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EL SALVADOR - PROTESTE MAQUILA
Lavoratrici di maquila preoccupate del TLC
L'ormai prossima entrata in vigore del Trattato Commerciale
con gli Stati Uniti ha generato preoccupazione nelle lavoratrici
delle diverse maquilas del paese, che ritengono di poter essere
espulse dai propri posti di lavoro e diventare ancora più vulnerabili
alle prepotenze e abusi dei padroni. Nel corso del 2005 almeno 11.500
lavoratrici delle maquilas furono sospese, senza garanzie legali,
secondo i dati presentati nel Foro "Bilancio e Prospettive della
Maquila nel Salvador". La direttrice della Concertazione per un
Lavoro Degno nella Maquila (CEDM), Yanett Urquilla, sostiene che
il TLC è visto come una minaccia perché i diritti delle lavoratrici
potrebbero diventare ancora più vulnerabili. Secondo Urquilla questo
settore è uno dei più violentati dal punto di vista lavorativo,
giacché i proprietari delle maquilas sospendono costantemente le
attività senza corrispondere i pagamenti dei lavoratori. Un chiaro
esempio di queste pratiche abusive sono le 75 lavoratrici licenziate
dalla maquila "Hermosa Manufactory" che dal maggio del 2005 si sono
rivolte alle diverse enti competenti per poter recuperare i propri
salari e le ore straordinarie senza che fino ad oggi "nessuno abbia
fatto niente per aiutarci", ha spiegato Estela Ramírez, una delle
donne interessate. Da parte sua, il Coordinatore Nazionale dell'Unità
di Difesa dei Diritti del Lavoratore della Procura Generale della
Repubblica, German Muñoz, afferma che gli abusi in questo settore
sono possibili a causa di vuoti legislativi e questo permette che
coloro che violano tali diritti rimangano impuniti. Un altro dei
fattori che determinano queste violazioni è la passività dei lavoratori,
giacché costoro preferiscono non denunciare per timore di rappresaglie
o per sfiducia nei confronti del sistema giudiziario. Il coordinatore
dell'unità dei diritti sindacali della PGR afferma che negli ultimi
anni sono state rilevate pratiche evasiva soprattutto nelle maquilas
e nelle imprese di sicurezza privata. Di fatto queste ed altre imprese
creano delle associazioni al fine di ruotare il personale in diversi
luoghi di lavoro, allo scopo di impedire ai lavoratori di conoscere
coloro a cui prestano servizio e non essere in grado di denunciarli
in caso di violazioni. Secondo Muñoz, il codice di lavoro è ormai
fuori dalla realtà, dal momento che contempla articoli che anziché
proteggere i lavoratori li discrimina. (COLATINO/Cordova)
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