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Ogni
volta veniva più gente alla messa
delle otto in cattedrale. E bisognava
persino mettere fuori gli autoparlanti
perché si riempiva anche il parco.
E c’erano altri ascoltatori, perché
il Salvador intero stava ascoltando l’omelia
per radio!
Aveva
infatti preso l’abitudine di uscire dalla
porta della cattedrale per salutare tutti.
Ed erano tanti. Tutti volevano toccarlo,
abbracciarlo, offrirgli i fiori o soldi
o qualsiasi altro regalino, dargli la
mano, offrirgli bambini perché
li accarezzasse un attimo, baciargli l’anello.
Arrivava mezzogiorno. Il gran caldo e
continuava la folla di gente.
A
volte anche noi sacerdoti che celebravamo
la messa uscivamo dalla porta e stavamo
lì a ricevere le cose che gli portavano.
Quella domenica restai io. Dopo un po’
vidi venire facendosi spazio in quella
confusione una anziana di più di
ottant’anni. Si avvicinò a me.
Mi
ricordai del Vangelo, di quelli che non
riuscivano a vedere Gesù, persi
in una moltitudine come quella.
-
E
cosa desidera, signora?
-
Gli
porto un regalo.
-
Se
vuole, posso consegnarlo io a Monsignore.
-
Va
bene allora.
E
la vecchietta tolse da una borsetta di
carta che portava dentro il grembiule…
un uovo.
Tolse
dalla borsa… un altro uovo. Dio mi assista
che non continui a togliere uova la signora,
pensai.
Mise
un’altra volta la mano e questa volta
dalla borsetta tolse un biglietto tutto
accartocciato… un colon. Quaranta centesimi
di dollaro.
-
Anche
questo è per Monsignore.
-
Molte
grazie, signora, non si preoccupi
che questo arriverà nelle sue
mani.
-
Se
Dio vuole!
Iniziai
ad osservarla e la vidi tanto povera,
tanto anziana, che la scostai per poterle
parlare. Era una forma di gratitudine,
giacché era impossibile avvicinarla
a Monsignore, vista la quantità
di gente…
Da
là! Vergine santa, da là,
al confine con l’Honduras, da dove doveva
scendere a Ciudad Barrios per prendere
la strada di San Miguel e poi fino a San
Salvador… calcolai più di cento
chilometri.
-
Ma,
signora Remedios, solo il passaggio
in autobus le è costato più
di ciò che ha portato a Monsignor
Romero in regalo…
-
No,
no, perché sono arrivata a
San Salvador con i miei sandali.
-
A
piedi…?
-
A
piedi, si.
Parlammo
un poco e fu contenta. Sicuramente tornò
anche a piedi. Con ottant’anni in spalla.
Quella
domenica, in mezzo a quella moltitudine,
non diedi a Monsignor Romero né
il colon né le due uova. Alla fine,
non glieli diedi mai, né so cosa
ne feci, tanto erano pochi. Però
un giorno gli raccontai della vecchietta.
E nella messa seguente che egli celebrò
ringraziò per nome la signora.
In Nuevo Eden de San Juan, aldilà
del Rio Torola, sicuramente la signora
Remedios lo ascoltò e sicuramente
i suoi piedi e il suo cuore si rallegrarono.
Forse come quelli dell’anziano Simeone
del Vangelo, quando desiderò riposare
perché aveva visto realizzati i
suoi sogni.
(Antonio
Fernandez Ibañez)
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