"Sento che il popolo è il mio profeta"



Padri contro

  • I padri Alas stanno organizzando un colpo di stato contro il presidente Molina. Preparano una sollevazione di contadini!

Alcuni latifondisti querelarono me e mio fratello Higino con questa accusa. Riuscimmo a nasconderci appena in tempo. In "assenza dei rei" il giudice incaricato sollecitò lo stesso presidente Molina che si presentasse a testimoniare, giacché se si fosse consumato il golpe, egli sarebbe stato il colpito.

  • Se lei testimonia contro i padri Alas, gli consigliarono, avrà problemi con la chiesa. Ma se non lo fa ne avrà con i militari che hanno fame di questi due preti. E meglio che non si presenti.

Molina seguì il consiglio e il caso si raffreddò. Allora decidemmo di uscire dai nostri nascondigli e ritornare alla parrocchia di Suchitoto per continuare il nostro lavoro. L’arcivescovo Chávez dispose che Monsignor Romero facesse con me il viaggio di ritorno.

  • Romero evita di partecipare a queste cose, mi disse Chávez, ma è meglio che si comprometta un poco, che faccia qualcosa, che esca dal suo ufficio.

Chávez si lamentava spesso con me che Romero in queste situazioni delicate non gli serviva per niente, nonostante che fosse il vescovo ausiliare.

Facemmo dunque il viaggio a Suchitoto. Tutto bene, finché lasciammo San Martin. Lì ci fermò la polizia nazionale in un posto di blocco per chiederci i documenti. Io consegnai i miei e Monsignor Romero i suoi.

  • Sono il vescovo ausiliare di San Salvador, egli disse.

Ma quelli non gli fecero caso.

  • Scendete! Abbiamo ordine di registrare questa macchina e di portarvi a Cojutepeque, sappiamo che siete due famosi comunisti.

Quello si non ce lo aspettavamo, né io né lui. Scendemmo. Monsignor Romero era afflitto, non era abituato a queste cose.

  • Apra la valigia! Mi intimò la polizia.

Avevo alcuni calzini, alcuni libri e in fondo una pistola calibro 22, delle più semplici.

  • E questo?!
  • Questa è una pistola che uso nella scuola di agricoltura che abbiamo a Suchitoto…
  • E si può sapere per cosa la usa?
  • Per cosa? Vede, lì abbiamo del bestiame e a volte le mucche partoriscono e gli uccelli rapaci e i cani vengono a mangiarsi la placenta e se uno si distrae, attaccano persino il vitellino neonato.

Lo sbirro mi guardava dall’alto in basso mentre io gli rifilavo la mia storia. Siccome nel Salvador i cani e i poliziotti vengono entrambi chiamati "chuchos" io per fregarlo gli facevo questo gran discorso.

  • Veda, se un chucho mi si para davanti e vuole togliermi ciò che è mio non posso fare altro che sparargli e all’occasione ammazzarlo! Lei sa ben come sono molesti questi chuchos bavosi!

Il poliziotto si arrabbiò. Monsignor Romero non aveva ascoltato il mio inciso, si era appartato e forse per la paura non mi stava nemmeno ad ascoltare. Allora, immediatamente, lo sbirro andò da lui e gli pose la pistola davanti.

  • E questa pistola…?
  • Questa è mia! Disse lui in un attacco di coraggio o di non so che cosa. Questa è mia!
  • Già le ho detto che la usiamo per uccidere i cani…

Monsignore mi guardò impallidito. Io faticavo a trattenere il riso, lui a trattenersi.

  • Voi siete un paio di sovversivi insolenti! E finirete prigionieri a Cojutepeque!

La polizia ci condusse in auto fino la. Monsignor Romero era pallido, ma fermo.

  • Sono il vescovo ausiliare di San Salvador, Oscar Romero. Disse All’ufficiale non appena giunti in caserma.
  • E io sono il capo della polizia di Cojutepeque e ho ordine di arrestarvi.

Monsignor Romero guardò fissamente il tavolo.

  • Mi presti questo telefono!
  • E perché lo vuole!
  • Per fare una chiamata.
  • E chi vuole chiamare…?
  • Il presidente Molina.
  • Punta molto in alto, eh!

Monsignor Romero, molto arrabbiato, estrasse una rubrica che portava nella tasca della veste. La mostrò alla polizia.

  • Se vuole comporlo lei, è il numero diretto del presidente delle repubblica.

Il poliziotto guardò e strabuzzò gli occhi.

  • Dunque, componga lei il numero…

Fissò Romero e poi tornò a guardare la rubrica. Il telefono personale del presidente!

  • Andate. Andate entrambi! Con la pistola e tutto!

Quando riprendemmo la strada per Suchitoto, Romero non commentò.

Il segno che gli lasciò quel suo primo scontro con i poliziotti? A saperlo! Tornò al suo ufficio e continuò ad interessarsi delle sue carte.

(Inocencio Alas)