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Venite, che inizia l’omelia!
Ero
già clandestino, un capo delle
milizie del Frente Paracentral. Tutte
le domeniche, in tutti i collettivi delle
FPL nei quali sono stato, ascoltavamo
insieme le omelie di Monsignor Romero.
Era parte del nostro compito di educazione
politica. Non era obbligatorio ascoltarla,
ma nessuno se le perdeva.
Ricordo
che tutti pendevamo da quello che "il
vecchietto" diceva. E a volte persino
lo applaudivamo. Nascosti tra le quattro
pareti di una casa di sicurezza, attenti
a non fare troppo rumore. Quando terminava,
commentavamo l’omelia tra di noi. Ah,
i compagni contadini avevano una tremenda
venerazione per Monsignore.
Nel
1979, come FTL, stabilimmo un contatto
permanente con Monsignor Romero e c’erano
compagni che lo visitavano per discutere
con lui alcuni temi. Quelle erano riunioni
molto ristrette e vi partecipavano non
più di quindici massimi dirigenti.
Quando mi elessero per il comitato centrale,
divenni uno di loro. Periodicamente, il
comandante Milton Mendez veniva ad informarci
su ciò di cui si era parlato con
Monsignor Romero. Oggi ricordo poco di
quei resoconti. Tante cose se ne vanno
dalla memoria… solo una non dimenticherò
mai.
Nel
Salvador, lo scontro militare non era
ancora molto forte, c’era invece la lotta
delle masse, ma già allora noi
avevamo la concezione strategica di stare
in un processo di guerra, non ancora incipiente,
ma già in marcia. In quel tempo,
nessuno sapeva su quanta forza militare
potessimo contare, né su quante
unità avessimo… Queste informazioni
erano super riservate.
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Stavamo
spiegando a Monsignore che stiamo
organizzando l’esercito del popolo,
perché più prima che
poi, sfoceremo in uno scontro armato,
non per nostra volontà, ma
perché non ci lasciano altra
via d’uscita…
Contavamo
anche che, come parte della guerra che
stava all’orizzonte, ci sarebbe stata
un’insurrezione popolare. Milton discusse
anche di questo con Monsignor Romero ed
egli ascoltò tutte queste analisi
con la massima attenzione e trasse le
sue conclusioni.
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Guardi,
disse Monsignore a Milton, quando
verrà questa insurrezione,
io non vorrò né stare
da parte, né lontano dal popolo
e nemmeno vorrò stare da un’altra
parte… Quando verrà quest’ora
io vorrò stare a fianco del
popolo. Chiaro, non impugnerò
mai un fucile perché non servo
per questo, ma se posso curare feriti,
attendere moribondi… Posso raccogliere
cadaveri. In tutto questo potrei aiutare,
vero?
Restammo
muti.
E
noi: accidenti che uomo!
(Antonio
Cardenal)
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