Domenica 30 maggio 2010
Festa della SS. Trinità C


Pr 8,22-31: Il Signore mi creò come una primizia sul suo cammino
Sal 8: Signore, nostro Dio, com'è grande il tuo nome su tutta la terra
Rm 5,1-5: Siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo
Gv 16,12-15: Quando verrà lo Spirito di verità vi condurrà alla verità intera

La rivelazione di Dio come mistero trinitario costituisce il nucleo fondamentale e strutturante di tutto il messaggio del Nuovo Testamento. Il mistero della Santissima Trinità prima che una dottrina è stato un evento salvifico. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono stati sempre presenti nella storia dell'umanità, donando la vita e comunicando il loro amore, introducendo e trasformando il divenire della storia nella comunione divina delle tre persone. Perciò si può parlare di una preparazione della rivelazione della trinità divina prima del cristianesimo, tanto nell'esperienza del popolo dell'antica alleanza, così come la testimoniano i libri dell'Antico Testamento, come nelle altre religioni e negli eventi della storia universale.

Il Nuovo Testamento, più che una dottrina elaborata sulla Trinità, ci mostra con chiarezza una struttura trinitaria della salvezza. L'iniziativa corrisponde al Padre, che invia, offre e resuscita suo Figlio Gesù; la realizzazione storica si identifica con l'obbedienza di Gesù al Padre, che per amore si consegna alla morte; e l'attualizzazione perenne è opera del dono dello Spirito, che dopo la resurrezione è inviato per mezzo di Gesù da parte del Padre e che abita nel credente come principio di vita nuova configurandolo con Gesù nel suo corpo che è la chiesa.

La prima lettura è un inno alla sapienza divina considerata nella sua doppia dimensione trascendente e immanente. La sapienza è trascendente perché essa è il progetto di Dio, la sua volontà, i suoi disegni, la sua Parola, il suo Spirito; ma è anche incarnata giacché il progetto divino si realizza nella creazione e nella storia, la volontà di Dio si manifesta nella Scrittura e attraverso il suo Spirito si trasforma in una realtà interiore all'uomo. In questo modo la riflessione sapienziale biblica supera la semplificazione panteista o dualista nella sua visione di Dio.

Nei versetti 22-25 l'autore biblico ci colloca "prima" della creazione, nell'eternità di Dio, presentando la sapienza come una realtà divina e trascendente, anteriore a tutte le realtà cosmiche: "il Signore mi creò al principio dei suoi compiti, prima delle sue opere più antiche… quando non c'erano gli oceani, fui generata, quando non esistevano i fiumi ricchi di acqua". Nei versetti 26-31 la sapienza sembra essere una realtà creata poiché appare contemporanea alla creazione. La sapienza è presente anche nell'essere umano, nella sua intelligenza, nella sua felicità: "quando stabiliva i cieli io ero lì, quando poneva il firmamento sulla superficie dell'oceano, quando fissava al mare il suo limite… Io ero al suo fianco come consigliera, giorno dopo giorno lo rallegravo e giocavo senza cessare alla sua presenza; giocavo con le città della terra, e mi rallegravo di stare con gli uomini".

Nella tradizione cristiana l'inno è diventato un preannuncio dell'incarnazione della Parola (Gv 1), "al principio era presso Dio, tutto fu fatto per mezzo di lei e senza lei nulla fu fatto di ciò che esiste" (Gv 1,2-3) e che alla fine dei tempi, si fece carne e abitò tra noi e noi vedemmo la sua gloria, gloria propria del Figlio unico del Padre, pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14).

La seconda lettura è una specie di dichiarazione paolina dal sapore trinitario sulla situazione dell'uomo che è stato giustificato grazie alla fede in Cristo: "avendo perciò ricevuto dalla fede la nostra giustificazione, siamo in pace con Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo… e la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che c'è stato dato" (vv.1.5). Paolo afferma così la dimensione trinitaria della vita credente. Riconciliati con Dio per mezzo della fede, siamo in una situazione di pace e di speranza, pace che supera la tribolazione e speranza che trasforma il presente.

