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Questa
Procura sta seguendo i fatti relazionati al progetto idroelettrico
della diga "El Chaparral", nel dipartimento
di San Miguel, di fronte al quale le popolazioni particolarmente
colpite hanno mantenuto un'opposizione totale, ritenendo
che il disegno e la realizzazione di questa opera abbiano
violato i propri diritti umani fondamentali, i quali sono
stati considerati come massima priorità.
Al
riguardo e basandomi sulle indagini e sulle denuncie che
sono state fatte a questa istituzione, desidero evidenziare,
con molta preoccupazione, che questo progetto è
stato carente di elementi essenziali, come l'accesso all'informazione
e la consultazione pubblica, che non sono state promosse
dallo Stato in maniera chiara, opportuna e sufficiente,
perché la popolazione potesse stabilire liberamente
e previamente la sua posizione al riguardo.
Come
Procuratore sono dell'opinione che la partecipazione della
cittadinanza e la negoziazione siano fondamentali nell'instaurazione
di uno Stato democratico di diritto e si rivelino pilastri
importanti per propiziare la pace sociale e l'armonia
nella società; senza dimenticare che lo stato deve
essere al servizio dei suoi cittadini e cittadine, per
cui tutta la sua azione deve essere rivolta alla ricerca
dello sviluppo, senza che ciò implichi l'impatto
sui loro interessi e diritti, molto meno quando si tratta
di popolazioni in situazioni di vulnerabilità,
perché questo aumenta l'esclusione sociale e la
povertà.
In
questo senso, ritengo importante ricordare che questo
tipo di progetti generano problemi ambientali quando le
modalità di sfruttamento delle risorse naturali
superano la capacità di generazione, producendo
il degrado degli ecosistemi e facendo si che ampi settori
della popolazione rinuncino ai propri mezzi di vita, alla
propria stabilità e vedano colpiti in diversi modi
i propri diritti, vale a dire un costo ambientale e sociale
che trabocca in un deterioramento della qualità
di vita.
Ritengo
pertanto che affinché esista una protezione efficace
dei diritti umani delle comunità colpite sia necessario
creare meccanismi che assicurino la loro partecipazione
come cittadini e cittadine libere ed eguali nell'adozione
delle decisioni che colpiscono la loro sopravvivenza;
ciò implica necessariamente ascoltare la loro voce
e soddisfare le loro domande e reclami prima di adottare
decisioni sulle priorità di sviluppo, per il quale
deve essere chiaramente stabilito che la sua giustificazione
si fonda sulla ricerca del benessere umano, mediante l'equilibrio
degli aspetti sociali, economici e ambientali; situazione
che al momento non è stata valorizzata e considerata
per il presente caso.
La
Commissione Mondiale per le Dighe ha considerato nel suo
Rapporto Finale dell'anno 2000, denominato "Dighe
e Sviluppo. Un nuovo indirizzo per la presa delle decisioni",
che nello sviluppo umano le dighe hanno apportato un contributo
importante e significativo, per cui i loro benefici sono
stati considerevoli per l'umanità, ciò nonostante
in troppe occasioni si è pagato un prezzo inaccettabile
e molte volte non necessario a raggiungere questi benefici,
per cui la mancanza di equità nella distribuzione
degli stessi ha reso discutibile il valore di molte dighe,
quando vengono comparate ad altre alternative; per questo
la Commissione stabilisce che la risposta a questo bisogno
non può sorgere da una sola prospettiva ma che
riflette una focalizzazione comprensiva che integri le
dimensioni sociali, ambientali ed economiche dello sviluppo.
Pertanto,
nella mia qualità di Procuratore per la Difesa
dei Diritti Umani, sollecito l'attuale Governo Centrale
perché adotti una posizione chiara di fronte ai
progetti che provvederanno alla necessità energetica
del paese, i quali devono procurare il benessere della
popolazione, attraverso il rispetto e la garanzia dei
diritti umani, senza eccezione.
Rivolgo
un appello affinché nel caso presente, s'identifichino
e riconoscano le parti interessate e colpite, così
come i diritti che sono stati violati a queste ultime;
si proceda alla valutazione della convenienza e dei rischi
che sono stati generati dal progetto idroelettrico in
questione; al fine di iniziare un dialogo che apra un
processo di presa di decisioni in cui si considerino le
alternative più fattibili, con accesso all'informazione
che permetta di raggiungere accordi basati sul pieno rispetto
dei diritti e delle libertà fondamentali, procurando
uno sviluppo integrale delle popolazioni.
Così
come si prenda in considerazione che le persone i cui
diritti sono più colpiti, hanno il massimo interesse
nelle azioni che vengono prese e pertanto devono occupare
un posto al tavolo di negoziazione, per il quale e in
base al mio mandato costituzionale e legale offro la Sede
della Procura per la Difesa dei Diritti Umani per trovare
una soluzione alla presente problematica.
In
fine, questa istituzione dichiara che la sua posizione
non è contraria allo sviluppo e ai progetti che
questo implica, sempre quando siano realizzati in maniera
sostenibile e la cui realizzazione non sia a scapito dei
diritti umani e delle libertà fondamentali delle
popolazioni, punto che sarà costantemente monitorato
da questa Procura.
San
Salvador, 22 luglio 2009
Lic.
Oscar Humberto Luna
Procuratore per la Difesa dei Diritti Umani.
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