Notizia - 4 gennaio 2008


 

 

EL SALVADOR - SFRUTTAMENTO MINERARIO
Lo sfruttamento minerario: un'altra forma di colonialismo

Parlando di solidarismi, il nostro popolo lottatore, deve unirsi nella sua totalità e appoggiare risolutamente - in tutti i modi possibili - le marce e le proteste comunitarie contro i progetti di sfruttamento minerario in alcune zone, nel nord e nell'oriente del paese.

Queste comunità sanno bene, sia per esperienza in altri luoghi, sia per intuizione o per sapienza popolare, che tali progetti non gli procureranno alcun beneficio reale, ma piuttosto danni di diversa natura, quali danni alla salute, perdita di ricchezza nel sottosuolo e della dignità e indipendenza, poiché saremo sottomessi a una forma di servitù, sotto il giogo delle imprese transnazionali, che pretendono di dedicarsi allo sfruttamento dei metalli preziosi, che sono parte della ricchezza e delle poche risorse naturali che restano nel nostro paese.

Tali progetti hanno un nome chiaro: colonialismo moderno con un'altra faccia. E di colonialismo adesso basta! Ci sentiamo salvadoregni fino in fondo e ci stanno strangolando!

E' una disgrazia che il governo sia disposto a concedere i permessi per questa nuova forma di saccheggio che subiremo nel nostro paese. Se c'è democrazia stiano attenti, ascoltino le voci di protesta e di rifiuto del popolo nei confronti di questi progetti minerari.

La Chiesa ha già ascoltato queste voci di allarme e si è pure pronunciata contro questo nuovo vandalismo dei colonialisti stranieri. Nel maggio dello scorso anno la Conferenza Episcopale di El Salvador ha pubblicato il documento: "Custodiamo la casa di tutti" nel quale ha denunciato che lo sfruttamento minerario a cielo aperto o sotterraneo costituisce un grave pericolo per la salute e l'ambiente.

Il nostro arcivescovo metropolitano, monsignor Fernando Sáez la Calle, ha recentemente ricordato questo chiaro e contundente pronunciamento, dicendo che sebbene "la cosiddetta miniera verde probabilmente voglia riforestare alcune zone, bisogna considerare che il 98% dell'oro che si estrarrebbe verrebbe portato all'estero, mentre nel paese ne resterebbe soltanto il 2%".

E questo cos'è? Non è puro colonialismo sfruttatore del secolo XXI, a quello che soffrimmo da parte degli spagnoli 500 anni fa? Perché il governo, di fatto, lo sta già permettendo? Si sa infatti che al momento il ministero dell'economia ha concesso niente meno che 28 permessi a 10 imprese straniere per sfruttamenti minerari nel nord del paese.

Ha forse un "senso umano" esporre grandi comunità a soffrire le conseguenze negative di tali sfruttamenti?

Le conseguenze saranno negative perché, in primo luogo, per miseri salari, nelle estrazioni sotterranee, i lavoratori si esporranno ad elevati rischi di morire asfissiati o sepolti (come è successo da poco in Cina e in Messico, soltanto per citare due esempi) con le esplosioni che vengono provocate per rimuovere grandi masse di terra e portare allo scoperto i metalli preziosi; in secondo luogo l'ambiente si contamina e avvelena la popolazione con il cianuro che in grandi quantità viene impiegato nell'estrazione di questo elemento naturale; in fine, il furto della nostra ricchezza, dovuto all'esportazione delle tonnellate di oro, che stimano contenute nel sottosuolo delle zone in questione.

Sebbene il governo sia rispettoso della libertà di espressione, dovrebbe eccezionalmente proibire la forte, truculenta e ingannevole campagna pubblicitaria, specialmente alla radio, che parla delle immaginari vantaggi che genererebbe la "miniera verde", come la chiamano, mentendo e dicendo che sarebbero incalcolabili i benefici per il paese e le comunità.

Ciò che il paese ha bisogno non sono gli sfruttamenti che contribuiscono alla devastazione del nostro già di per se impoverito suolo e gravemente deteriorato ambiente, come dimostra la riduzione delle acque del Rio Lempa e le estese zone desertificate che prima erano tesori boscosi; ciò di cui c'è bisogno sono opere su grande scala per riforestazioni intensive a livello nazionale.

Le realtà ecologiste presenti nel paese farebbero bene ad organizzare una marcia popolare per rifiutare lo sfruttamento minerario, che costituisce un alto modo sfacciato di colonialismo che interessi stranieri pretendono d'imporre ai salvadoregni.

Difendiamo il nostro orgoglio e la nostra nazionalità: custodiamo la poca indipendenza e sovranità che ci hanno lasciato. (Colatino/Girón)

 


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