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EL
SALVADOR - SALUTE
Il Sistema Unico di Salute necessità di coesione
politica e consenso
Nel
paese, molti politici hanno stigmatizzato la creazione
del Sistema Unico di Salute (SUS), al punto di relazionarlo
con il socialismo del XXI secolo. Ciò nonostante
l'esperienza brasiliana dimostra il contrario. Il progetto
di salute ha ottenuto la coesione dei politici, senza
bisogno di trasformare le loro correnti ideologiche. Il
punto di affinità è stato il benessere generale
della popolazione.
Ed
è che l'idea di aver accesso alla salute di qualsiasi
ospedale in maniera gratuita non è più riservato
ai paesi del primo mondo, perché ora anche le nazioni
in via di sviluppo puntano alla salute per tutti.
Il
Diario Colatino ha intervistato il direttore di Lavoro
e Educazione del Ministero della Salute del Brasile, Francisco
Eduardo De Campos, che aprirà gli occhi di molti
spiegando in cosa consiste il SUS, così i come
i costi, gli ostacoli e i benefici.
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Com'è sorto il Sistema Unico di Salute?
Alla
fine della dittatura in Brasile, nel processo di re-democratizzazione,
si iniziò a vedere quale sarebbe stata la forma
di organizzare il Sistema di Salute. Molta gente proponeva
che fosse un sistema per cui si pagasse mediante assicurazione
e così darla in gestione. Ciò nonostante,
proponemmo il contrario: che l'essere brasiliano desse
il diritto innato ad avere servizi di salute. Questo già
implicava un sistema universale di salute. Volevamo un
sistema equo, per cui tutti avessero diritto alla prevenzione
o alla cura.
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Quali furono i primi passi per istallare questo sistema?
Si
convocò una conferenza nazionale di salute, alla
quale si pensò d'includere tutti i brasiliani.
E come la guerra è troppo importante per essere
decisa soltanto dai generali, così la salute è
troppo importante per essere decisa solo dai tecnici o
dai medici. Facemmo l'ottava Conferenza di Salute, che
fu la prima conferenza nazionale che non aveva soltanto
medici e epidemiologici, ma anche la società: gli
utenti. Volevamo sapere cosa pensavano del sistema unico,
un sistema che avrebbe smantellato tutto il sistema anteriore:
alcuni erano della sicurezza sociale, altri per il sistema
pubblico e altri che si rivolgevano alle cliniche private.
Il concetto era che tutti venissero curati dal SUS.
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Quali elementi specifici aveva il progetto di universalizzazione?
Questo
derivò dalla costituzione politica del paese, perché
il Brasile non è un paese unitario, ma federale,
pertanto non può predominare l'istanza di una federazione
sulle altre. Allora, il corollario era che il sistema
di salute fosse decentralizzato con un comando unico di
governo e con un intenso processo di partecipazione sociale,
così come la ricerca permanente di sostenibilità
nel finanziamento.
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Dato che esistevano la sicurezza sociale e le cliniche
private, quale atteggiamento mostrarono, ci furono difficoltà?
Le
cliniche private furono i giocatori più importanti,
perché continuarono a fare i propri servizi e il
Ministero Pubblico li contratta, vale a dire che partecipano
in maniera complementare al servizio di salute. La riforma
quindi non gli produsse danni, perché se includi
più gente devi comprare più servizi e loro
ne produrranno di più. Certamente la burocrazia
della sicurezza sociale si oppose, ma la richiesta sociale
di maggiore inclusione fu tanta che era impossibile arrestare
sul piano politico.
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E i deputati di allora appoggiarono il progetto del SUS?
E'
un consenso molto interessante in Brasile, perché
si pensava che ci sarebbe stata contrapposizione tra i
partiti conservatori e quelli progressisti. In questo
caso non ci fu. La situazione era tanto disuguale nel
paese che i settori di centro e i conservatori non si
opposero a costituire un sistema unico di salute. Il presidente
Luiz Inacio Lula da Silva si chiedeva come si fosse generata
una coesione tanto forte intorno all'idea del sistema
di salute, che è uno dei progetti più riusciti
nella società brasiliana.
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Data la coesione politica, quanto tempo ci volle per farlo
funzionare?
La
conferenza nazionale di salute ci fu nel 1986 mentre la
legge del sistema di salute fu promulgata nel 1990 e notate
che questa legge fu fatta da un governo che poi la società
brasiliana rifiuto, comprese le forze conservatrici che
lo avevano eletto, ma questo non fece soccombere il progetto
e da questo vedemmo la sua forza: la radice che ha nella
società.
