Notizia - 2 settembre 2007


 

 

EL SALVADOR - SCOMPARSI
L'impunità giuridica e politica blinda i colpevoli

In El Salvador la guerra è terminata 15 anni fa, ma le cicatrici sanguinano ancora. Mentre i parenti reclamano giustizia e cercano piste per i propri scomparsi al tempo del conflitto armato, lo stato tace e preferisce seppellire il tema.

Ieri, durante la celebrazione del Foro Regionale "La scomparsa forzata delle persone: una lotta che continua", Mario Sánchez, responsabile dell'Associazione Pro Búsqueda, ha incolpato lo stato di ostacolare la giustizia.

"(In Guatemala, Honduras e El Salvador) si è ingenerata una politica d'impunità, perché non si è voluto riconoscere il fenomeno della scomparsa forzata e relativo ostruzionismo" ha dichiarato Sánchez al Diario Co Latino.

Nel Salvador, per esempio, secondo l'intervistato, c'è stata un'impunità politica storica e giuridica, perché oltre a non riconoscere il fenomeno non c'è stato un processo penale che abbia attribuito responsabilità e sanzioni alle persone implicate.

"Non si è vietato alle persone che furono coinvolte (nelle scomparse) di diventare ora funzionari, ambasciatori o colonnelli pensionati con alti compensi" si è lamentato Sánchez. "I nostri governi non hanno fatto nulla per risolvere questi problemi" ha aggiunto.

Secondo dati non ufficiali, durante il conflitto armati, durato 12 anni, scomparvero circa 8.000 persone.

Soltanto Pro Búsqueda registra 791 bambini scomparsi e secondo Sánchez continuano a ricevere nuovi casi.

In Guatemala il conflitto, che durò per 36 anni e terminò con la firma di pace del 1996, lasciò più di 55mila scomparsi, secondo i dati dell'ufficio dei Diritti Umani dell'Arcivescovado di quel paese.

Secondo Nery Rodena, direttore dell'ufficio legale dell'Arcivescovado del Guatemala, il conflitto ha registrato 700 massacri, lasciando molti bambini orfani.

"Le informazioni in possesso dello stato del Guatemala non vengono rivelate, mentre sarebbero importanti per determinare la sorte degli scomparsi" ha dichiarato Rodena, spiegando il modo con cui il governo ostacola la giustizia.

I Procuratore per la Difesa dei Diritti Umani di El Salvador (PDDH), Oscar Luna, che presiedette l'inaugurazione dell'evento, si è messo a disposizione delle organizzazioni sociali che lottano per i diritti umani.

"Ci sono molte persone che vogliono sapere cosa successe ai bambini separati dalle loro famiglie. Questo legittimo lavoro non deve essere limitato dallo stato o da qualsiasi altra istituzione statale" ha dichiarato nel suo discorso. (COLATINO/Leiva)

 


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