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EL SALVADOR - URAGANO
8717 persone evacuate. Funes rinnova l'allarme rosso
Il
presidente della repubblica ha decretato ieri l'emergenza
nazionale, stato che gli permette di disporre delle risorse
statali per affrontare l'emergenza causata dalle piogge
che sono costate almeno 9 vite.
Nonostante
il fatto che le piogge abbiano iniziato a diminuire il
governo salvadoregno ha deciso ieri di mantenere l'allarme
rosso e ha inoltre decretato lo stato d'emergenza nazionale.
Fino a ieri notte si sono contati nove morti e 8717 persone
evacuate, distribuite in 150 centri d'accoglienza.
Sulla
catena nazionale radiotelevisiva, il presidente della
repubblica Mauricio Funes ha annunciato il seguente passo
dell'allarme rosso decretato sabato a mezzanotte: l'emergenza
nazionale. Tale misura gli permette di disporre di risorse
dello stato per affrontare la crisi generata dalle piogge.
Il presidente ha invitato gli abitanti delle zone vulnerabili
ad evacuare e seguire le raccomandazioni.
Inoltre,
Erman Rosa Chavez, ministro dell'Ambiente ha dichiarato:
"nelle prossime ore dovemmo aspettarci forti piogge
dalla zona centrale verso l'oriente e per questo non possiamo
abbassare la guardia".
"A
piovuto tanto che il rischio è molto alto; il vaso
è talmente pieno che una sola goccia potrebbe essere
fatale" ha spiegato il capo dello stato prospettando
uno scenario per nulla promettente per le prossime ore":
"Attualmente il 90% del territorio nazionale è
a rischio. Agatha ha raggiunto in 24 ore un livello di
483 millimetri di pioggia, che è maggiore di quelli
che fecero registrare gli uragani Mitch, Stan e Ida".
Funes
ha sottolineato particolarmente la situazione delle zone
costiere, di quelle vicino al corso dei fiumi, alle montagne
e alle colline, ma si è rivolto in maniera particolare
ai cittadini della zona del Picacho nel municipio di Mejicanos
e a quanti vivono nella frazione Joya Grande di Santiago
Texacuangos; zone specialmente vulnerabili e dove la gente
si rifiuta di lasciare le proprie case per paura di perdere
le sue cose.
Jorge
Melendéz, portavoce ufficiale per comunicare gli
effetti dell'uragano, ha parlato di 108 case danneggiate
e distrutte, oltre 188 smottamenti.
"A
quanti devono essere evacuati assicuro che i loro beni
saranno custoditi" ha promesso Funes ricordando che
elementi della Polizia Nazionale Civile sono stati dislocati
in queste zone per evitare problemi doi vandalismo e saccheggio.
Il
presidente ha dato anche speranza a quelli che hanno già
perso la propria casa in qualcuna delle inondazioni registrate
in questa emergenza: "si realizzerà un censimento
delle case, costruiremo nuove case in zone sicure e sarà
fatto immediatamente" ha sottolineato il capo dello
stato che nel suo messaggio ha ringraziato per la collaborazione
offerta da partiti politici, impresa privata, mezzi di
comunicazione e paesi amici.
PIOGGE
E AIUTI
Le
previsioni del tempo annunciano maggiore pioggia per le
prossime 24 ore. Nonostante che le previsioni indichino
un miglioramento per martedì le autorità
preferiscono mantenere l'allerta per evitare che nuovi
smottamenti e inondazioni, che continuano ad essere un
potenziale pericolo per quanti transitano o risiedono
nelle zone adiacenti, causino nuove vittime.
Secondo
quanto confermato da Rosa Chavez "la coda di Agatha
continua ad esserci vicina. Una grande umidità
continuerà a colpirci con conseguenti temporali
e piogge intermittenti, moderate e forti. La vulnerabilità
si concentrerà nella frangia costiera e nelle vicinanze
delle zone alte.
Mentre
la situazione delle piogge si normalizza, al Centro Internazionale
Fiere e Congressi (CIFCO) incaricati delle diverse istituzioni
di governo, coordinati dalla Forza Armata, lavorano nel
centro di immagazzinamento, acquisizione e acquisto di
prodotti destinati alle persone colpite da Agatha. (LA
PRENSA GRAFICA /Henriquez - Quintanilla)
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