"Sento che il popolo è il mio profeta"



Solidale a modo suo


Iniziarono gli scontri con lui. Per prima cosa, il gruppo di noi preti "rossi", raggruppati in "la Nacional", che eravamo organizzati già prima di Medellín, scrivemmo una lettera pubblica per protestare contro la sua nomina a vescovo. Lo denunciammo apertamente di essere un conservatore che cercava di frenare il carro del rinnovamento nella chiesa. Lo attaccammo frontalmente.

Già avevamo avuto uno scontro con lui quando nominarono cardinale del Guatemala quel nefasto signore che si chiamò Mario Casaliego. Contro Casaliego avevamo stilato un documento di rifiuto con la lista delle sue corruzioni che conoscevamo bene e lo pubblicammo sui giornali. Monsignor Romero, come segretario della Conferenza Episcopale, impugnò la questione, ci sconfessò e ci condannò per mezzo di lettere che scrisse a tutti. Fu una guerra di lettere nella quale egli difese, con scudo e spada, Casaliego con l’equazione che difendere quel plebeo significava salvaguardare la chiesa.

Romero, quindi, mi teneva già ben inquadrato quando andai in Colombia per visitare Radio Sutatenza, un esperienza di educazione che allora appariva molto progressista e che poi scoprii come una pastiglia più conservatrice della naftalina… Stavo preparando il mio viaggio quando un giorno incontrai Monsignor Romero in arcivescovado.

  • Ah, che fortuna vederla, padre Sánchez, guardi, ho qui un regalo per il suo viaggio.

E mi diede una busta. La tastai. Era denaro. Ringraziai, la riposi e corsi a raccontarlo ai miei amici sacerdoti.

  • Cosa vorrà questo signore… vorrà comprarti?
  • Quando l’elemosina è grande persino il santo diffida, sentenziò uno.
  • Non esagerare, chombre, né io sono santo né il denaro è così tanto!

Non mi ricordo quanto mi diede, ma era sufficiente per un paio di scarpe e un vestito. Prete giovane, prete povero, in una parrocchia dove si mangiava fame, quel denaro non mi faceva male. Concordammo che l’accettassi. Solo più tardi compresi il segno: era un guerriero ideologico, ma aveva delle buone regole.

(Rutilio Sánchez)