Il Vangelo costituisce la quinta promessa dello Spirito nel testo di Giovanni. Si parla dello Spirito come difensore ("Paraclito") e come maestro, chiamandolo "Spirito di verità". La verità è la Parola di Gesù e lo Spirito appare con la missione di "portare alla verità tutta intera", cioè, aiutare i discepoli a comprendere tutto ciò che fu insegnato e detto da Gesù nel passato, facendo si che la sua Parola sia sempre viva ed efficace, capace d'illuminare in ogni situazione storica la vita e la missione dei discepoli.

Lo Spirito ha una funzione "didattica" ed "ermeneutica" in relazione alla Parola di Gesù. Lo Spirito Santo non propone una nuova rivelazione, ma conduce ad una totale comprensione della persona e del messaggio del Signore risorto. Lo Spirito, pertanto, "guida" alla "verità" di Gesù, cioè alla sua rivelazione, in modo che possiamo conoscerla in pienezza.

Questa funzione dello Spirito in relazione a Gesù e alla sua Parola definisce la profonda relazione tra il Padre, e il Figlio e lo Spirito: la rivelazione è perfettamente una, poiché ha la sua origine nel Padre, si realizza mediante il Figlio e si perfeziona nella chiesa con l'interpretazione dello Spirito. perciò Gesù dice che "lo Spirito non parlerà da se, ma dirà unicamente ciò che ha udito… tutto ciò che vi farà conoscere, lo riceverà da me". Gesù sarà sempre il rivelatore del Padre; lo Spirito della verità, invece rende possibile che la rivelazione di Cristo penetri profondamente nel cuore del credente.

Per la revisione di vita

- Come posso fare perché si rifletta molto più chiaramente nella mia vita cristiana l'essere "comunitario" di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo?
- In quali aspetti concreti della mia vita si manifesta il mistero del Dio trinitario come amore e vita?
- Come potrei aprirmi di più all'azione dello Spirito di verità nella mia vita, perché mi conduca ad una conoscenza esistenziale e attualizzata del Vangelo di Gesù?

Per l'incontro di gruppo

- Con quali iniziative concrete potremmo far si che la nostra comunità sia ogni giorno di più immagine della comunità di amore infinito che è la Trinità Divina?
- Quali differenze stanno creando nella nostra comunità divisioni ed egoismi? Quali elementi della nostra vita comunitaria ci uniscono, ci fanno crescere come fratelli e rafforzano la nostra missione evangelizzatrice?
- Siamo, come comunità, segno e strumento della salvezza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, attraverso l'iniziativa dell'amore (il Padre), il sacrificio e l'obbedienza (il Figlio) e l'apertura alla novità delle vie di Dio (lo Spirito)?

Per la preghiera dei fedeli

- Dio Padre, mistero infinito ed eterno di amore, che ci hai chiamato alla vita e vi hai creato ad immagine del tuo figlio Gesù, fa che sperimentiamo la tua bontà e la tua misericordia in modo tale da giungere ad essere costruttori di un mondo di amore e di pace…
- Signore Gesù Cristo, Figlio eterno del Padre, che nella tua vita, morte e resurrezione ci hai rivelato il volto del vero Dio e ci hai insegnato il cammino che porta alla vita, concedici la grazia della fedeltà al tuo Vangelo, vivendo, a tua immagine, in solidarietà con i poveri e gli esclusi di questo mondo…
- Spirito Santo di amore e di verità, fonte di ogni bene e di ogni grazia, aiutaci a superare la tentazione dell'egoismo, della chiusura, della paura, del legalismo per essere testimoni del Regno nel mondo, docili ai cammini di Dio e attenti alle necessità dei nostri fratelli e delle nostre sorelle…

Orazione comunitaria

Signore Dio Eterno, Unico e Veritiero,
mistero infinito di amore e di vita,
Trinità Santissima,
fa dell'umanità creata a tua immagine una sola famiglia,
e che la comunità ecclesiale,
redenta dal sangue del tuo Figlio e rinnovata dallo Spirito,
sia sempre un vivo riflesso del tuo mistero comunitario e di amore,
segno di liberazione per i poveri e gli ultimi della terra,
e fermento di unità e di pace per tutto il genere umano.
Per Cristo nostro Signore.