"Sento che il popolo è il mio profeta"



 Monsignore, lei crede in Dio?


Con un simile nome, Apolinario, chiunque si aspetterebbe d’incontrare un titano, un omone. Anche Monsignor Romero se lo aspettava così. E invece gli apparve quel Polin, tutto storto, malaticcio, tanto poca cosa.

I due, Monsignore e Polin, s’incontrarono per la prima volta, ma in seguito lo avrebbero fatto spesso.

  • Guarda, Apolinario, dicono che tu vai sollevando i contadini e che persino gli parli contro la chiesa e contro di me. E dicono anche che tu sia un uomo di fede… come spieghi questo?
  • Monsignore, io spiego meglio i problemi facendo delle domande.
  • Domanda allora.
  • Mi risponda anzitutto su questo: il signor arcivescovo sa quanto pagano al proletariato contadino per il lavoro di tutto un giorno?
  • Veramente non so…
  • Tre pesos, Monsignore! "Sbaviamo" come dite voi, perché ci paghino due pesos in più. Mi dica Monsignore cosa farebbe lei con appena tre pesos nella borsa per tutto un santo giorno? Nemmeno con cinque, se forse persino la lavatura della sua sottana costa di più! E noi non guadagniamo nemmeno questo sfinendoci nella raccolta della canna sotto il sole!

Monsignore lo guardò dall’alto in basso, tanto magro com’era.

  • Ma continuiamo l’intervista, che altrimenti ci si raffredda l’atol! Mi permette un’altra domandina? Continuò Polin gesticolando con le mani.
  • Fammi altre domande, rispose Monsignore, già ridendo.
  • Vediamo, Monsignore. Lei crede in Dio?
  • Si, chiaro, io credo in Dio.
  • E crede nel Vangelo?
  • Anche, si. Credo nel Vangelo.
  • Siamo pari dunque! Perché anch’io credo in Dio e nel Vangelo. Entrambi diciamo la stessa cosa, ma è differente! Indovina indovinello perché mi fa male la pancia! Indovina sua eccellenza dove sta la differenza!

Polin si eccitava e canterellava quella cantilena.

  • Non lo so, Polin, dimmelo tu. Monsignore rideva.
  • Lei crede nel Vangelo perché è il suo lavoro lo ha studiato, lo legge e lo predica. Fortuna da vescovo! E io… io quasi non ho potuto leggere né studiare il Vangelo, tutta la sua "indiologia", ma credo nel Vangelo. Lei credo per ufficio io credo per necessità. Perché lì mi viene detto che Dio non vuole che ci siano ricchi e poveri, e io sono povero! Capisce la differenza? Sta lì! L’ha afferrata? Abbiamo la stessa fede, ma la teniamo in gabbie diverse.

Monsignore lo guardò dal basso in alto, tutta quella scintilla che era Polin. E da lì fino alla fine divennero grandi amici.

(Rutilio Sánchez)