Notizia - 13 maggio 2010



EL SALVADOR - RIVENDICAZIONI SOCIALI
Si prepara una protesta di massa nella capitale.

Marciatori di tutto il paese si preparano a protestare venerdì nella capitale per sostenere diverse rivendicazioni sociali, mentre annunceranno la creazione di un nuovo organismo per unificare le lotte sociali. Raul Dari, Segretario Generale della Federazione Unitaria Contadina, ha dichiarato al Diario Colatino, che i marciatori provengono dall'oriente e dall'occidente, dal centro e dal nord del paese e che a loro si uniranno organizzazioni con sede in San Salvador. Obiettivo è concentrarsi di fronte alla sede dell'Istituto Salvadoregno di Trasformazione Agraria e nelle vicinanze della Casa Presidenziale. "Se il signor Presidente vorrà dialogare con noi, siamo incantati di estendergli il nostro invito" ha dichiarato Dari.

Le principali rivendicazioni saranno: che il governo interrompa la costruzione della diga El Chaparral; una riforma agraria democratica e partecipativa e chiedere al governo che si riunisca all'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA). "Si tratta dell'appoggio al progetto contro la miniera, contro la diga El Chaparral, ma stiamo dando nuova forma alla lotta, nel senso che parteciperemo in diverse organizzazioni, inclusa la nostra che è la Federazione Unitaria Contadina con le nostre proprie rivendicazioni; i compagni delle miniere vengono con le loro, quelli delle dighe con la richiesta di fermare la loro costruzione; noi per la riforma agraria, democratica e partecipativa; i maestri con le loro specifiche rivendicazioni; si tratta di un nuovo metodo di lotta. Al culmine dell'attività annunceremo la formazione del Fronte Ampio in cui si riuniranno tutti i settori contadini, operai, sindacali, dei maestri, professionali … per iniziare una lotta rivendicativa a livello nazionale" ha dichiarato il dirigente contadino.

E' stato reso pubblico che quanti vengono da oriente riposeranno questo giovedì a Soyapango, mentre quelli che vengono da occidente a Santa Tecla. Dari ha escluso che le proteste degli invalidi ed ex-patrulieri realizzate di fronte alla casa presidenziale appartengano alle attività di venerdì, ma ha assicurato che tra quanti marciano vi sono alcuni invalidi di guerra.

José Orlando Garcia, anch'egli dirigente della Federazione Unitaria Contadina ha aggiunto che chiederanno anche che il governo mantenga le promesse elettorali. Sui pacchetti agricoli ha detto che "c'erano stati promessi pacchetti completi, ma non è stato così; c'è stato disordine: molti contadini della nostra organizzazione non stanno sulla lista, altri ci sono ma in alcuni municipi sono scomparsi; non stanno rispettando le liste che il Ministero dell'Agricoltura distribuisce attraverso i municipi, ma ciascuno si fa la sua lista ed è questa che rispettano tralasciando quella ufficiale. Si tratta di un disordine creatosi a livello nazionale e più che tutto ci sono sindaci che dicono di essere loro a pagare il trasporto, quindi il governo attraverso il Ministero dell'Agricoltura ha commesso un grande errore nel politicizzare questi pacchetti".

Da parte sua, Transito Rivas Guillelmo, ex-combattente delle FPL, un contadino che non ha ricevuto aiuti, ha detto che: "io lavoro 5 manzane, ma oggi non faccio nulla perché non ho soldi nemmeno per mangiare e oltre a questo sono malato; ho passato tutta la settimana santa con la febbre e ancora questa notte l'ho avuta; in clinica mi hanno dato solo un antipiretico, ho un infezione alle vie urinarie, mi si è indurito un testicolo e se andassi in ospedale mi opererebbero, per questo non ci vado". Se avessi una buona terra pianterei fagioli, in una parte coltiverei cipolle, seminerei ravanello, insalata, gelso per fare la zuppa, ma non ho soldi" ha dichiarato e che il pacchetto agricolo non serve a seminare un quarto di manzana. (COLATINO/Martinez)