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Che benefici ha il SUS?
Ci
sono miglioramenti significativi negli indicatori di salute,
sebbene non siano ancora quelli che desideriamo, ma per
esempio gli obiettivi del millennio che gli altri paesi
stanno cercando di realizzare per il 2015, noi gli anticiperemo
di due anni. La mortalità è ancora alta,
ma si è abbassata molto. In generale la salute
del Brasile ha raggiunto record mondiali. Il Brasile è
il primo paese in via di sviluppo con l'universalizzazione
nell'accesso alle terapie antivirali; tutti i portatori
di HIV - AIDS hanno accesso ai farmaci nonostante siano
cari. Noi dichiarammo che questo era un diritto, vincemmo
il conservatorismo della chiesa, ci fu molta reazione,
ma si poté costruire dal basso l'idea di una società
più giusta e solidale.
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Per quanta riguarda la copertura, di quanto era prima
del progetto e quanto cambiò da quando si è
consolidato?
La
percentuale di prima è difficile da stabilire perché
c'era gente coperta dalla sicurezza sociale e altri dai
programmi pubblici. Ora la strategia di familiare copre
il 70% della popolazione. Se si considera che c'è
un 30% di brasiliani che fa l'assicurazione privata, opzione
possibile, non si può dire che ci siano i brasiliani
senza copertura. Non ci sono persone che - come ad esempio
succede negli Stati Uniti - che abbia problemi di salute
e non sia curata. Il sistema di salute non si chiede se
la gente abbia un diritto di piano privato e non la vaccina:
si vaccinano tutti. La copertura riguarda persino i programmi
di trapianti che sono molto cari e copre il 100%.
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Dato che i servizi sono gratuiti, quali costi comportò
per lo stato?
In
realtà ci fu uno scontro per finanziare la salute.
Abbiamo il finanziamento più piccolo che possiamo
desiderare.
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Di quanto parliamo?
Oggi
i costi di salute sono di circa 30 miliardi di dollari.
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Prima di quanto era?
Per
quanto riguarda l'assicurazione sociale arrivò
ad essere circa la stessa cifra. Dobbiamo ancora risolvere
questa gestione. Ci sono programmi di farmacia popolare
gratuiti. C'è un sistema dove le farmacie commerciali
sono sussidiate dalla rete di salute per alcune medicine
essenziali. I farmaci più importanti sono sussidiati.
C'è una lotta permanente nel settore della salute
per duplicare il finanziamento. Perché potremmo
avere più possibilità per gestirlo, ma siamo
un po' compressi, sebbene in evoluzione. Ci sono cose
molto care, per esempio il vaccino anti-tubercolare costa
milioni di dollari
non è una cosa semplice.
Solo le medicine straordinarie vengono procurate dal Ministero
Pubblico a cui costano più di un miliardo ma dobbiamo
fare tutto contemporaneamente: comprare vaccini e farmaci.
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La popolazione come percepisce il SUS?
Se
uno guarda le inchieste, la salute è indicata come
una delle priorità principali da parte della popolazione:
c'è una percezione piuttosto positiva.
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Creando il SUS, come è stata realizzata l'assunzione
di più personale?
Quanto
al personale in generale, le federazioni non hanno licenziato
negli ultimi anni e a carico degli stati generali e dei
municipi, il 50 o il 70% dei costi è per il personale,
ma in Brasile ciò è decentralizzato perché
a contrattarli sono i municipi. Questo è un settore
molto dinamico.
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L'esperienza del Brasile è molto ammirata a livello
mondiale; sarebbe molto importante che venga imitata in
altri paesi?
Ci
sono pochi paesi che fanno riforme sanitarie, per il coraggio
che implica stabilire il sistema universale. Non vogliamo
dare lezioni agli altri, ma abbiamo ottenuto notevoli
successi.
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Come ha fatto il Brasile a sfatare l'accusa che istallare
il SUS significa mettersi nel socialismo?
Questo
non succede. Quali sono i paesi che hanno il sistema universale?
La Svezia non è socialista, e non lo sono la Germania,
l'Italia, la Francia
Il sistema universale non ha
niente a che fare col socialismo. I paesi che hanno il
sistema universale sono fortemente capitalisti; il migliore
esempio di sistema unico è il Regno Unito, che
ce la dal dopoguerra, nel 1946. La regina Elisabetta è
socialista? No. (COLATINO/Solorzano)
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