Notizia - 30 maggio 2010



EL SALVADOR - URAGANO
8717 persone evacuate. Funes rinnova l'allarme rosso

Il presidente della repubblica ha decretato ieri l'emergenza nazionale, stato che gli permette di disporre delle risorse statali per affrontare l'emergenza causata dalle piogge che sono costate almeno 9 vite.

Nonostante il fatto che le piogge abbiano iniziato a diminuire il governo salvadoregno ha deciso ieri di mantenere l'allarme rosso e ha inoltre decretato lo stato d'emergenza nazionale. Fino a ieri notte si sono contati nove morti e 8717 persone evacuate, distribuite in 150 centri d'accoglienza.

Sulla catena nazionale radiotelevisiva, il presidente della repubblica Mauricio Funes ha annunciato il seguente passo dell'allarme rosso decretato sabato a mezzanotte: l'emergenza nazionale. Tale misura gli permette di disporre di risorse dello stato per affrontare la crisi generata dalle piogge. Il presidente ha invitato gli abitanti delle zone vulnerabili ad evacuare e seguire le raccomandazioni.

Inoltre, Erman Rosa Chavez, ministro dell'Ambiente ha dichiarato: "nelle prossime ore dovemmo aspettarci forti piogge dalla zona centrale verso l'oriente e per questo non possiamo abbassare la guardia".

"A piovuto tanto che il rischio è molto alto; il vaso è talmente pieno che una sola goccia potrebbe essere fatale" ha spiegato il capo dello stato prospettando uno scenario per nulla promettente per le prossime ore": "Attualmente il 90% del territorio nazionale è a rischio. Agatha ha raggiunto in 24 ore un livello di 483 millimetri di pioggia, che è maggiore di quelli che fecero registrare gli uragani Mitch, Stan e Ida".

Funes ha sottolineato particolarmente la situazione delle zone costiere, di quelle vicino al corso dei fiumi, alle montagne e alle colline, ma si è rivolto in maniera particolare ai cittadini della zona del Picacho nel municipio di Mejicanos e a quanti vivono nella frazione Joya Grande di Santiago Texacuangos; zone specialmente vulnerabili e dove la gente si rifiuta di lasciare le proprie case per paura di perdere le sue cose.

Jorge Melendéz, portavoce ufficiale per comunicare gli effetti dell'uragano, ha parlato di 108 case danneggiate e distrutte, oltre 188 smottamenti.

"A quanti devono essere evacuati assicuro che i loro beni saranno custoditi" ha promesso Funes ricordando che elementi della Polizia Nazionale Civile sono stati dislocati in queste zone per evitare problemi doi vandalismo e saccheggio.

Il presidente ha dato anche speranza a quelli che hanno già perso la propria casa in qualcuna delle inondazioni registrate in questa emergenza: "si realizzerà un censimento delle case, costruiremo nuove case in zone sicure e sarà fatto immediatamente" ha sottolineato il capo dello stato che nel suo messaggio ha ringraziato per la collaborazione offerta da partiti politici, impresa privata, mezzi di comunicazione e paesi amici.

PIOGGE E AIUTI

Le previsioni del tempo annunciano maggiore pioggia per le prossime 24 ore. Nonostante che le previsioni indichino un miglioramento per martedì le autorità preferiscono mantenere l'allerta per evitare che nuovi smottamenti e inondazioni, che continuano ad essere un potenziale pericolo per quanti transitano o risiedono nelle zone adiacenti, causino nuove vittime.

Secondo quanto confermato da Rosa Chavez "la coda di Agatha continua ad esserci vicina. Una grande umidità continuerà a colpirci con conseguenti temporali e piogge intermittenti, moderate e forti. La vulnerabilità si concentrerà nella frangia costiera e nelle vicinanze delle zone alte.

Mentre la situazione delle piogge si normalizza, al Centro Internazionale Fiere e Congressi (CIFCO) incaricati delle diverse istituzioni di governo, coordinati dalla Forza Armata, lavorano nel centro di immagazzinamento, acquisizione e acquisto di prodotti destinati alle persone colpite da Agatha. (LA PRENSA GRAFICA /Henriquez - Quintanilla)