Notizia - 30 giugno 2010



EL SALVADOR - POVERTA' E VIOLENZA
La povertà genera violenza?

Durante la crisi generata dalla delinquenza alcuni analisti hanno affermato che la povertà non è causa di violenza. E la prova è che c'è molta gente buona tra i poveri. Siccome questa affermazione viene ripetuta di tanto in tanto, specialmente quando si tratta di indagare le cause della violenza, è importante che vi riflettiamo.

In primo luogo dobbiamo affermare che la povertà, specialmente il tipo di povertà che abbonda in El Salvador, è di per se una realtà violenta. Bisogna anche affermare che questa stessa realtà violenta, che è la povertà, non rende automaticamente violenti i poveri. Al contrario, questo si, rende automaticamente violenti quei ricchi che passano indifferenti di fronte alla povertà. Perché non bisogna ingannarsi. Tra i ricchi e nella classe media c'è molta più gente malvagia, almeno proporzionalmente, che i poveri. Ci sono gli ipocriti, gli arroganti e superbi, gli indifferenti di fronte al dolore degli altri, i corrotti, i ladroni dal colletto bianco, i legislatori che giustificano il delitto con leggi ingiuste ecc…

E naturalmente non vanno in carcere in proporzione ai poveri, perché l'organizzazione economico-violenta salvadoregna ha dato fin'ora molti vantaggi ai violenti che stanno in cima alla piramide sociale, più sofisticati e organizzati che i violenti che stanno in basso, che certamente anch'essi ci sono.

Ma in Salvador la povertà non corrisponde solo a un tipo di organizzazione sociale che nega opportunità ai più poveri ed esercita pertanto violenza contro di loro, ma è anche in relazione ad una ricchezza scandalosa. Le differenze di guadagno tra il 20% più ricco del nostro paese e il 20% più povero è tra le più grandi del mondo. Con l'aggravante che questa differenza di guadagni e nei livelli di vita convivono in una vicinanza geografica. Eccettuando alcune delle nuove colonie lussuose, costruite nelle antiche tenute di caffè della cordigliere del balsamo, non c'è una colonia di ricchi in El Salvador che non sia vicina a una zona scoscesa in cui si accatastano i poveri. La ricchezza estrema e la povertà estrema convivono. Alcuni, dalla propria situazione di bisogno vedono continuamente la ricchezza.

E altri, rinchiusi tra i propri muri, si rifiutano di vedere il vicino che fa la fame. Dal nuovo edificio più alto di El Salvador, recentemente inaugurato, si vedono perfettamente le case della zona scoscesa marginale che si trovano proprio di fronte al lato sud di questa torre, separata solo da una strada. Appartamenti da 250.000 dollari proprio di fronte a case senza luce né acqua e col suolo di terra. Se questo sia un paesaggio idilliaco della geografia urbana capitolina o un dramma con gravi conseguenze sociali resta un interrogativo.

E siccome la disgrazia non viene mai da sola, la propaganda consumista si moltiplica, come se non ci fossero problemi. Insiste nel dirci che se non consumiamo in abbondanza non siamo pienamente persone. E lo dice anche a quantiche hanno appena la capacità di consumare. Fosse anche solo perché resistono alla propaganda consumista senza poter consumare né diventare pazzi per questo, bisogna ripetere che i poveri sono molto migliori dei ricchi.

Perché i ricchi soddisfano gli impulsi messi in corpo dalla propaganda e questo non li rende migliori. Al contrario, l'affanno del consumo li rende frequentemente egoisti e non solidali. I poveri invece sopportano l'insulto permanente di una propaganda che gli dice che non sono niente se non consumano. O come diceva recentemente una pubblicità di case di lusso, che sei dove vivi. E nonostante tanto aggravio, non diventano pazzi né salgono per le strade a rubare o uccidere.

E' chiaro che i poveri sono buoni. E se hanno tra loro gente cattiva non è tanto perché la povertà gli abbia resi così, ma perché la ricchezza degli altri lì ha provocati tanto che hanno reagito con una selvatichezza più elementare, ma non meno brutale, di quella di chi passa indifferente davanti al 40% e più di gente in povertà, che si dimentica dell'80% che non ha un salario degno o per cui non vale niente l'anziana che nonostante abbia lavorato tutta la vita non ha diritto alla pensione.

Parlando di povertà e violenza bisogna essere prudenti. Quanti relazionano automaticamente la povertà con la violenza devono sapere che l'equazione non è certa. Sarebbe un'ingiustizia totale dire che quanti mancano del necessario oltre ad essere quelli che soffrono la violenza dell'ingiustizia siano anche i più violenti del paese. Ma, allo stesso tempo, dobbiamo capire che la povertà è un fenomeno sociale in se stesso violento.

La miseria genera violenza in alcuni poveri, in perfetta correlazione con l'affanno violento e tracimato del denaro di quelli che hanno troppo e vogliono avere sempre di più. Vincere la povertà, ottenere che El Salvador rispetti i diritti umani, economici e sociali è chiaramente un cammino di lotta contro la violenza delittuosa, sebbene sia un cammino dai tempi lunghi. Sono necessarie anche misure nel breve termine, ma queste non daranno mai il risultato pieno e desiderato, mentre lo scandalo delle differenze tra ricchezza e povertà continua ad essere tanto clamoroso in El Salvador. (COLATINO/Trojeira)