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EL SALVADOR - PACE SOCIALE
La popolazione sostiene che nel paese non esiste la pace sociale.
Trascorsi 15 anni da quando all'allora guerriglia dell'FMLN
e il governo del ex-presidente Alfredo Cristiani firmarono gli Accordi
di Pace, per considerare terminata la guerra civile, buona parte
della popolazione nel paese sostiene che ancora non si vive in una
"pace sociale".
La firma della pace avvenne il 16 gennaio 1992 e comportò
una serie di riforme nell'ambito politico, giuridico, militare e
della polizia.
Grazie a questi accordi tra le parti, si creò la Polizia
Nazionale Civile (PNC), la Procura per la Difesa dei Diritti Umani
(PDDH), il Tribunale Supremo Elettorale (TSE), il Consiglio Nazionale
Giuridico (CNJ); ci fu un epurazione dei membri delle Forze Armate
e la guerriglia FMLN diventò un partito politico.
Con questi cambiamenti strutturali, El Salvador iniziava il suo
cammino sul percorso della democrazia. Ciò nonostante dopo
una decade e mezzo dalla firma degli accordi, l'alto indice d'insicurezza
e l'opprimente costo della vita sono le ragioni per cui la maggioranza
dei salvadoregni sostiene che la pace ancora non si percepisca nella
società.
Il Diario Co Latino ha realizzato un sondaggio presso vari cittadini
di San Salvador e le risposte degli intervistati hanno un fondo
comune: l'ondata di violenza presente nel paese impedisce che si
viva in una vera pace.
Juan Perdomo, un tassista che offre i suoi servizi nelle vicinanze
del terminal degli autobus di oriente, dichiara che "ormai
non si può vivere qui, c'è molta insicurezza"
e che "non viviamo in pace, perché c'è molta
delinquenza per le strade e non si può viaggiare sicuri perché
la situazione peggiora ogni giorno".
"Qui non si vive in pace, perché ci sono molti omicidi
tutti i giorni e la polizia non fa niente per impedirli" aggiunge.
Allo stesso modo, Laura Alvarenga, che lavora in una farmacia del
centro di San Salvador dichiara che perché ci sia una vera
pace è necessario un cambiamento profondo nelle sfere politiche."Se
loro (i politici) cercassero veramente un modo per avere la pace,
le assicuro che la maggior parte della gente non si lamenterebbe
dell'alto costo della vita, né tanto meno andrebbe a cercare
lavoro negli Stati Uniti".
Per Luis Ramos, un tecnico di laboratorio, il cessate il fuoco fu
solo l'inizio di un lungo lavoro per il bene comune della popolazione
salvadoregna. Ramos sostiene che i meno favoriti e più dimenticati,
da 15 anni, siano gli ex combattenti del conflitto armato. "In
questo sento che sono pari: gli ex combattenti dell'esercito e quelli
della guerriglia non hanno una buona situazione economica e sociale
i deputati dell'assemblea dovrebbero vedere come offrire loro un
maggiore e migliore inserimento lavorativo".
Come i precedenti, Mirna Salazar, che viaggiava su un autobus collettivo,
ha dichiarato "la pace non è stata raggiunta perché
ogni giorno che passa la situazione economica diventa più
difficile e le possibilità di lavoro sono pochissime".
"La vita è dura, nel paese c'è recessione economica,
la gente non guadagna il necessario per sopravvivere con questi
costi mensili
così non si può parlare di pace"
ha aggiunto.
Sebbene le opinioni dei cittadini tendono ad andare tutte nella
stessa direzione, ci sono altri ancora più pessimisti.
E' il caso di Fidel Angel Sosa, un controllore di autobus, che sostiene
che la violenza e l'insicurezza siano peggiori che durante il conflitto
e che questo dimostra che la pace non è stata raggiunta.
"Perlomeno prima non esistevano le maras, adesso con tutti
questi piani, anziché risolvere l'insicurezza l'aumentano.
I politici stanno distruggendo il paese" sostiene.
Oggi si commemorano 15 anni dalla firma degli Accordi di Pace in
EL Salvador. Ciò nonostante, questa pace promulgata dal governo,
resta contraddetta dall'opinione dei cittadini, che affermano che
per raggiungerla deve diminuire la violenza e il costo della vita,
che sono diventati il mal di testa di migliaia di salvadoregni dopo
la firma degli Accordi di Pace. (COLATINO/Trujillo)
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