltare questa notizia.
La resurrezione di Gesù suscita
ora indifferenza? Perché questa
indifferenza? Sarà che non annunciamo
la stessa resurrezione o che non annunciamo
la stessa cosa nell'annuncio della resurrezione
di Gesù?
Leggendo
più attentamente gli atti degli
apostoli ci si rende conto che l'annuncio
fatto dagli apostoli aveva un tono polemico:
annunciavano la resurrezione "di
quel Gesù che voi avete crocefisso".
Vale a dire, non annunciavano la resurrezione
in astratto, come se la resurrezione
di Gesù fosse semplicemente l'affermazione
del prolungamento della vita umana dopo
la morte. Nemmeno stavano annunciando
la resurrezione di uno qualsiasi, come
se ciò che importasse fosse semplicemente
che un essere umano, chiunque esso fosse,
avesse trapassato le porte della morte.
Il
Crocefisso è il Risorto
Gli
apostoli annunciavano una resurrezione
particolare: quella dell'uomo chiamato
Gesù, che le autorità
civili e religiose avevano rifiutato,
scomunicato e condannato.
Quando Gesù fu attaccato dalle
autorità, si trovò da
solo. I suoi discepoli lo abbandonarono
e Dio stesso restò in silenzio,
come se fosse d'accordo. Tutto sembrò
finire con la crocifissione. Tutti si
dispersero
Ma lì successe
qualcosa. Un'esperienza nuova e potente
gli si impose: sentirono che era vivo.
L'invase una certezza strana: che Dio
riscattava il volto di Gesù e
si impegnava a rivendicare il suo nome
e il suo onore. "Gesù è
vivo, non poterono sprofondarlo nella
morte. Dio lo ha risorto, lo ha fatto
sedere alla sua destra, confermando
la verità ed il valore della
sua vita, della sua parola, della sua
Causa. Gesù aveva ragione e quindi
non l'avevano quelli che lo espulsero
da questo mondo e disprezzarono la sua
Causa. Dio sta dalla parte di Gesù,
Dio spalleggia la Causa del Crocefisso.
Il Crocefisso è risorto, vive!
E ciò fu quello che veramente
irritò le autorità giudaiche:
Gesù le irritò da vivo
e ugualmente le irritò essendo
risorto. Ciò che le irritava
non era il fatto fisico, in sé
della resurrezione, che cioè
un essere umano muoia o resusciti; ciò
che non potevano tollerare era di pensare
che la Causa di Gesù, il suo
progetto, la sua utopia che avevano
considerato tanto pericolosa nel corso
della vita di Gesù e che ormai
credevano sepolta, tornava a mettersi
in piedi: era risorta. E non potevano
accettare che Dio stesse riscattando
quel crocefisso condannato e scomunicato.
Loro credevano in un altro Dio.
Credere
con la fede di Gesù
Ma
i discepoli, che riscoprirono in Gesù
il volto di Dio (come Dio di Gesù)
compresero che Gesù era il Figlio,
il Signore, la Verità, la Via,
la Vita, l'Alfa e l'Omega. La morte
non aveva nessun potere su di Lui. Era
vivo. Era risorto. E non potevano se
non confessarlo e "seguirlo",
"perseguendo la sua Causa",
obbedendo a Dio piuttosto che agli uomini,
anche a costo della morte.
Credere
nella resurrezione non era dunque per
loro l'affermazione di un fatto fisico
- storico, che successe o no, ne una
verità teorica astratta (la vita
dopo la morte), ma l'affermazione contundente
della validità suprema della
Causa di Gesù, all'altezza stessa
di Dio (alla destra del Padre) per la
quale è necessario vivere e lottare
fino a dare la vita. Credere nella resurrezione
di Gesù è credere che
la sua parola, il suo progetto e la
sua Causa (il Regno!) esprimono il valore
fondamentale della nostra vita.
E se la nostra fede riproduce realmente
la fede di Gesù (la sua visione
della vita, la sua scelta davanti alla
storia, il suo atteggiamento di fronte
ai poveri e ai potenti
) sarà
tanto conflittuale come lo fu nella
predicazione degli apostoli e nella
vita stessa di Gesù.
