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HONDURAS
- PADRE TAMAYO
La dittatura honduregna minaccia di espellere il sacerdote
Andres Tamayo
La
dittatura honduregna ha minacciato di espellere dal paese
il sacerdote cattolico Andres Tamayo perché appoggia
il ritorno del legittimo presidente, Manuel Zelaya, che
fu rovesciato da un colpo di stato lo scorso 28 giugno.
Oscar
Raul Matute, incaricato di giustizia a nome del dittatore
Roberto Micheletti ha dichiarato che "se il religioso
non osserva il rispetto delle leggi honduregne non si
scarta questa possibilità".
La
minaccia di espellere Tamayo è stata presa dopo
indagini da parte del governo di fatto sulla presunta
implicazione del religioso in atti delittuosi durante
le marce a favore di "Mel" Zelaya.
Dopo
il colpo di stato contro il presidente costituzionale,
Manuel Zelaya, il padre Tamayo si è unito al Fronte
della Resistenza e ha dichiarato apertamente il proprio
rifiuto al regime installato a Tegucigalpa.
"Ciò
che vedo è che semplicemente il potere a usato
di tutto, persino la coscienza del popolo
è
esso ad avere il comando totale, tutte le decisioni; uno
non libero in nessun momento
è questo che
hanno fatto attraverso la radio, i loro giornalisti e
analisti; hanno rubato la coscienza alla gente, non gli
permettono di parlare, trasmettono solo quello che vogliono;
ogni giorno cresce la violenza: i militari cercano di
intimidire il popolo perché non esca per le strade;
cercano di appostarsi fuori dalle case perché la
gente non esca" ha dichiarato il sacerdote agli inizi
di luglio dalla clandestinità".
Tamayo,
originario di El Salvador, ha rinunciato alla propria
nazionalità per ottenere quella honduregna, poiché
desiderava lottare per la preservazione delle risorse
naturali del paese centroamericano.
Sulla
dichiarazione del funzionario di fatto, Tamayo ha dichiarato
che "è una persecuzione politica contro la
mia persona e voglio dire al governo che se è un
delitto accompagnare un popolo, mi sento sicuro di ciò
che faccio, mi sento fermo, non zoppico, non torno indietro;
nemmeno queste minacce mi indeboliscono (
) anzi
mi rendono più forte".
Da
quando ha preso il potere con la forza, il governo di
fatto ha emesso diversi ordini per espellere personalità
internazionali che si oppongono al colpo di stato.
Un
esempio di questo fu l'ordine di espellere i diplomatici
venezuelani e argentini e le minacce ricevute da gruppi
di giornalisti di Telesur e della Televisione Venezuelana
Statale (VTV) perché abbandonassero il paese.
Il
12 luglio, funzionari del governo di fatto dell'Honduras
arrestarono alcuni giornalisti di Telesur e VTV, dicendogli
di non tornare all'Hotel dove alloggiavano e che andassero
direttamente all'aeroporto, perché in questo paese
"non c'è nulla di cui informare", aggiungendo,
in tono minaccioso che questi scompigli erano responsabilità
del presidente del Venezuela Hugo Chavez.
Da
parte sua, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani
(CIDH) nella sua ultima visita, ha ricevuto diverse denuncie
da parte dei movimenti sociali e di centinaia di persone
che gli hanno presentato prove che evidenziavano diverse
violazioni ai diritti fondamentali da parte degli organismi
militari e di polizia al servizio del governo di fatto.
Nel
suo rapporto preliminare, questo organismo ascritto all'Organizzazione
degli Stati Americani (OEA) ha insistito con l'esecutivo
di fatto di Micheletti perché si "investighino
giudichino e condannino i responsabili delle violazioni
dei diritti umani" e ha denunciato, tra l'altro,
"un uso sproporzionato della forza pubblica, detenzioni
arbitrarie e il controllo dell'informazione rivolto a
limitare la partecipazione politica di un settore della
cittadinanza", che ha manifestato contro l'installazione
di un governo di fatto.
La
missione dell'organismo ha aggiunto che il governo illegale
di Roberto Micheletti ha applicato arbitrariamente il
coprifuoco, ha arrestato migliaia di persone e praticato
"trattamenti crudeli, inumani, degradanti e cattive
condizioni di detenzione".
La
settimana scorsa furono arrestate 24 persone dopo essere
state brutalmente colpite e ferite gravemente, essendo
state accusate di manifestazioni violente (nonostante
che molte di esse non avessero partecipato ad alcuna protesta)
e si sono così trasformate nei primi prigionieri
politici del governo incostituzionale.
Così
pure una nota del Fronte Nazionale Contro il Colpo di
Stato in Honduras, pubblicata giovedì scorso, ha
comunicato che il governo di fatto ha operato interrogatori
illegittimi, arresti preventivi, misure sostitutive e
arresti domiciliari. (TELESUR, Tegucigalpa)
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