|
-
Vedo esageratamente orizzontale l’insegnamento
che date voi
E’
questo ciò che ripeteva frequentemente
Mons. Romero quando parlavamo del lavoro
al centro Los Naranjos. Alla fine, ci
aveva permesso di riaprirlo. A volte mi
prendeva per un altro lato:
-
Sento
dire che anche il governo è
preoccupato per questo tipo d’insegnamento.
-
Il
governo? Ma chi mi deve dire quale
sia l’insegnamento corretto? Il governo
o il vescovo? Perché se è
il governo, lei è di troppo,
ma se è lei non m’importa ciò
che dice il governo.
Viveva
con troppi sospetti. All’inizio, ogni
volta che io o qualcun altro gli parlavamo
di Medellín, diventava nervoso
e gli prendeva un tic. Gli iniziava a
tremare il labbro e non riusciva a controllarlo.
Ascoltare Medellín e iniziargli
quel tremolio era la stessa cosa.
In
ogni modo apprendeva. Dalla realtà.
Santiago
de Maria è a mille metri sul livello
del mare. I mesi della raccolta del caffè
sono molto freddi e nelle notti gela.
Il primo anno non se n’era reso conto,
ma il secondo capi che i contadini che
venivano per la raccolta del caffè
nelle aziende dormivano male sui marciapiedi,
nelle piazze, tremanti per il freddo.
-
Cosa possiamo fare? Chiese un giorno.
L’apri.
Li trovarono riparo fino a trecento persone.
Apri anche una saletta dove tenevamo le
riunioni del clero, li ne entrarono altre
trenta. Così diede un tetto a molta
gente.
-
E mi serve qualche cosa di caldo per la
notte, un bicchiere di latte o di "atol",
ordinò a quelli della Caritas.
Mentre
bevevano e si scaldavano Romero andava
a parlare con i contadini e passava molto
tempo ad ascoltarli. Così si rese
conto che non erano banalità i
problemi di cui tanto gli avevamo parlato.
-
Padre,
mi disse un giorno, cos’è questa
cosa del sistema degli aiuti?
-
Questo
è un grandissimo abuso, Monsignore!
Guardi come funziona: i capo squadra,
come quelli delle aziende di caffè
o di cotone, scrivono un x numero
di lavoratori sulla tabella, ma sempre
meno di quelli che servono. Cosa succede
dopo? Accettano tutti gli altri che
arrivano, ma come aiutanti. E questi
li pagano solo per il peso della latta
di caffè o il sacco di cotone
che raccolgono. Così ci guadagnano!
-
Ma
com’è possibile che gente tanto
cristiana consenta certe cose?
-
Consentono
anche di peggio! Lei sa come questi
cristiani tanto suoi amici riparano
una così grande villania? Con
un regalino di Natale. Così
facendo, questi suoi intimi amici,
sa cosa regalano a ciascun lavoratore
che taglia il cotone spaccandosi la
schiena sotto questo sole cocente?
Un pantaloncino che vale tre pesos.
E tre pesos è quanto gli hanno
tolto quotidianamente lasciandoli
senza mangiare tutto il giorno!
-
Non
è possibile, padre…
Più
gli raccontavo, più s’intristiva.
-
Monsignore,
perché non va lei alla finca
di questi suoi amici per vedere come
sulla lavagna si annuncia senza nessuna
vergogna che la paga giornaliera è
di 1,75 colones, completamente al
di sotto di ciò che sarebbe
legale?
-
Ma
il minimo stabilito dalla legge non
è 2,50?
-
Lo
è.
-
E
che dicono di questo gli ispettori
del lavoro?
-
Non
dicono nulla, tacciono con una bustarella
che gli danno i capo squadra.
-
Non
è possibile…
-
Se
non mi crede, verifichi lei stesso.
Andò
alla finca a verificarlo.
-
Aveva
ragione, padre – mi disse al ritorno
-. Ma, come è possibile tanta
ingiustizia?
-
Monsignore,
fu di tutto questo cumulo d’ingiustizia
che si parlò in Medellín…
-
Medellín,
Medellín…
Ascoltò
questa parola, la ripeté egli stesso.
E non gli tremò il labbro. Mai
più gli vidi quel tic.
(Juan
Macho)
|