Al contrario, se la resurrezione di
Gesù la riduciamo a un simbolo
universale di vita dopo la morte, o
a una semplice affermazione della vita
sulla morte, o a un fatto fisico-storico
che avvenne venti secoli fa
Allora
questa resurrezione rimane svuotata
del contenuto che ebbe in Gesù
e ora non dice niente a nessuno, ne
irrita i potenti di questo mondo, o
persino immobilizza sulla via della
Causa di Gesù.
L'importante
non è credere in Gesù,
ma credere come Gesù. Non è
avere fede in Gesù, ma avere
la fede di Gesù. Il suo atteggiamento
di fronte alla storia, la sua opzione
per i poveri, la sua proposta, la sua
lotta decisa, la sua causa
Credere
lucidamente in Gesù in questa
America Latina o in questo occidente
cosiddetto "cristiano", dove
la notizia della sua resurrezione ora
non irrita tanti che invocano il suo
nome per giustificare persino gli atteggiamenti
contrari a quelli che ebbe Lui, implica
il tornare a scoprire il Gesù
storico e il senso della fede nella
sua resurrezione.
Credendo
con la fede di Gesù, le "cose
di lassù" e quelle della
terra non vanno in direzioni opposte
e forse nemmeno diverse. Le "cose
di Lassù" sono la Terra
Nuova che è già innestata
qui sotto. Bisogna farla nascere nel
doloroso parto della storia, sapendo
che non sarà mai un frutto adeguato
della nostra pianificazione ma un dono
gratuito di Colui che viene. Cercare
"le cose di lassù"
non significa aspettare passivamente
che suoni l'ora escatologica (che è
già suonata nella resurrezione
di Gesù) ma realizzare nel nostro
mondo il Regno del Risorto: Regno di
Vita, di Giustizia, di Amore e di Pace.
Per
la revisione di vita
-
Ho vissuto questa settimana Santa come
il cammino verso la resurrezione e la
vita eterna?
- Ho apostatato dalla Vita, nella mia
vita?
Per
l'incontro di gruppo
-
Il battesimo ci associa a Cristo morto
e risorto. Come viviamo il battesimo,
come un rito magico o come il gesto
che ci da una nuova vita? E la nostra
vita posteriore, è coerente con
questa nuova vita ricevuta nel battesimo?
- Gesù è risorto: questo
è un articolo del credo, un enunciato
che devo accettare
o è
un esperienza, un sentimento nel mio
cuore e nella mia vita, uguale a ciò
che sperimento e sento - per esempio
- nell'amore e affetto degli amici e
famigliari? Credo sinceramente nella
resurrezione di Cristo, nella resurrezione
dei morti e nella vita eterna?
Preghiera
dei fedeli
-
Perché la chiesa dia testimonianza
della resurrezione lavorando sempre
a favore della vita e di una vita degna
e giusta
- Perché tutti i popoli avanzino
nel cammino della libertà, della
giustizia e della pace
- Perché lo sforzo personale
e collettivo di tutti coloro che cercano
una persona più umana ed una
società più giusta e fraterna
non risulti sterile
- Perché tutti coloro che soffrono
le conseguenze dell'oppressione, della
violenza e dell'ingiustizia, trovino
più appoggio in noi per uscire
dalla loro situazione
- Perché la nostra fede nella
resurrezione ci faccia perdere ogni
paura di fronte alla morte e alle sue
conseguenze
- Perché la gioia della resurrezione
di Cristo ci rafforzi nel nostro impegno
con il Regno di Dio e la sua giustizia
Orazione
comunitaria
Dio,
Padre nostro, che ci riempi di gioia
nell'aprire per tutti in questo giorno
le porte della Vita, per mezzo del tuo
Figlio, vincitore della morte; proteggici
e aiutaci perché, rinnovati da
questa grande gioia pasquale, lavoriamo
sempre per vincere la morte e fare crescere
il tuo Regno, finché lo sperimenteremo
nella sua piena realizzazione. Per Cristo
nostro Signore.