Notizie - 13 febbraio 2006


 

 

EL SALVADOR - PROTESTE MAQUILA
Lavoratrici di maquila preoccupate del TLC

L'ormai prossima entrata in vigore del Trattato Commerciale con gli Stati Uniti ha generato preoccupazione nelle lavoratrici delle diverse maquilas del paese, che ritengono di poter essere espulse dai propri posti di lavoro e diventare ancora più vulnerabili alle prepotenze e abusi dei padroni. Nel corso del 2005 almeno 11.500 lavoratrici delle maquilas furono sospese, senza garanzie legali, secondo i dati presentati nel Foro "Bilancio e Prospettive della Maquila nel Salvador". La direttrice della Concertazione per un Lavoro Degno nella Maquila (CEDM), Yanett Urquilla, sostiene che il TLC è visto come una minaccia perché i diritti delle lavoratrici potrebbero diventare ancora più vulnerabili. Secondo Urquilla questo settore è uno dei più violentati dal punto di vista lavorativo, giacché i proprietari delle maquilas sospendono costantemente le attività senza corrispondere i pagamenti dei lavoratori. Un chiaro esempio di queste pratiche abusive sono le 75 lavoratrici licenziate dalla maquila "Hermosa Manufactory" che dal maggio del 2005 si sono rivolte alle diverse enti competenti per poter recuperare i propri salari e le ore straordinarie senza che fino ad oggi "nessuno abbia fatto niente per aiutarci", ha spiegato Estela Ramírez, una delle donne interessate. Da parte sua, il Coordinatore Nazionale dell'Unità di Difesa dei Diritti del Lavoratore della Procura Generale della Repubblica, German Muñoz, afferma che gli abusi in questo settore sono possibili a causa di vuoti legislativi e questo permette che coloro che violano tali diritti rimangano impuniti. Un altro dei fattori che determinano queste violazioni è la passività dei lavoratori, giacché costoro preferiscono non denunciare per timore di rappresaglie o per sfiducia nei confronti del sistema giudiziario. Il coordinatore dell'unità dei diritti sindacali della PGR afferma che negli ultimi anni sono state rilevate pratiche evasiva soprattutto nelle maquilas e nelle imprese di sicurezza privata. Di fatto queste ed altre imprese creano delle associazioni al fine di ruotare il personale in diversi luoghi di lavoro, allo scopo di impedire ai lavoratori di conoscere coloro a cui prestano servizio e non essere in grado di denunciarli in caso di violazioni. Secondo Muñoz, il codice di lavoro è ormai fuori dalla realtà, dal momento che contempla articoli che anziché proteggere i lavoratori li discrimina. (COLATINO/Cordova)

 


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