Notizia - 16 gennaio 2007


 

 

EL SALVADOR - PACE SOCIALE
La popolazione sostiene che nel paese non esiste la pace sociale.

Trascorsi 15 anni da quando all'allora guerriglia dell'FMLN e il governo del ex-presidente Alfredo Cristiani firmarono gli Accordi di Pace, per considerare terminata la guerra civile, buona parte della popolazione nel paese sostiene che ancora non si vive in una "pace sociale".
La firma della pace avvenne il 16 gennaio 1992 e comportò una serie di riforme nell'ambito politico, giuridico, militare e della polizia.
Grazie a questi accordi tra le parti, si creò la Polizia Nazionale Civile (PNC), la Procura per la Difesa dei Diritti Umani (PDDH), il Tribunale Supremo Elettorale (TSE), il Consiglio Nazionale Giuridico (CNJ); ci fu un epurazione dei membri delle Forze Armate e la guerriglia FMLN diventò un partito politico.
Con questi cambiamenti strutturali, El Salvador iniziava il suo cammino sul percorso della democrazia. Ciò nonostante dopo una decade e mezzo dalla firma degli accordi, l'alto indice d'insicurezza e l'opprimente costo della vita sono le ragioni per cui la maggioranza dei salvadoregni sostiene che la pace ancora non si percepisca nella società.
Il Diario Co Latino ha realizzato un sondaggio presso vari cittadini di San Salvador e le risposte degli intervistati hanno un fondo comune: l'ondata di violenza presente nel paese impedisce che si viva in una vera pace.
Juan Perdomo, un tassista che offre i suoi servizi nelle vicinanze del terminal degli autobus di oriente, dichiara che "ormai non si può vivere qui, c'è molta insicurezza" e che "non viviamo in pace, perché c'è molta delinquenza per le strade e non si può viaggiare sicuri perché la situazione peggiora ogni giorno".
"Qui non si vive in pace, perché ci sono molti omicidi tutti i giorni e la polizia non fa niente per impedirli" aggiunge.
Allo stesso modo, Laura Alvarenga, che lavora in una farmacia del centro di San Salvador dichiara che perché ci sia una vera pace è necessario un cambiamento profondo nelle sfere politiche."Se loro (i politici) cercassero veramente un modo per avere la pace, le assicuro che la maggior parte della gente non si lamenterebbe dell'alto costo della vita, né tanto meno andrebbe a cercare lavoro negli Stati Uniti".
Per Luis Ramos, un tecnico di laboratorio, il cessate il fuoco fu solo l'inizio di un lungo lavoro per il bene comune della popolazione salvadoregna. Ramos sostiene che i meno favoriti e più dimenticati, da 15 anni, siano gli ex combattenti del conflitto armato. "In questo sento che sono pari: gli ex combattenti dell'esercito e quelli della guerriglia non hanno una buona situazione economica e sociale… i deputati dell'assemblea dovrebbero vedere come offrire loro un maggiore e migliore inserimento lavorativo".
Come i precedenti, Mirna Salazar, che viaggiava su un autobus collettivo, ha dichiarato "la pace non è stata raggiunta perché ogni giorno che passa la situazione economica diventa più difficile e le possibilità di lavoro sono pochissime". "La vita è dura, nel paese c'è recessione economica, la gente non guadagna il necessario per sopravvivere con questi costi mensili… così non si può parlare di pace" ha aggiunto.
Sebbene le opinioni dei cittadini tendono ad andare tutte nella stessa direzione, ci sono altri ancora più pessimisti.
E' il caso di Fidel Angel Sosa, un controllore di autobus, che sostiene che la violenza e l'insicurezza siano peggiori che durante il conflitto e che questo dimostra che la pace non è stata raggiunta. "Perlomeno prima non esistevano le maras, adesso con tutti questi piani, anziché risolvere l'insicurezza l'aumentano. I politici stanno distruggendo il paese" sostiene.
Oggi si commemorano 15 anni dalla firma degli Accordi di Pace in EL Salvador. Ciò nonostante, questa pace promulgata dal governo, resta contraddetta dall'opinione dei cittadini, che affermano che per raggiungerla deve diminuire la violenza e il costo della vita, che sono diventati il mal di testa di migliaia di salvadoregni dopo la firma degli Accordi di Pace. (COLATINO/Trujillo)

 


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