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Giulio Girardi
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Edizioni Borla © Edizioni Borla s.r.l.
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Sebbene il clima dell'incontro fra Giovanni Paolo II e il popolo cubano, fra Giovanni Paolo II e Fidel Castro, sia stato estremamente amichevole, i discorsi del papa, che rinnovavano in tono pacato ma fermo le tradizionali condanne del comunismo ateo e non riconoscevano in nessun modo l'originalità del comunismo cubano rispetto ai regimi del "socialismo reale", non lasciavano spazio ad una collaborazione basata su convergenze ideali fra comunisti e cristiani. Ma questa visita rappresentò per Fidel Castro l'occasione di riaffermare l'originalità del comunismo cubano rispetto a quello dei paesi dell'est europeo; e consentì ai cristiani rivoluzionari di Cuba e del mondo di riaffermare la loro identificazione, sia pure critica, con il progetto rivoluzionario cubano, dissociandosi invece da un cristianesimo che, affermando la sua continuità con l'evangelizzazione conquistatrice, era condotto logicamente a condannare i tentativi di instaurare nella storia una logica alternativa. Per quanti poi hanno scommesso in passato sulla fecondità dell'incontro fra marxismo e cristianesimo, l'orizzonte della ricerca e della creatività si allarga oggi enormemente, per l'intervento dei nuovi interlocutori che sono le religioni liberatrici non cristiane, rappresentate a Cuba dalle religioni di origine africana. La svolta che questa nuova sensibilità macroecumenica segna nella storia delle religioni, potrebbe contribuire decisivamente a determinare una svolta anche nella storia del mondo; contribuire cioè alla costruzione di quel mondo nuovo nel quale trovino spazio molti mondi. |
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